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I migranti pendolari impiegati come personale d'assistenza devono sottostare alla legge sul lavoro

17.472 · Iniziativa parlamentare · 2017-09-26

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Occorre che i migranti pendolari impiegati direttamente nelle economie domestiche private siano inseriti, per mezzo di un'ordinanza, nel campo di applicazione della legge sul lavoro. Se a tal fine dovessero essere necessarie modifiche alla legge sul lavoro o al diritto delle obbligazioni, occorrerebbe sottoporre al Parlamento un progetto in questo senso. Sono da disciplinare almeno:

1. i tempi di lavoro, di presenza e di riposo;

2. un tempo di lavoro massimo settimanale;

3. un conteggio del tempo di presenza sulla base del tempo di lavoro;

4. diritti e condizioni per determinare tempo libero e ferie;

5. tutela della salute e della maternità;

6. diritti al versamento dello stipendio in caso di malattia;

7. controllo del rispetto di queste disposizioni;

8. informazione di datori di lavoro, lavoratori e clienti in merito a tali disposizioni.

Begründung

Secondo la regolamentazione oggi vigente i migranti pendolari che operano nel campo dell'assistenza nelle economie domestiche private non sottostanno alla legge sul lavoro svizzera. A tali persone non si applica pertanto la regolamentazione concernente i tempi di lavoro e di riposo, il servizio notturno e di picchetto, situazione che ha come conseguenza, di fatto, tempi di lavoro di 24 ore e dumping sociale. Secondo la SECO sono ben 10 000 e 30 000 le persone a lavorare a tali condizioni: ciò comporta una riduzione effettiva dello stipendio orario a una cifra compresa tra 5 e 8 franchi. Il modello proposto dal Consiglio federale per il contratto normale di lavoro cantonale, che propone direttive minime per il calcolo del tempo di presenza, risolve il problema in maniera insufficiente. La regolamentazione non obbliga i Cantoni a migliorare in maniera sensibile la situazione delle migranti attive in ambito assistenziale.

Uno studio commissionato dalla SECO giunge alla conclusione che il modello dell'assistenza 24 ore su 24 è estremamente sensato sia per il paziente sia per i parenti. Le necessità del settore aumenteranno di un ulteriore 50 per cento da adesso al 2030. Tuttavia, la mancata tutela dei diritti dei migranti pendolari cela il pericolo di dumping sociale e con ciò anche una scarsa qualità dell'assistenza. Le condizioni quadro proposte, da inserire in un'ordinanza subordinata alla legge sul lavoro, consentono di tenere conto dell'interesse a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e a vigilare in maniera efficiente in tale ambito; permettono inoltre di mantenere spese eque per la persona bisognosa di assistenza.