18.3365 · Postulato · 2018-03-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto su come sia possibile sviluppare, in un processo partecipativo che coinvolga il mondo della scienza e la società civile, linee guida che indichino come prevenire le crisi, gestire i conflitti e promuovere la pace e come debba essere aumentata la coerenza politica a tal fine.
Begründung
La prevenzione e la gestione di crisi, catastrofi e contesti fragili nonché la promozione della trasformazione dei conflitti sono tra gli obiettivi centrali che si è posto il Consiglio federale nel messaggio sulla cooperazione internazionale 2017-2020 (16.022). Il Consiglio federale sottolinea anche nel Rapporto sulla politica estera 2017 (18.009) che la prevenzione dei conflitti si è sempre più delineata come un concetto fondamentale, tanto nell'agenda per la pace quanto in quella per lo sviluppo. Questo concetto deve essere concepito come un compito permanente durante tutto il ciclo del conflitto in cui i tre perni del sistema onusiano, ovvero la pace e la sicurezza, lo sviluppo e i diritti umani, interagiscono. L'Agenda 2030 sottolinea che anche la collaborazione allo sviluppo fornisce contributi importanti alla prevenzione dei conflitti e della fragilità. La comunità internazionale degli Stati definisce per la prima volta con l'obiettivo 16 la pace quale obiettivo ufficiale dello sviluppo.
Come spiegato nella parte analitica del rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (Rapolsic, 16.061) "l'insicurezza" diffusa in contesti fragili "e la sicurezza in Svizzera sono direttamente collegate". Tuttavia, questa affermazione, che è cruciale per la sicurezza in Svizzera, è poco approfondita ed è del tutto omessa nella sezione del Rapolsic dedicata alle misure.
Tali lacune devono essere colmate con urgenza. È necessario mostrare ancora più chiaramente di quanto fatto finora come affrontare la prevenzione e la gestione delle crisi dal punto di vista concettuale, quali misure adottare, come finanziarle e come coinvolgere i numerosi partner e soggetti interessati. Finora non sono stati presi a sufficienza in considerazione i conflitti tra obiettivi con altri ambiti politici né le misure atte a incrementare la coerenza delle politiche di sviluppo. Sono inoltre da trattare anche nuove tematiche, come la correlazione tra criminalità organizzata internazionale, corruzione, commercio delle materie prime e sicurezza. La Germania è riuscita a emanare linee guida in tal senso con un processo partecipativo ad ampio consenso (vedi https://peacelab.blog).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal 2011 i conflitti armati sono diventati sempre più numerosi e complessi. Il numero delle persone sfollate non è mai stato tanto alto dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Le ripercussioni di questi conflitti si manifestano in tutto il mondo attraverso una serie di fenomeni diversi come i movimenti di profughi, il terrorismo globale, l'instabilità delle strutture statali e la diffusione del crimine organizzato. Prevenire lo scoppio di un conflitto è dunque più importante che mai.
Il Consiglio federale constata con soddisfazione che la prevenzione è diventata sempre più centrale nel dibattito internazionale sul modo di affrontare i conflitti. La Svizzera partecipa alle discussioni in merito a possibili riforme in questo campo, in particolare all'interno dell'ONU, e nell'ambito della propria politica estera conferisce alla prevenzione un valore fondamentale. Ciò emerge anche dall'uso di vari strumenti utili per un'azione preventiva, dalle priorità strategiche e tematiche definite e dalla cooperazione con altre organizzazioni. Il Consiglio federale cerca inoltre di migliorare costantemente la coerenza della propria politica. Lo si evince, per esempio, dalla strategia di politica estera 2016-2019, che comprende sia strumenti della cooperazione internazionale sia strumenti diplomatici (buoni uffici), o da rapporti dedicati a temi specifici, strategie e piani d'azione (p. es. sui flussi finanziari internazionali, il terrorismo e l'estremismo violento, le materie prime). Anche l'Agenda 2030 e la sua attuazione in Svizzera costituiscono importanti incentivi a perseguire una politica coerente.
L'Esecutivo è dell'opinione che le richieste avanzate nel postulato siano già soddisfatte e che non sia necessario un ulteriore rapporto. Si adopererà affinché all'impegno della Svizzera nel campo della prevenzione sia garantita la giusta attenzione negli spazi già esistenti, come la strategia di politica estera (inclusa la cooperazione internazionale) e i rapporti di politica estera e di sicurezza.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.