17.3309 · Postulato · 2017-05-04
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di vietare il gruppo Hamas o di classificarlo come organizzazione terroristica.
Begründung
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) intrattiene apertamente contatti diretti con l'organizzazione terroristica Hamas, come confermano pubblicamente diverse collaboratrici e collaboratori dell'amministrazione federale, tra cui la segretaria di Stato Baeriswyl e il signor Crevoisier del DFAE. Far fronte comune con organizzazioni terroristiche che puntano a distruggere uno Stato sovrano è oltremodo irritante e dà un'immagine distorta della politica estera della Svizzera. Affinché non intercorrano più relazioni discutibili di questo tipo, Hamas deve essere vietato o classificato come organizzazione terroristica.
L'obiettivo di Hamas è eliminare lo Stato democratico di Israele con mezzi militari e instaurare una teocrazia islamica. Quest'organizzazione terroristica è responsabile di numerosi attacchi e controlla la striscia di Gaza con una violenza brutale. Dal 1993 il braccio militare di Hamas ha compiuto innumerevoli attentati kamikaze, attacchi con coltelli e lanci di razzi, "vantandosi" di essere responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone innocenti. Israele si vede inoltre costretto da Hamas a prendere misure di protezione per i suoi cittadini che riducono notevolmente la qualità di vita dei Palestinesi pacifici. Hamas esalta gli atti di violenza contro gli Ebrei e apparentemente, nella striscia di Gaza, fabbrica razzi anche per altri gruppi terroristici.
Basta dare un'occhiata al documento costitutivo di Hamas per comprendere che i suoi scopi sono identici a quelli perseguiti dall'organizzazione terroristica dello Stato islamico: "Allah è il suo punto fermo, il profeta il suo modello, il Corano la sua legge, la jihad la sua via e la morte per Allah il sommo desiderio". Hamas si rifà inoltre ai "Protocolli dei Savi di Sion", la teoria antisemita del complotto giudaico più influente nel mondo.
Hamas è già stato classificato come organizzazione terroristica dall'UE, dagli Stati Uniti, da Israele e da altri Stati - anche del mondo arabo e musulmano. Lo stesso non si può dirsi della Svizzera. Nonostante le nostre relazioni amichevoli con Israele, abbiamo contatti diretti con terroristi che, avvalendosi dei mezzi più brutali, vogliono cancellare Israele dalla carta geografica. Vietando Hamas e le organizzazioni di stampo simile o classificandolo come organizzazione terroristica si potrebbe porre fine alla cooperazione della Svizzera con questo movimento terrorista.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
In relazione al conflitto in Medio Oriente la Svizzera conduce una politica di pace indipendente e imparziale volta a raggiungere una pace patteggiata, giusta e duratura sulla base di una soluzione a due Stati. Ciò comprende anche contatti con Hamas, che, come quelli con le altre parti direttamente interessate, mirano concretamente a migliorare la governance attraverso la creazione di un governo di unità nazionale palestinese in base al programma dell'OLP (conformemente al rapporto di luglio 2016 del Quartetto per il Medio Oriente). La riconciliazione palestinese è una condizione fondamentale per realizzare la soluzione a due Stati. Con questi contatti ci si prefigge anche di allentare la tensione a Gaza e di migliorare la catastrofica situazione socioeconomica e umanitaria in loco. In tal modo l'impegno svizzero mira anche a prevenire l'estremismo violento.
In un nuovo documento di posizione del 1º maggio 2017 Hamas si mostra più pragmatico in alcuni ambiti, accettando per esempio i confini del 1967 come "formula di un consenso nazionale". Inoltre il documento ricorda che il conflitto con Israele non è di carattere religioso, ma mira a contrastare l'occupazione militare israeliana. Nel contempo, tuttavia, Hamas continua anche a contestare il diritto di esistenza di Israele e difende il conflitto armato come mezzo legittimo di resistenza. La Svizzera condanna con fermezza tali affermazioni e, attraverso i suoi contatti, lavora affinché Hamas abbandoni anche questa posizione, inaccettabile per il Consiglio federale. Inoltre la Svizzera interviene sistematicamente contro la pena di morte e si serve dei suoi contatti con le autorità de facto di Hamas a Gaza per esortare queste ultime a rispettare il diritto internazionale umanitario, a garantire i diritti umani e a osservare i principi dello Stato di diritto e della democrazia.
I contatti della Svizzera con Hamas consistono in un dialogo critico e strettamente coordinato con altri attori come l'Autorità nazionale palestinese a Ramallah, l'Egitto e l'ONU e non costituiscono in alcun modo una "cooperazione". La Svizzera informa regolarmente Israele sui suoi contatti con Hamas. Ai diplomatici Svizzeri viene per esempio chiesto, come nel giugno del 2017 dal presidente Mahmud Abbas, di trasmettere specifici messaggi politici alle autorità de facto a Gaza. Grazie ai suoi buoni uffici la Svizzera è considerata un attore pragmatico, discreto e imparziale sia dall'Autorità nazionale palestinese sia dalla comunità internazionale.
Hamas non è sottoposta alle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che invece la Svizzera appoggia per gruppi come "Al-Qaïda" e "Stato Islamico", e non è inclusa nella legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi Al-Qaïda e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate (RS 122). Conformemente all'articolo 74 della legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (RS 121), un divieto dovrebbe fondarsi su una decisione delle Nazioni Unite o dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Tuttavia la Svizzera, indipendentemente da qualsiasi elenco, persegue e condanna come grave reato il terrorismo di qualsiasi provenienza e forma, incluse le attività di preparazione e di sostegno.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.