17.3072 · Postulato · 2017-03-08
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di spiegare in un rapporto in che modo, nella seconda tappa della Strategia energetica 2050, si intenda introdurre a livello legale, e gradualmente, un sistema incitativo nel settore del clima e dell'energia che non influisca sulla quota parte delle spese pubbliche e che risulti così sostenibile per la popolazione e l'economia. Il rapporto dovrà illustrare le possibilità di introdurre una tassa incitativa sull'elettricità prodotta a partire da fonti non rinnovabili (legge sull'approvvigionamento elettrico, LAEl) e sui carburanti (legge sul CO2 e/o mobility pricing), nonché la possibile evoluzione da una tassa sul CO2 a un sistema senza influsso sulla quota parte delle spese pubbliche. Nel rapporto si dovrà inoltre indicare in qual modo il rimborso all'economia possa avvenire in modo non burocratico, tenendo conto delle imprese a elevato consumo energetico e della competitività a livello internazionale. Si tratterà in particolare di illustrare in modo trasparente gli aspetti positivi e i potenziali di risparmio conseguibili con l'introduzione del sistema incitativo nel settore dell'energia grazie alla graduale riduzione delle prescrizioni a tutti i livelli.
Begründung
Le misure d'incentivazione decise nel quadro della prima tappa della Strategia energetica 2050 sono limitate nel tempo, aspetto che, per principio, incontra i favori del Partito verde liberale svizzero. Per questo motivo occorre trovare rapidamente una soluzione per la seconda tappa (sistema incitativo). È infatti indiscusso che risulta più efficiente ed economico incitare anziché incentivare. L'attuazione delle misure deve avvenire senza influsso sulla quota parte delle spese pubbliche e senza obiettivi fiscali. Recentemente il Politecnico federale di Zurigo ha calcolato che, con un sistema incitativo, la "transizione energetica" costerebbe 292 franchi per economia domestica all'anno, contro i 1548 franchi all'anno con un sistema d'incentivazione, accompagnato da prescrizioni più severe.
L'attuazione a livello legale consentirebbe un'introduzione graduale del sistema poiché la necessità d'intervento non è ovunque la stessa. In una prima fase potrebbe essere introdotta una tassa incitativa sull'elettricità prodotta a partire da fonti non rinnovabili (LAEl), in una seconda tappa una tassa incitativa sui carburanti e/o sul mobility pricing. In una terza fase, la tassa sul CO2 sui carburanti potrebbe essere attuata nel quadro di un sistema incitativo, senza destinazione parzialmente vincolata. Un'introduzione graduale è di importanza capitale sotto il profilo dell'accettabilità per una maggioranza e della sostenibilità per la popolazione e l'economia. Grazie al rimborso, la tassa non influirebbe sulla quota parte delle spese pubbliche e, nell'insieme, non graverebbe né sulla popolazione né sull'economia. L'incentivo a una maggiore efficienza energetica ne risulterebbe rafforzato e, sul piano amministrativo, l'onere sarebbe ridotto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 28 ottobre 2015 il Consiglio federale ha adottato il Messaggio concernente l'articolo costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia e l'ha trasmesso alle Camere federali (cfr. FF 2015 6395). In questa seconda tappa della Strategia energetica 2050 (cfr. www.strategiaenergetica2050.ch > Altri affari ) si tratta di dare un nuovo orientamento alla politica climatica ed energetica. A partire dal 2021 sarebbe di per sé prevista la transizione da un sistema di promozione a un sistema d'incentivazione. Tuttavia, con ogni probabilità, questa via non verrà più seguita: il Consiglio nazionale e la competente Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) hanno infatti deciso la non entrata in materia. Per questo motivo, attualmente la CAPTE-S e la corrispondente Commissione del Consiglio nazionale (CAPTE-N) stanno discutendo dei prossimi passi da compiere per garantire a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento. A tale scopo il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC ha elaborato all'attenzione della CAPTE-N il rapporto "Auslegeordnung Strommarkt nach 2020" (disponibile in tedesco e francese sul sito www.strategiaenergetica2050.ch > Altri affari). Nel quadro delle discussioni si esaminerà se le attuali condizioni quadro saranno adeguate anche in futuro per il mercato dell'energia elettrica, ad esempio se la produzione indigena potrà essere garantita in misura sufficiente a lungo termine o se eventualmente occorrerà adottare strumenti di mercato complementari quali aste, meccanismi di capacità o un modello di quote. Inoltre, con la Strategia energetica verrà introdotto un sistema di monitoraggio dal quale risulterà l'eventuale necessità di adottare ulteriori misure a garanzia dell'approvvigionamento di energia.
Infine, con la sua politica climatica per il periodo successivo al 2020 (Accordo internazionale sul clima di Parigi e prossima revisione totale della legge sul CO2) il Consiglio federale intende contribuire a ridurre la quota di vettori energetici fossili nel consumo di energia. La legge sul CO2 è stata oggetto di una procedura di consultazione dal 31 agosto al 30 novembre 2016 (cfr. www.bafu.admin.ch/clima > Basi legali > Procedure di consultazione ed indagini conoscitive > Consultazione del 31 agosto 2016-30 novembre 2016 sulla futura politica climatica della Svizzera). Il Consiglio federale prevede di adottare il messaggio entro la fine del 2017. La proposta revisione di legge è in sintonia con la Strategia energetica 2050.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.