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18.4357 · Mozione · 2018-12-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a creare una base legale che introduca un dovere di diligenza in materia di diritti umani e di ecologia per le imprese svizzere del settore aurifero, in particolare per le raffinerie, sulla base del regolamento UE 2017/821 (regolamento sui "minerali dei conflitti"). Questo per ridurre al minimo i rischi per le persone e l'ambiente nella catena di valore dell'oro e potenziare il ruolo dell'Ufficio centrale per il controllo dei metalli preziosi quale autorità di controllo delle importazioni.

Begründung

Il rapporto del Consiglio federale "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani" del 14 novembre 2018 e gli approfondimenti in esso contenuti confermano che la Svizzera è un attore chiave sul mercato internazionale dell'oro e che nel nostro Paese arrivano notevoli quantità di oro estratto violando i diritti umani. In alcuni Paesi di estrazione le condizioni sociali e ambientali sono drammatiche, con gravi conseguenze a breve e a lungo termine sulla salute e sull'integrità personale degli individui nonché sull'ambiente e sulle istituzioni.

Il Consiglio federale riconosce che la tracciabilità dell'origine dell'oro può essere d'aiuto, ma si limita a formulare idee, constatazioni e raccomandazioni non vincolanti. Ciò non è in linea con la responsabilità della Svizzera come principale centro di lavorazione dell'oro a livello mondiale. Considerati i notevoli rischi che tale situazione comporta per la reputazione del nostro Paese, non basta rivolgere parole concilianti ai gruppi di interesse del settore aurifero e assicurare il proprio sostegno (di cui non si conoscono i dettagli) ai rappresentanti dell'industria dell'oro (ASFCMP, LBMA, SBGA) e ad altre cerchie interessate.

La Svizzera fa parte della comunità internazionale, all'interno della quale le questioni relative alle violazioni dei diritti umani e alla distruzione dell'ambiente causata dal commercio dell'oro sono da tempo oggetto di intense discussioni. Raccomandazioni consolidate per catene di approvvigionamento trasparenti e pulite per l'estrazione e il commercio di materie prime sono disponibili dal 2010 presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l'OCSE. Basi legali vincolanti in questo settore sono state adottate poco dopo dagli Stati Uniti (Section 1502 Dodd-Frank Act) e dalla Repubblica democratica del Congo. Infine, nel 2017 l'UE ha adottato un'apposita normativa. Le Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio (Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas) rappresentano lo standard riconosciuto da tutti gli attori per le varie fasi del processo di dovuta diligenza.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale attribuisce un grande valore alla responsabilità sociale delle imprese (RSI) e in particolare nel campo dei diritti umani chiede una gestione responsabile attraverso l'applicazione delle misure e le attività previste nel suo piano d'azione RSI e il rispetto dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

La Svizzera appoggia inoltre le "Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio". Fa parte del gruppo multi-stakeholder responsabile dell'attuazione di queste ultime e si occupa della sensibilizzazione delle imprese svizzere. Le Linee guida si rivolgono in particolare alle imprese che estraggono, commerciano o raffinano materie prime provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio. Alla fine del 2018 la Svizzera ha inoltre pubblicato una guida per il commercio di materie prime (https://www.eda.admin.ch/dam/eda/en/documents/aussenpolitik/menschenrechte-menschliche-sicherheit/Guidance-on-Implementing-UN-Guiding-Principles-Business-HR_en.pdf en) che contiene raccomandazioni per il rispetto del dovere di diligenza nel campo dei diritti umani e tiene conto per questo dei citati Principi guida dell'ONU e delle Linee guida dell'OCSE. La guida è stata adottata ampiamente dal settore privato.

Il rapporto del Consiglio federale redatto in adempimento del postulato Recordon 15.3877, "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani" analizza il settore svizzero del commercio di oro e si sofferma soprattutto sui potenziali rischi che in Svizzera venga importato oro prodotto in violazione dei diritti umani e sulle misure per minimizzare questi rischi. Il documento contiene anche otto raccomandazioni, in particolare relative al quadro giuridico esistente, agli standard industriali vigenti e ai progetti di miglioramento della trasparenza e della tracciabilità lanciati o attuati dalla Svizzera. Due raccomandazioni del settore mirano a rendere più trasparente l'indicazione di provenienza dell'oro importato in Svizzera. Questo obiettivo dovrà essere raggiunto attraverso un miglioramento dei processi di fornitura e la pubblicazione delle informazioni sulla provenienza nonché sulla qualità indicata nella dichiarazione doganale, ma anche tramite la verifica delle possibilità di potenziare le competenze dell'Ufficio centrale per il controllo dei metalli preziosi.

Il rapporto del Consiglio federale "Il settore delle materie prime in Svizzera: bilancio della situazione e prospettive" (2018) mira in particolare a una riduzione dell'impatto di questo settore sull'ambiente. La piattaforma interdipartimentale sulle materie prime è incaricata di stilare un rapporto sullo stato dei lavori entro il 2020.

Il Consiglio federale segue gli sviluppi internazionali nel campo del dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio e le loro ripercussioni sull'economia svizzera. In caso di necessità esamina l'elaborazione di proposte analoghe e specificamente adattate al contesto svizzero, valutando l'equilibrio e la complementarietà tra le misure giuridicamente vincolanti e non vincolanti.

L'impegno della Svizzera e le misure in corso rispondono alle richieste della mozione e hanno l'obiettivo di ridurre i rischi per gli esseri umani e l'ambiente legati alle catene di approvvigionamento dell'oro. Il possibile ruolo che potrebbe svolgere in futuro l'Ufficio centrale per il controllo dei metalli preziosi è stato oggetto di una delle raccomandazioni nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 15.3877 e viene attualmente esaminato. Poiché le misure in corso, come il ruolo di questo Ufficio, devono ancora essere valutate è al momento prematuro considerare un adeguamento della legislazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.