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Il Consiglio federale è disposto a concedere alle navi di ricerca e salvataggio di battere bandiera svizzera?

18.3909 · Interpellanza · 2018-09-27

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è disposto

1. a concedere alla nave "Aquarius" delle ONG Medici senza frontiere (MSF) e SOS Méditerranée di navigare nel Mediterraneo battendo bandiera svizzera, consentendole quindi di essere registrata?

2. a elaborare una strategia generale relativa alla flotta d'alto mare svizzera per dare sostegno alle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo?

3. a impegnarsi più a fondo e da subito per trovare una soluzione per le operazioni di salvataggio europee mettendo pienamente a frutto le capacità negoziale della Svizzera? A che punto sono i negoziati?

Begründung

L'autorità marittima panamense (PMA) ha annunciato di aver revocato la registrazione alla nave di salvataggio "Aquarius" di MSF e SOS Méditerranée. Tale decisione è scaturita a seguito delle evidenti pressioni economiche e politiche del Governo italiano.

L'"Aquarius" è l'unica nave di ricerca e salvataggio non statale rimasta nel Mediterraneo centrale. Al momento ha 58 persone a bordo, che sono fuggite da situazioni di violenza e non possono più tornare nei loro Paesi di origine. Senza registrazione, ossia senza bandiera, l'"Aquarius" non può più attraccare in nessun porto.

Negli ultimi due anni i capi di Stato e di Governo europei hanno ribadito che nessuno deve morire in mare, ma hanno al contempo adottato strategie pericolose che hanno acuito ulteriormente la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale e in Libia. Anche la Svizzera è coinvolta e approfitta, tra le altre cose, dei meccanismi di controllo alle frontiere esterne dell'UE.

Dall'inizio dell'anno oltre 1250 persone sono annegate nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale. Il rischio di perdere la vita durante la traversata è triplicato rispetto al 2015. Il numero effettivo dei morti è con ogni probabilità molto più elevato, poiché non tutti i casi sono monitorati o documentati.

Attualmente la guardia costiera libica, sostenuta dall'UE, intercetta sempre più persone in mare e nega ai sopravvissuti il diritto di approdare in un luogo sicuro, come prevedono il diritto internazionale del mare e quello in materia di rifugiati. Vengono invece riportati nei campi di detenzione libici, alcuni dei quali sono toccati dai gravi combattimenti in corso a Tripoli.

La Svizzera vanta una lunga tradizione umanitaria ed è venuto per lei il momento di agire. Davanti a questa tragedia non possiamo più stare a guardare.

Stellungnahme des Bundesrates

1. In linea generale, la bandiera svizzera è prevista per le navi mercantili d'alto mare che trasportano merci e persone a scopi commerciali. Per la registrazione si devono rispettare norme severe (tra cui le disposizioni in materia di cittadinanza). Per permettere a navi con finalità idealistiche di ottenere la bandiera svizzera, il Legislatore ha previsto la possibilità, conformemente all'articolo 35 della legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera (RS 747.30), di iscrivere tali navi nel registro del naviglio svizzero in via del tutto eccezionale.

Il Consiglio federale è del parere che le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo richiedano un approccio coordinato e a lungo termine per l'accoglienza dei profughi che si fondi su una distribuzione equa delle responsabilità nei confronti delle persone vulnerabili. Secondo il Consiglio federale non è costruttivo intavolare negoziati ad hoc per ogni nave con profughi a bordo costringendoli a errare per giorni. Occorre una soluzione sostenibile a livello europeo che tenga conto delle regole delle operazioni di salvataggio in mare, metta a disposizione porti di sbarco e preveda un meccanismo per la ripartizione dei profughi in arrivo. Il Consiglio federale è convinto che questo tipo di impegno debba essere definito attraverso una procedura coordinata e a lungo termine che coinvolga tutti gli Stati europei. Attualmente non esiste una simile soluzione. Alla luce di questi fatti, gli interventi isolati celano il pericolo di aggirare la collaborazione tra gli Stati, invece di promuoverla.

Nelle circostanze attuali, quindi, il Consiglio federale non ritiene possibile adottare la clausola derogatoria della legge sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera per la nave "Aquarius".

2. Tutte le navi della flotta d'alto mare svizzera appartengono ad attori economici privati - che le gestiscono - e sono usate per trasportare merci. Le navi finanziate attraverso fideiussioni federali devono servire a garantire i trasporti per approvvigionare il Paese in situazioni di grave penuria e su ordine della Confederazione. Qualsiasi altro intervento statale non è ammesso e pertanto una strategia generale non può essere presa in considerazione.

3. La Svizzera partecipa alle operazioni nell'area del Mediterraneo in modo conforme alla sua tradizione umanitaria per migliorare l'accoglienza e l'assistenza di profughi e migranti. Nei limiti del suo diritto di partecipazione quale Stato associato a Schengen e a Dublino, la Svizzera prende parte alle discussioni a livello europeo affinché le sfide attuali in ambito migratorio vengano affrontate in modo coerente e congiunto. I dibattiti in corso vertono sulla realizzazione di centri di sbarco in Stati terzi e centri di controllo in territorio europeo per gestire gli arrivi su entrambe le sponde del Mediterraneo. La Svizzera vi partecipa attivamente e si batte per un approccio coordinato nell'area mediterranea che rispetti non solo il concetto di partenariato e di responsabilità condivisa, ma anche i diritti umani.

Risposta del Consiglio federale.