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17.3901 · Mozione · 2017-09-29

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire una parità di trattamento per quanto riguarda il parere ufficiale espresso dal Governo in televisione. Occorre pertanto accordare un tempo di parola equo ai comitati di referendum o d'iniziativa sui temi sottoposti al Popolo.

Begründung

Prima di ogni votazione popolare il Consiglio federale si esprime sui canali televisivi nazionali a proposito delle iniziative e dei referendum. Coglie l'occasione per far conoscere il suo parere ufficiale che può così influenzare l'opinione degli elettori. Per contro, gli autori di referendum e iniziative non hanno un'opportunità equivalente a quella offerta al Consiglio federale per far conoscere i loro argomenti dai canali della SSR, benché abbiano il sostegno di un numero importante di cittadini. Ricordiamo che l'articolo 93 della Costituzione federale stabilisce che la radio e la televisione devono presentare "gli avvenimenti in modo corretto e riflettere adeguatamente la pluralità delle opinioni". L'obiettivo di questa mozione è di prendere in debita considerazione anche gli autori di iniziative e di referendum che svolgono un lavoro considerevole per permettere al Popolo di esprimersi in votazione. Dato che appartiene all'insieme dei nostri concittadini, la SSR non deve essere la "riserva di caccia" del Consiglio federale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

I membri del Consiglio federale si esprimono alla radio e alla televisione a livello nazionale dal 1971, nell'ambito delle campagne precedenti le votazioni. Le dichiarazioni dei consiglieri federali sulle emittenti SSR sono ormai parte integrante delle informazioni che le autorità forniscono agli elettori in vista delle votazioni federali. Il Consiglio federale interviene alla radio e alla televisione nell'ambito del proprio obbligo, sancito a livello legislativo e costituzionale, di informare tempestivamente e compiutamente gli elettori e l'opinione pubblica sui temi che sono oggetto della votazione (art. 180 cpv. 2 della Costituzione federale, Cost., art. 10a cpv. 1 della legge federale sui diritti politici, LDP).Fino al 2007 la SSR era tenuta per legge a diffondere, su ordine dell'autorità concedente, alcune dichiarazioni ufficiali o a concedere a un'autorità un tempo d'antenna appropriato per esprimersi. Con la revisione della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV, RS 784.40), entrata in vigore il 1° aprile 2007, il legislatore ha soppresso tale obbligo. Da allora le allocuzioni dei membri del Governo costituiscono trasmissioni che la SSR registra e diffonde nell'ambito della libertà d'informazione dei media.L'autore della mozione auspica che il Consiglio federale conceda ai comitati d'iniziativa e ai comitati referendari il medesimo tempo di parola nelle emittenti radiotelevisive svizzere di cui gode l'Esecutivo. Tuttavia il Consiglio federale non esercita alcun influsso sui programmi della SSR (art. 93 cpv. 3 Cost.).La CIP-N aveva già esaminato la questione dell'attribuzione, prima delle votazioni popolari, dei tempi d'antenna gratuiti ai comitati d'iniziativa e comitati referendari, nonché ai partiti rappresentati in un gruppo in Parlamento, elaborando un progetto di legge e d'ordinanza per attuare l'iniziativa parlamentare Gross Andreas 03.436. Nel 2009 il Consiglio nazionale ha tuttavia deciso di non entrare in materia sul progetto in questione.Contrariamente ai comitati, il Consiglio federale è tenuto per legge a informare oggettivamente gli aventi diritto di voto e a rispettare i principi della completezza, della trasparenza e della proporzionalità (art. 10a LDP; RS 161.1). I comitati invece non sono sottoposti a restrizioni, per cui godono di maggiore libertà. Inoltre per esporre i loro argomenti e punti di vista essi dispongono di numerosi strumenti, come manifesti, inserzioni, pieghevoli e opuscoli. Anche per questo motivo il Consiglio federale non ritiene necessario cambiare una prassi ormai consolidata.