17.3167 · Mozione · 2017-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale, in qualità di proprietario della Posta, è invitato a disporre una moratoria sulla chiusura degli uffici postali fino alla presentazione di una pianificazione strategica della rete degli uffici postali che fornisca informazioni sul suo futuro, crei trasparenza sull'assetto della rete nei confronti della popolazione interessata e, allo stesso tempo, stabilisca se in merito alla raggiungibilità degli uffici postali e delle agenzie sia opportuna una revisione della legge sulle poste.
Begründung
Nell'ambito del mandato legale di servizi postali garantiti dalla Posta, gli uffici postali non adempiono soltanto una funzione economica ma forniscono anche ulteriori servizi alla popolazione di un Comune. Ultimamente le chiusure di uffici postali si moltiplicano, suscitando di frequente numerose e vivaci proteste da parte della popolazione interessata. La situazione è aggravata dal fatto che i Comuni sono spesso ignorati nel processo decisionale di chiusura e dalla mancanza di trasparenza sulla pianificazione della rete.
Oggettivamente non si può negare che lo smantellamento degli uffici postali prosegue: nell'autunno 2016, la Posta ha annunciato la chiusura di 500 a 600 uffici postali entro il 2020, con ripercussioni su 1200 impiegati. Particolarmente grave è che il personale, la popolazione e i Comuni sono stati sovente posti davanti a un fatto compiuto. La Posta parte dal principio che lo sviluppo della rete rientri tra le sue competenze esclusive, mentre la legge sulle poste, dal canto suo, le garantisce solo un ampio margine di manovra, ma non pieni poteri. La popolazione e l'economia considerano l'ottimizzazione degli uffici postali alla stregua di uno smantellamento delle prestazioni, come constatato anche nel rapporto del Consiglio federale sulla valutazione della legge sulle poste (2017, pag. 21).
Alla luce di questa situazione, in cui vi sono interessi divergenti tra Posta e popolazione, occorre frenare la chiusura degli uffici postali. La moratoria dovrebbe durare finché sarà presentata una pianificazione strategica della rete degli uffici postali tale da creare trasparenza per la popolazione, l'economia e i Comuni e da chiarire se le prescrizioni di legge per la Posta debbano essere sottoposte a revisione. Una moratoria è opportuna anche perché le chiusure degli uffici postali risultano irreversibili.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente alla vigente legislazione sulle poste, la Posta svizzera è tenuta a offrire una rete capillare in tutto il Paese, composta di punti d'accesso serviti e cassette postali pubbliche. In questo ambito, la Posta è libera di gestire i punti di accesso autonomamente (uffici postali) o in collaborazione con terzi (agenzie). Le prestazioni del servizio universale devono essere raggiungibili in tutto il Paese in un tempo ragionevole. Conformemente all'ordinanza sulle poste, infatti, il 90 per cento della popolazione residente permanente deve poter accedere a un ufficio postale o un'agenzia nell'arco di 20 minuti. Per l'accesso alle prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti questo valore è stato fissato a 30 minuti. Finora la Posta ha sempre rispettato questi valori.
A seguito dell'evoluzione digitale, la clientela degli uffici postali è in forte calo. Allo stesso tempo, la Posta è tenuta a finanziare autonomamente il servizio universale nei settori dei servizi postali e del traffico dei pagamenti. Per poter adempiere il proprio mandato legale in modo efficiente ed economico, assicurando sul lungo periodo il finanziamento del servizio universale, la Posta ha bisogno di poter reagire adeguatamente ai cambiamenti nelle abitudini della clientela, pur sempre nel rispetto delle disposizioni di legge.
In quest'ottica, a fine ottobre 2016 ha comunicato che nei prossimi anni proseguirà l'attuale linea di sviluppo per quanto riguarda la trasformazione degli uffici postali in agenzie, ma evitando di chiuderli senza rimpiazzarli. Punterà piuttosto ad aumentare la diffusione di nuove modalità di accesso come, ad esempio, gli sportelli automatici My Post 24. In aggiunta, il 2 marzo 2017 la Posta ha dichiarato che, nelle località in cui è presente soltanto un'agenzia postale, dal 1° settembre 2017 attiverà il servizio di versamento in contanti a domicilio ad opera dei postini.
Dall'autunno 2016, la Posta intrattiene dialoghi con tutti i 26 Cantoni per offrire loro una visione più trasparente della pianificazione nello sviluppo della rete. Ai Cantoni vengono segnalate, in particolare, le filiali che nei prossimi anni non subiranno cambiamenti. Entro l'estate del 2017 la Posta prevede di informare sistematicamente i Cantoni sugli esiti dei dialoghi e, alla loro conclusione, di presentare un quadro generale dello sviluppo della rete.
Stando alla Posta, da quando nell'autunno 2016 è stata presentata la nuova strategia, non sono state avviate nuove trasformazioni né sono stati chiusi uffici postali. Le trattive già in corso sono però proseguite. Prima di avviare nuovi procedimenti e aprire il dialogo con i Comuni per la trasformazione di uffici postali, la Posta attenderà la conclusione del dialogo con il Cantone interessato e di averne resi noti gli esiti.
Alla luce di queste constatazioni non è appropriato ricorrere a una moratoria.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.