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17.3421 · Interpellanza · 2017-06-12

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Da quando Donald Trump è arrivato al potere assistiamo a una drammatica regressione della politica climatica americana. In un primo momento il nuovo presidente se l'è presa con i ricercatori, tagliando i fondi a loro disposizione, e con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente. In seguito ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Oltre a suscitare condanne in tutto il mondo, questa deriva ha provocato una forte mobilitazione negli stessi Stati Uniti. La comunità scientifica è scesa in piazza organizzando marce a favore della scienza e del clima. Molti stati e molte città americane che hanno già iniziato il percorso verso la transizione energetica hanno annunciato che continueranno a impegnarsi, nonostante tutto, per rispettare gli obiettivi sul clima stabiliti dall'amministrazione Obama.

Malgrado questi segnali incoraggianti, il ritiro degli USA dall'Accordo di Parigi resta una pessima notizia per il nostro pianeta: secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale potrebbe far innalzare la temperatura terrestre di 0,3 gradi.

Ci si chiede quindi in che modo la Svizzera potrebbe contribuire a "limitare i danni", in particolare sostenendo le forze progressiste attive negli Stati Uniti.

1. Quali sono le reti internazionali di città in cui si potrebbero realizzare scambi di buone pratiche per la transizione energetica? In che misura la Svizzera potrebbe contribuire a intensificare questo tipo di scambi?

2. Grazie al progetto "Città dell'energia" la Svizzera ha acquisito un vasto know-how. Sarebbe possibile avviare o rafforzare uno scambio di esperienze su questa base per sostenere le città americane che vogliono impegnarsi nella svolta energetica?

3. La pressione esercitata sui ricercatori americani dall'amministrazione Trump ha spinto il presidente francese Emmanuel Macron a lanciare un appello per invitarli a proseguire le loro ricerche in Francia. Cosa ne pensa la Svizzera?

4. Attualmente qual è il volume degli scambi e delle collaborazioni tra ricercatori e istituti di ricerca svizzeri e americani, in particolare nel settore del clima? In che misura questi scambi e queste collaborazioni potrebbero essere incentivati per scongiurare un'immensa perdita di sapere e una fuga di cervelli negli ambienti scientifici americani?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Per le metropoli e le città secondarie che vogliono garantirsi un approvvigionamento energetico sostenibile esistono diverse reti e diversi approcci. Per promuovere gli scambi in questo ambito la Svizzera, tramite la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), ha svolto un'analisi comparativa dei seguenti strumenti: European Energy Award (Città dell'energia), Global Covenant of Mayors, Tool for Rapid Assessment of City Energy e Climate Action for Urban Sustainability. L'analisi evidenzia la loro complementarità e la possibilità di utilizzarli in maniera combinata. Inoltre la Svizzera fa parte della rete Cities Alliance, che raggruppa una serie di operatori regionali, nazionali e internazionali attivi nel settore dello sviluppo urbano e sostiene il programma della Banca mondiale per l'efficienza energetica delle città.

2. Tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, la SECO e la piattaforma interdipartimentale della Confederazione per la promozione dell'efficienza energetica e dell'impiego delle risorse nella cooperazione internazionale, la Svizzera ha avviato diversi progetti di cooperazione allo sviluppo basati sul label European Energy Award/Città dell'energia in Romania, Ucraina, Marocco, Brasile, Cile e Cina. Altri progetti sono in preparazione in Serbia, Tunisia, Colombia e Perù. Le città statunitensi possono adottare questo approccio o combinarlo con altri programmi già esistenti. Si tratta di uno strumento caratterizzato da aspetti tipicamente svizzeri come la partecipazione, il lavoro congiunto dei rappresentanti politici e dell'amministrazione, il principio di sussidiarietà per favorire la condivisione delle competenze, la gestione di prossimità e un'ottica consensuale che permette di integrarlo con altre modalità operative. La "swissness" gode di un'ottima reputazione. Inoltre, diverse aziende svizzere attive nel settore a livello di consulenza e audit hanno già dimostrato di essere interessate a esportare all'estero il loro know-how e di essere in grado di farlo.

3. Gli enti finanziati direttamente tramite il bilancio federale americano, come l'Environmental Protection Agency, la National Oceanic and Atmospheric Administration e le istituzioni dello United States Department of Energy rischiano di vedersi tagliare i fondi. Il Congresso però non ha ancora preso decisioni al riguardo. Gli organismi di ricerca e gli istituti universitari finanziati dalla National Science Foundation, invece, sono meno esposti ai cambiamenti della politica. Lo scambio di sapere e di informazioni nel settore della ricerca funziona bene e non sono previste altre misure.

4. I dipartimenti di ricerca sul clima del Politecnico federale di Zurigo e dell'Università di Berna nonché il Fondo nazionale svizzero (FNS) tramite il programma PIRE (Partnership for International Research and Education) intrattengono significative collaborazioni con i loro colleghi negli Stati Uniti. Non esiste però un programma speciale sul clima per i ricercatori americani. Per quanto riguarda i progetti di ricerca sostenuti dal FNS, gli Stati Uniti sono il secondo Paese partner della Svizzera dopo la Germania e il primo Paese di destinazione delle borse di studio post-dottorato all'estero.

Risposta del Consiglio federale.

Climate first. Sostenere le forze progressiste attive nelle città e nella ricerca scientifica statunitensi | Lexipedia | Lexipedia