16.3904 · Postulato · 2016-09-30
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare come reimpostare l'attribuzione dei contingenti per Paesi terzi tra i Cantoni a seconda del fabbisogno cantonale medio degli ultimi dieci anni e di stilare un corrispondente rapporto. A tal fine è libero di tenere conto di ulteriori criteri.
Begründung
Nel 2011 il Consiglio federale affermava di essere "consapevole della funzione strategica rivestita dai lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi" per l'economia elvetica e le sue relazioni globali, rilevando che "per il successo dell'economia svizzera è determinante poter ricorrere in maniera rapida e senza ostacoli burocratici agli specialisti necessari" (risposta all'interrogazione 11.1036).
La riduzione dei contingenti per Paesi terzi non tocca tutti i Cantoni allo stesso modo: quelli con imprese fortemente orientate al mercato globale con importanti reparti di ricerca e sviluppo e corrispondente fabbisogno di specialisti sono infatti più colpiti rispetto ai Cantoni che a causa della poca domanda di specialisti non hanno finora nemmeno esaurito i loro contingenti. Nel 2016 i contingenti B per Basilea Città erano già esauriti a fine febbraio, quelli per Zurigo a fine aprile.
Il Consiglio federale è pertanto incaricato di esaminare l'attribuzione dei contingenti secondo una chiave diversa dagli equivalenti a tempo pieno e di allestire un rapporto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che il sistema odierno, basato su contingenti cantonali e una riserva federale, ha dato perlopiù buoni risultati. L'attuale chiave di ripartizione si basa sugli equivalenti a tempo pieno, definiti quale totale delle ore lavorative effettive diviso per il numero medio di ore lavorative previste per un posto a tempo pieno (definizione dell'Ufficio federale di statistica). Il criterio degli equivalenti a tempo pieno permette di tenere conto dell'entità del mercato del lavoro regionale. Considerato però che questa base non rispecchia pienamente gli sviluppi verificatisi a breve termine (p. es. reinsediamenti) né il fabbisogno variabile di contingenti da parte dei Cantoni, la parte restante dei contingenti rimane alla Confederazione che la ripartisce tra i Cantoni che ne hanno segnalato il bisogno. A tal fine tiene conto degli interessi dell'economia svizzera (art. 20 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri). La Confederazione distribuisce i contingenti della propria riserva in modo rapido e non burocratico.
Il 12 ottobre 2016 il Consiglio federale ha deciso di dotare di 1000 unità supplementari la riserva federale per cittadini di Stati terzi per il 2017. Ciò consentirà di reagire in maniera ancor più flessibile agli sviluppi imprevisti dell'economia nei Cantoni.
L'attuale chiave di ripartizione risulta da una lunga ricerca del compromesso tra Confederazione e Cantoni. È stata annualmente riconfermata e non è stata modificata dalla sua introduzione nel 2006. La Confederazione è disposta a riesaminarla in collaborazione con i Cantoni. Il Consiglio federale ritiene per contro che stabilire nuovi criteri senza previamente consultare i Cantoni non permetterebbe di conseguire gli obiettivi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.