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18.4285 · Mozione · 2018-12-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'allegato 4 dell'ordinanza del 7 novembre 2007 concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata e di altri mezzi a destinazione vincolata per il traffico stradale (OUMin), nel caso di una richiesta giustificata da parte dei Cantoni.

Rientrando sovente in un ambito complesso e presentando esigenze territoriali molto specifiche, gli agglomerati in Svizzera devono essere integrati in un vero e proprio progetto territoriale per poter essere efficaci. I Cantoni devono quindi poter adeguare, sulla base di una richiesta giustificata, il perimetro dei loro programmi d'agglomerato, senza dover poi rinunciare al cofinanziamento da parte della Confederazione.

Begründung

Il Consiglio federale designa gli agglomerati sulla base di dati statistici ormai superati e di conseguenza facendo riferimento a uno stato non più attuale. Questa base di dati non aggiornata solleva degli interrogativi, poiché i programmi d'agglomerato mirano ad anticipare gli sviluppi futuri tramite la pianificazione e le infrastrutture necessarie. La legislazione federale, per la designazione delle città e degli agglomerati che hanno diritto ai contributi, chiede al Consiglio federale di basarsi sulla classificazione dell'Ufficio federale di statistica (UST), lasciandogli quindi un certo margine di interpretazione (art. 17b cpv. 2 della legge federale concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata e di altri mezzi a

destinazione vincolata per il traffico stradale e aereo; LUMin). I perimetri "matematici" dell'ARE, una base uniforme e sicura a livello nazionale, devono essere contestualizzati affinché si possa considerare l'ambiente circostante regionale. I Cantoni devono avere la possibilità di dimostrare che il perimetro calcolato non è adeguato, di discutere le proposte contestualizzate con l'ARE, riprendendole poi in via ufficiale tramite i piani direttori cantonali, strumento giuridico di dialogo con la Confederazione. Solo l'utilizzazione di un determinato comprensorio permette di evidenziare la realtà specifica, una realtà sovente più complessa di quella espressa con uno schema o fornita da cifre nude e crude. Il rispetto dei piani direttori cantonali è d'altronde un presupposto per l'ottenimento dei contributi (art. 17c lett. a e b LUMin). È evidente che un perimetro più adeguato al contesto permetterebbe senza dubbio di migliorare ulteriormente il rapporto costi-benefici. Infine, non si tratta di lasciare agli agglomerati la facoltà di stabilire a piacimento il loro perimetro ideale, bensì di sfruttare lo strumento di pianificazione e di dialogo territoriale tra la Confederazione e i Cantoni, vale a dire il piano direttore cantonale, al fine di definire il perimetro d'incidenza delle misure e di conseguenza del rispettivo finanziamento.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Per le prime tre generazioni di programmi d'agglomerato, il Consiglio federale si è basato completamente sulla definizione di agglomerato formulata dall'Ufficio federale di statistica (UST) nell'anno 2000.

Nell'ultima rielaborazione dell'allegato 4 dell'ordinanza concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata e di altri mezzi a destinazione vincolata per il traffico stradale (OUMin), la nuova definizione dell'UST pubblicata nel 2012 è stata adattata tenendo in considerazione criteri oggettivi. Il Consiglio federale ha così soddisfatto l'auspicato principio della parità di trattamento fra tutti gli agglomerati. I criteri applicati per la designazione delle città e degli agglomerati aventi diritto ai contributi (CADC) corrispondono, come richiesto dall'autrice della presente mozione, a quanto previsto nel Progetto territoriale Svizzera. Inoltre, tutti i Cantoni hanno avuto l'opportunità di presentare richieste motivate di adeguamento del testo in occasione della consultazione svoltasi dal 22 marzo 2017 al 30 giugno 2017. I pareri espressi dai partecipanti sono stati poi valutati e la lista CADC completata di conseguenza. Le modifiche sono entrate in vigore il 1° gennaio 2018.

Il Consiglio federale rileva inoltre che le disposizioni attualmente in vigore permettono già ai Cantoni e agli agglomerati di scegliere liberamente il perimetro di pianificazione, influenzando quindi il rapporto costi-benefici. Inoltre, determinate misure di minore entità possono essere cofinanziate al di fuori della lista CADC. Infine, sono pure cofinanziabili le misure la cui utilizzazione principale rientra tra le città e gli agglomerati aventi diritto ai contributi.

La richiesta dell'autrice della presente mozione di designare le città e gli agglomerati aventi diritto ai contributi in funzione del piano direttore cantonale per poter meglio rispondere alle esigenze funzionali, cantonali e regionali funziona solo in parte. Nel caso di agglomerati che si estendono su più Cantoni o più nazioni, il piano direttore cantonale non costituirebbe lo strumento di pianificazione appropriato. Inoltre occorre tenere in considerazione il fatto che i piani direttori presentano grandi differenze tra i Cantoni nella designazione di un agglomerato. Non sarebbe quindi possibile garantire la procedura unitaria nella designazione di città e agglomerati aventi diritto ai contributi e una parità di trattamento. Infine, siccome i piani direttori non sono adattati tutti nel medesimo momento, non può essere garantito che la designazione CADC definitiva sia disponibile per l'esame da parte della Confederazione. Di conseguenza mancherebbe la base necessaria per il calcolo dei contributi federali, indispensabile per garantire la parità di trattamento dei vari programmi d'agglomerato.

Il Consiglio federale ritiene inadeguata la proposta risolutiva vincolante formulata dall'autore della mozione. In occasione delle prossime revisioni di LUMin e OUMin è tuttavia disposto ad esaminare possibili semplificazioni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.