19.301 · Iniziativa cantonale · 2019-01-29
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Cantone Ticino chiede alle Camere federali di rivedere il titolo quinto del Codice penale svizzero:
I. valutando l'introduzione di una pena detentiva minima, la quale non dovrebbe essere inferiore a un anno, considerato che per la maggior parte dei reati contro l'integrità sessuale è prevista unicamente una pena pecuniaria minima. Ovviamente va mantenuta l'esenzione nei casi in cui sono coinvolti giovani adulti consenzienti;
II. valutando l'inasprimento delle pene massime ad almeno 10 anni, perché attualmente i reati contro l'integrità sessuale prevedono pene massime differenziate che vanno dai tre (3) aicinque (5) anni e solo nei casi della coazione sessuale e della violenza carnale si arriva ai dieci (10) anni.
Begründung
Alcuni fatti di cronaca giudiziaria portano i cittadini e i politici a riflettere sull'adeguatezza delle pene e degli strumenti a disposizione di inquirenti e magistrati per combattere il fenomeno della pedofilia.
Oggi chi compie atti sessuali con fanciulli è condannato al massimo con una pena detentiva di cinque anni (art. 187 cifra 1 CP), tre anni per atti sessuali con persone dipendenti (art. 188 cifra 1 CP), dieci anni per atti sessuali con persone incapaci di discernimento e inette a resistere (art. 191 CP), per coazione sessuale (art. 189 cpv. 1 CP) o violenza carnale (art. 190 cpv. 1 CP). In questi ultimi due casi v'è una pena minima di tre anni per uso di arma o oggetto pericoloso. Per il resto non sono previste pene detentive minime.
Senza voler prevaricare il lavoro degli specialisti in materia di diritto penale, ci si chiede se non sia il caso di rivedere le disposizioni del Codice penale in materia di reati contro l'integrità sessuale, in particolare ci si interroga se le pene previste attualmente siano ancora proporzionate alla gravità del reato.
D'altra parte si sa che molti sono i pedofili o presunti tali che sfuggono alle maglie della giustizia, e questo per mancanza di prove, soprattutto nel caso in cui le vittime sono bambini di pochi anni.
In questo senso sarebbe auspicabile che gli inquirenti disponessero di maggiori strumenti - supporto tecnico di psicologi e sessuologi - per poter riuscire ad assicurare alla giustizia il maggior numero di autori di questi orribili reati.
Inoltre manca, sia a livello cantonale che federale, una campagna di prevenzione per combattere la pedofilia. Di regola il pedofilo si muove sempre con le medesime modalità. Il pedofilo dapprima cerca di assicurarsi la fiducia degli adulti che sono in relazione con la vittima, in seguito lavora sull'abbassamento del livello di inibizione della vittima, poi scarica sulla vittima la colpa di quanto avvenuto e infine minaccia la vittima di ritorsioni.
Un'informazione capillare nelle scuole e a tutta la popolazione sulle modalità di azione degli autori di pedofilia potrebbe aiutare tutti noi a individuare tempestivamente situazioni poco chiare e a prevenire gli abusi sui minori.
A ciò andrebbe aggiunta anche una campagna di sensibilizzazione sull'auto-determinazione sessuale e sul rispetto reciproco.
Inoltre, visto che la pedofilia è una malattia nel senso stretto del termine, occorre prevedere strumenti di intervento specifici che possano assicurare una cura competente, specifica e continuata dell'autore di tali reati. In altre nazioni sono stati istituiti degli appositi gruppi di intervento.
Da ultimo si sollecita anche una revisione delle norme sulla pubblicità per vietare la pubblicità sessita.