18.3705 · Interpellanza · 2018-06-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
L'8 novembre 2017 il Dipartimento federale delle finanze è stato invitato a ridurre di 6 milioni di franchi le spese relative a pubblicazioni e stampati. I tagli dovranno essere effettuati tra il 2019 e il 2021.
Inoltre, si dovrà incrementare l'efficienza standardizzando e raggruppando gli acquisti delle pubblicazioni.
Domande per il Consiglio federale:
1. Nel settore poligrafico predomina da anni una forte concorrenza dei prezzi. Il Consiglio federale è consapevole che facendo crollare i prezzi, si genera una minaccia per i posti di lavoro?
2. Raggruppando gli acquisti non si tutelano gli interessi delle PMI nazionali, ma si favoriscono gli acquisti all'estero. Perché nell'approvvigionamento il Consiglio federale dà più importanza ai criteri di politica finanziaria che a quelli legati all'economia nazionale (posti di apprendistato, standard sociali ed ecologici, sostenibilità)?
3. Il Consiglio federale è disposto ad investire i guadagni derivanti dall'aumento previsto dell'efficienza in programmi di promozione dell'innovazione e in programmi di formazione per l'industria poligrafica?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Aumentare l'efficienza negli acquisti consente all'Amministrazione federale di soddisfare le sue esigenze di risparmio. L'influenza esercitata dall'Amministrazione federale sull'industria poligrafica svizzera nell'aggiudicazione di commesse pubbliche è minima, infatti è di poco superiore all'1 per cento della cifra d'affari annua del settore a livello nazionale. Il Consiglio federale ritiene pertanto che la politica degli acquisti della Confederazione non incida sui prezzi o sulla sicurezza dei posti di lavoro nell'industria poligrafica svizzera (cfr. al riguardo anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Müri 16.3898).
2. Le piccole e medie imprese (PMI) sono un elemento essenziale dell'economia svizzera, ragione per cui la Confederazione sostiene le loro richieste adottando diverse misure nel settore degli acquisti pubblici (cfr. al riguardo il parere dettagliato sulla mozione de Buman 13.3235). Le PMI svizzere beneficiano di molte aggiudicazioni delle autorità federali ad offerenti nazionali, che rappresentano la maggioranza di tutti gli appalti pubblici.
L'obiettivo della gestione parsimoniosa delle risorse finanziarie deve essere considerato anche nel settore degli acquisti pubblici. Esso si persegue creando competitività tra gli offerenti e raggruppando gli acquisti (cfr. art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza concernente l'organizzazione degli acquisti pubblici dell'Amministrazione federale; RS 172.056.15). Il Consiglio federale si è già espresso a favore di tale raggruppamento nella risposta all'interpellanza Müri 16.3898, e le dichiarazioni rilasciate in quella sede sono tuttora valide.
Il diritto federale in materia di acquisti pubblici tiene conto delle esigenze dell'economia svizzera, in cui le PMI svolgono un ruolo fondamentale: consorzi e subappaltatori sono generalmente ammessi. Inoltre, i servizi d'acquisto possono suddividere i grandi appalti in singoli lotti, ad esempio a seconda della categoria di lavori. I criteri di sostenibilità sociale relativi alle condizioni di lavoro, alla tutela dei lavoratori e alla parità salariale tra uomo e donna sono sempre parte integrante degli appalti, così come i criteri ecologici. Da alcuni anni nel diritto in materia di acquisti pubblici è prevista anche la promozione dei posti di formazione, così come l'accesso agli appalti internazionali (specialmente per le PMI svizzere orientate all'esportazione). Questi aspetti rivestono una particolare importanza per il Consiglio federale. Il diritto in materia di acquisti pubblici non lascia invece alcun margine per il perseguimento di obiettivi di politica regionale o strutturale, (cfr. mozione Müri 17.3571, interpellanza Pantani 14.4142, mozione Pardini 11.3853, interpellanza Robbiani 04.3714 e interpellanza Müri 16.3898).
3. La promozione dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione è uno dei settori prioritari della politica federale che il Consiglio federale sostiene su vasta scala e quindi non a livello di singoli settori, ad esempio quello dell'industria poligrafica.
Risposta del Consiglio federale.