18.3351 · Mozione · 2018-03-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire che venga fornito un contributo immediato di 85 milioni di franchi da aggiungere alla somma attualmente stanziata per il settore dell'aiuto umanitario. Tale importo ha l'obiettivo di colmare lacune nel finanziamento di progetti, in particolare del Programma alimentare mondiale dell'ONU.
Begründung
Nel 2017 sono stati spesi per la cooperazione internazionale allo sviluppo circa 84 milioni di franchi in meno rispetto a quanto preventivato. In termini assoluti, lo scorso anno è stato quindi impiegato meno denaro per la cooperazione allo sviluppo rispetto agli anni precedenti. Questa evoluzione finanziaria è in netta contraddizione con l'urgente bisogno di supporto nelle zone attualmente colpite da crisi e conflitti. Anche il Consiglio federale, nel parere in risposta alla mozione 14.4086, si era detto preoccupato di fronte al moltiplicarsi delle crisi umanitarie e ai problemi di finanziamento. Già in passato, ad esempio, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM) si è visto costretto a tagliare aiuti alimentari destinati a milioni di profughi per mancanza di mezzi. La situazione rischia di ripetersi. Jakob Kern, direttore del Programma alimentare mondiale in Siria, avverte che ad oggi i fondi promessi dai Paesi donatori delle Nazioni Unite sono sufficienti solo fino al prossimo giugno. Anche in altre aree di conflitto come lo Yemen, il Sudan del Sud e la Repubblica Democratica del Congo milioni di persone dipendono dagli aiuti alimentari.
L'inaspettata eccedenza miliardaria registrata nel 2017 obbliga a una maggiore partecipazione finanziaria della Svizzera rispetto a quanto previsto nel preventivo 2018.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Quasi 130 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari, la cui utilità a livello globale è indiscussa. Secondo l'ONU, nel 2018 si dovrebbero stanziare 24 miliardi di dollari per alleviare questa grave emergenza. Nel 2017, tuttavia, si è potuto raccogliere solo il 52 per cento dei fondi necessari e si è riusciti a fornire solo la metà dell'aiuto necessario con la massima urgenza. Contrariamente al testo della mozione, i fondi previsti nel preventivo 2017 per l'attuazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) sono stati completamente esauriti nel 2017.
È nell'interesse della Svizzera che l'aiuto umanitario disponga di finanziamenti sufficienti a livello globale. Questo impegno nell'ambito della cooperazione internazionale non solo allevia l'emergenza delle persone più svantaggiate e vulnerabili, ma contribuisce anche in modo determinante alla stabilità mondiale. Ad esempio, quando le razioni alimentari diminuiscono a causa dei problemi economici delle organizzazioni umanitarie, la popolazione colpita spesso si sente costretta a lasciare il proprio Paese d'origine o di prima accoglienza. Secondo uno studio del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM), il sottofinanziamento delle esigenze umanitarie può ripercuotersi direttamente sui flussi dei profughi e dei migranti.
Con un contributo annuo di circa 70 milioni di franchi, il PAM è il principale partner umanitario della Svizzera nell'ambito dell'ONU. Oltre a questi importanti contributi finanziari, nel confronto internazionale la Svizzera è il Paese che più di tutti fornisce al PAM assistenza tecnica: nel 2017 erano 23 i membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario che lavoravano per questa organizzazione. La Svizzera è anche il principale donatore del fondo d'emergenza del PAM, di cui una popolazione può beneficiare nelle 24 ore successive allo scoppio di una crisi.
Attualmente il Consiglio federale ritiene adeguato l'impegno della Svizzera a favore del PAM. Continuerà a sorvegliare la situazione umanitaria e, qualora necessario, chiederà al Parlamento un credito aggiuntivo nella seconda metà dell'anno.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.