17.3241 · Postulato · 2017-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto con quali strumenti di sostegno indiretto e diretto dei media può garantire il pluralismo editoriale in tutte le regioni della Svizzera. Il rapporto dovrà individuare le possibili fonti di finanziamento e le necessità di adeguamento nonché considerare le esperienze maturate in altri Paesi europei.
Begründung
I media giornalistici indipendenti sono un requisito essenziale per una moderna democrazia. Consentono ai cittadini di informarsi sulla situazione mondiale in modo oggettivo, farsi delle opinioni, discuterle e, infine, prendere decisioni. Affinché possano svolgere la propria funzione, i media necessitano di buone condizioni quadro che ne salvaguardino la pluralità e la qualità.
In seguito alla trasformazione digitale e alla comparsa di piattaforme digitali e di testate gratuite, i tradizionali modelli commerciali della stampa (abbonamenti e pubblicità) sono messi a dura prova. Anche le emittenti private regionali audiovisive del servizio pubblico hanno difficoltà economiche. Ad eccezione dei maggiori agglomerati della Svizzera tedesca, senza un sostegno mirato ai media il panorama mediatico della Svizzera subirà un progressivo impoverimento, come evidenziano la recente chiusura della rivista romanda "L'Hebdo" e la riduzione d'organico nella redazione di "Le Temps".
La politica non può accettare che intere regioni del Paese debbano rinunciare a media giornalistici indipendenti e alla pluralità dei media. In Paesi come Danimarca, Finlandia o Norvegia, vengono sostenuti i media on line e la stampa per le minoranze linguistiche e nelle regioni rurali. Oltre alla promozione della produzione e delle imprese si investe anche nell'innovazione e nella trasformazione. Gli aiuti statali sono vincolati a chiare condizioni (particolare importanza è attribuita all'informazione e al giornalismo di qualità).
Siccome nei prossimi anni si prevede un ulteriore processo di concentrazione e di smantellamento nel paesaggio mediatico svizzero, la politica necessita di opzioni di intervento per sostenere i media in modo mirato. Non si tratta soltanto di ridefinire, come si prefigge la legge sui media, lo spazio digitale tra i media del servizio pubblico e i fornitori privati: sono in gioco anche i prodotti on line e la stampa privati in tutte le regioni e le lingue nazionali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha ribadito a varie riprese che in un Paese plurilingue, socialmente e culturalmente eterogeneo come la Svizzera, i media hanno una grande importanza per il funzionamento della democrazia. Il paesaggio mediatico svizzero attraversa una fase di profondi mutamenti strutturali di cui non si può prevedere la fine. Nell'ambito di questa trasformazione va rafforzandosi la concentrazione della stampa (fenomeno che in Svizzera perdura dalla fine della seconda guerra mondiale). Diversa è la situazione della radiotelevisione, dove il numero delle offerte informative è rimasto stabile nel corso degli ultimi anni.
Recentemente il Consiglio federale si è espresso a più riprese sulla questione del sostegno ai media. In particolare, nel suo rapporto del 29 giugno 2011 ("Mantenere la pluralità della stampa") e del 5 dicembre 2014 ("Garantire le funzioni dei media in termini di politica statale e democratica") ha formulato concretamente il proprio parere in merito agli attuali e ai possibili mezzi di sostegno.
L'articolo 93 capoverso 1 della Costituzione federale (RS 101) sancisce esplicitamente che la regolamentazione dei media elettronici compete alla Confederazione. Questa disposizione è la base costituzionale della legge sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) attualmente in vigore, che prevede varie misure a favore della radiodiffusione. In Svizzera anche le emittenti radiotelevisive private vengono sostenute dallo Stato con misure di sostegno diretto (partecipazione al canone, promozione delle nuove tecnologie).
Inoltre, nella primavera del 2018 il DATEC prevede di presentare al Consiglio federale un avamprogetto per una nuova legge sui media elettronici intesa a sostituire l'attuale LRTV, e di porlo in consultazione. In tale contesto occorrerà anche verificare il sostegno diretto ai media on line. Le basi costituzionali a tal fine sarebbero presenti (art. 93 della Costituzione).
Nell'ambito della stampa esistono esclusivamente misure di sostegno indiretto come l'aliquota ridotta dell'imposta sul valore aggiunto per i prodotti stampati o tariffe postali preferenziali per determinati giornali locali e regionali. La valutazione di queste misure per la stampa mostra che sebbene tali misure permettano di sgravare economicamente le case editrici, questa forma di aiuto non ha alcun effetto diretto sull'obiettivo politico della pluralità dell'informazione. Come mostra il rapporto del Consiglio federale del 2014, anche gli approcci di sostengo alternativi presentano dei problemi. Occorre osservare che l'introduzione di norme legali per sostenere direttamente la stampa imporrebbe una modifica della Costituzione.
L'esperienza maturata da altri Paesi che forniscono sostegno statale ai media è già stata esaminata nel 2013 in un rapporto commissionato dall'UFCOM (rapporto di monitoraggio "Sostegno alla stampa"; https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/media-elettronici/fatti-cifre/studi/le-singole-analisi%20.html) in cui sono stati valutati 18 Paesi europei e anglofoni.
I mezzi correnti o possibili per sostenere i media in modo diretto e/o indiretto a livello nazionale e all'estero sono ormai noti. Da uno studio più aggiornato non ci si aspettano nuovi risultati determinanti.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.