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17.4034 · Mozione · 2017-12-07

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Entro tre anni dall'adozione della presente mozione, tutto il personale della Confederazione non disporrà più di un'automobile di servizio personale o di un'automobile privata finanziata interamente o in parte dalla cassa pubblica. Il Consiglio federale stabilisce le eccezioni per il capo dell'esercito, i segretari di Stato e i diplomatici.

Begründung

Il 3 dicembre 2017 la stampa ha rivelato che nel 2016 il Dipartimento federale della difensa, dellla protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha speso oltre 14 milioni di franchi per le automobili di servizio, il cui parco veicoli è composto da 1800 unità. Si tratta di un privilegio concesso a funzionari che, nella maggior parte dei casi, non ne hanno il bisogno. In un periodo in cui si chiede di risparmiare su tutte le voci del budget, in particolare per quanto riguarda le prestazioni sociali e di aiuto allo sviluppo, questa spesa è del tutto ingiustificata, visto che lo spostamento riguarda funzionari del DDPS che trascorrono gran parte del loro tempo nelle caserme o a Palazzo federale. Una riduzione del parco veicoli è prevista unicamente per i 250 veicoli del pool.

Il DDPS è organizzato, per quanto riguarda le automobili di servizio, secondo un modello troppo costoso sia dal punto di vista ambientale che da quello finanziario e del tutto sorpassato per quanto riguarda la messa a disposizione e il finanziamento delle automobili di servizio individuali.

Numerose amministrazioni pubbliche e imprese private, con obblighi di spostamento di vario genere, si sono indirizzate con successo verso il modello di car sharing sul luogo di lavoro. Un modello che consente di ottimizzare l'utilizzo dei trasporti pubblici e delle automobili individuali dal momento che l'utilizzo di quest'ultime è suddiviso a seconda delle esigenze effettive.

Il Consiglio federale dispone di tre anni per introdurre in tutta l' amministrazione federale, DDPS compreso, il modello di car sharing per tutte le necessità di trasporto individuali dei funzionari per le loro esigenze professionali, fermo restando che lo spostamento dal domicilio al luogo di lavoro non rappresenta assolutamente un'esigenza professionale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La base legale principale per l'acquisto, l'esercizio e l'utilizzo dei veicoli della Confederazione è l'ordinanza concernente i veicoli della Confederazione e i loro conducenti (OVCC). L'articolo 7 capoverso 4 cita: "l'attribuzione di veicoli di servizio personali è retta dalla normativa applicabile al personale federale". L'articolo 71 capoverso 1 dell'ordinanza sul personale federale prevede la possibilità di fornire veicoli di servizio personali laddove l'adempimento dei compiti lo esiga. Il capoverso 2 stabilisce inoltre che "in merito all'assegnazione di veicoli di servizio personali decidono:

a. il Consiglio federale per le categorie di personale ai sensi dell'articolo 2 capoverso 1;

b. i Dipartimenti, d'intesa con il DFF, per le altre categorie di personale".

In generale tutti i dipartimenti hanno a disposizione un pool di veicoli per i viaggi di servizio. Spetta ai singoli dipartimenti (d'intesa con il DFF) fornire veicoli di servizio personali per determinate funzioni, laddove l'adempimento dei compiti lo esiga. Per tutta l'amministrazione federale vale inoltre il principio che è consentito ricorrere a veicoli di sevizio solo se l'utilizzo dei mezzi pubblici non risulta opportuno (art. 5 OVCC).

Le 1800 automobili di servizio di cui parla la stampa sono quelle del personale militare professionista. I collaboratori civili del settore Difesa non hanno il veicolo personale, ma hanno accesso a un pool di veicoli disponibili unicamente per adempiere gli obblighi di servizio, a condizione che non sia più opportuno utilizzare i mezzi di trasporto pubblici (cfr. art. 5 OVCC).

Il personale militare professionista è impiegato in un centinaio di ubicazioni ripartite in tutta la Svizzera e spesso lontane dalle zone urbane. Deve potersi recare sulle piazze di tiro e di esercizio, assistere ai rapporti e recarsi presso la truppa con la massima flessibilità. I militari di professione devono essere disponibili in ogni momento (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per rispondere alle esigenze del servizio ed essere impiegati in tempi brevi in tutto il Paese. I membri del personale militare pagano un forfait mensile per l'utilizzo del veicolo di servizio (tra i 250 e i 320 franchi a seconda del grado) dedotto direttamente dallo stipendio. L'importo cumulativo di queste deduzioni supera i 5,5 milioni di franchi all'anno. A questi si aggiungono i circa 3 milioni di franchi di entrate annuali generate dalla rivendita dei veicoli di servizio obsoleti. Grazie al suo sistema di fatturazione basato su un calcolo dei costi completi, l'esercito riesce a mantenere il costo per chilometro dei veicoli di servizio a 52 centesimi, cifra notevolmente inferiore rispetto a quelle dei veicoli di classe media in Svizzera.

Per acquistare nuovi veicoli l'esercito si adegua inoltre alle disposizioni della Confederazione, che prevedono in particolare di sceglierli nelle categorie meno inquinanti.

I modelli di car sharing sono stati testati a più riprese in seno al settore Difesa. Dato che i punti di raccolta sono generalmente situati nei pressi delle stazioni ferroviarie o nelle zone urbane, la distanza da percorrere, il tempo del tragitto e l'impatto ambientale globale aumentano. I servizi di car sharing inoltre non sono flessibili o non lo sono a sufficienza rispetto ai cambiamenti dell'ultimo minuto riguardanti il settore o la durata dell'impiego. Senza contare che la disponibilità dei veicoli non è garantita in ogni momento e che la restituzione tardiva dei veicoli comporta costi supplementari.

I servizi di revisione interni, l'Ispettorato del DDPS e il Controllo federale delle finanze hanno confermato la gestione efficace ed economica del parco veicoli dell'esercito.

Dal momento che la politica della Confederazione in materia di veicoli di servizio è già restrittiva (precedenza ai mezzi pubblici, necessità del veicolo per l'adempimento dei compiti) e considerata la gestione efficiente del parco veicoli, il Consiglio federale non vede la necessità di adottare ulteriori misure. È convinto infatti che il modello attuale, con l'attribuzione di veicoli di servizio personali, sia il più economico e che un modello di car sharing non consentirebbe ulteriori risparmi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.