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16.3455 · Mozione · 2016-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adoperarsi per aprire corridoi umanitari per i richiedenti l'asilo particolarmente vulnerabili, come le donne incinte, le donne sole con bambini, le persone disabili, ecc. secondo il modello sviluppato dallo Stato italiano. Dovrà proporre le eventuali modifiche legali necessarie e definire le modalità di attuazione del progetto.

Begründung

La guerra in Siria e in Iraq ha generato milioni di sfollati interni e rifugiati in fuga dalla repressione del regime e dai gruppi terroristi islamisti o semplicemente dalla violenza cieca della guerra. La loro disperazione li porta ad attraversare il Mediterraneo verso la Grecia o l'Italia. Queste traversate organizzate da passatori criminali causano anno dopo anno migliaia di morti. I rifugiati più vulnerabili sono i primi a morire in mare o a deperire in loco in mancanza di mezzi o forza per affrontare la traversata. Le operazioni Mare Nostrum e Triton non hanno posto fine a questa catastrofe umanitaria.

La Comunità Sant'Egidio, la "Table Vaudoise" e la Federazione delle chiese protestanti d'Italia hanno messo a punto con il Governo italiano corridoi umanitari per i richiedenti l'asilo più vulnerabili, come le donne incinte, le donne sole con bambini piccoli, i disabili, ecc. Gli incarti di questi rifugiati vulnerabili, identificati in loco al di fuori dello spazio Schengen in particolare in Libano, sono sottoposti alle autorità italiane che, in caso di approvazione, accordano loro un visto umanitario d'entrata nello spazio Schengen al fine di presentare una domanda ordinaria d'asilo. Questo meccanismo conforme alle prescrizioni Schengen è applicato con successo da vari mesi, anche se il numero di interessati è alquanto esiguo, dato che non può superare in totale 1000 persone sull'arco di 24 mesi. Questi corridoi umanitari hanno permesso e permettono tuttora di salvare vite umane. Il progetto è concepito in modo da poter essere duplicato in tutti i Paesi dello spazio Schengen. Pertanto, la Svizzera può e deve riprenderlo a sua volta, non soltanto perché uno dei partner, la Comunità di Sant'Egidio, è noto al DFAE per la serietà dei suoi progetti di pace in tutto il mondo, ma soprattutto perché questo progetto rispecchia i valori profondi svizzeri nel campo dell'impegno umanitario.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è a conoscenza del programma italiano di accoglienza umanitaria di 1000 persone vulnerabili provenienti da Libano, Marocco ed Etiopia. In linea di massima è favorevole a queste iniziative. Il diritto svizzero prevede già possibilità che consentono di far entrare legalmente in Svizzera gruppi di rifugiati e di rilasciare in via eccezionale un visto d'entrata per motivi umanitari. Dallo scoppio del conflitto siriano, nel marzo 2011, la Svizzera ha a più riprese fatto ricorso a tali possibilità per garantire alle vittime della guerra civile siriana un'entrata legale e sicura in Svizzera. Nel settembre 2013 il Consiglio federale ha disposto agevolazioni del visto per cittadini siriani con parenti in Svizzera. Sempre nello stesso mese e a marzo 2015 ha disposto l'accoglienza di 3500 persone bisognose di protezione provenienti dalle regioni di crisi. Esaminerà anche in futuro se la protezione di persone minacciate e particolarmente vulnerabili richiede ulteriori misure di questo tipo.

Il programma italiano menzionato dall'autore della mozione si distingue dalle misure finora decise dal Consiglio federale in particolare perché è attuato in stretta collaborazione con organizzazioni private (nella fattispecie ecclesiastiche), che si assumono i costi per l'alloggio, l'assistenza e l'integrazione in Italia delle persone bisognose di protezione. Forme analoghe di cooperazione privata in caso di azioni di accoglienza umanitaria sono previste anche in altri Paesi (p. es. Germania, Stati Uniti e Canada). In Svizzera manca ancora una base legale chiara per una partecipazione vincolante di attori privati a programmi simili. Il Consiglio federale è disposto a elaborare una proposta di legge che consenta una maggiore collaborazione, nell'ambito degli strumenti esistenti, con organizzazioni private in caso di future azioni di accoglienza.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.