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19.3283 · Interpellanza · 2019-03-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Diversi studi e valutazioni, ma anche passi concreti in tal senso compiuti in Europa, segnalano inequivocabilmente che l'integrazione della sostenibilità e dei rischi climatici sta diventando un dovere fiduciario per gli amministratori patrimoniali e gli istituti di previdenza. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Ritiene che la LPP e le OPP siano ancora al passo coi tempi? O è necessario modificarle, in particolare integrandovi rischi climatici e criteri di sostenibilità?

2. Come intende sostenere gli investitori istituzionali quali le casse pensioni, affinché possano adempiere il loro obbligo fiduciario in quest'ambito?

3. Quali condizioni quadro andrebbero precisate, affinché le casse pensioni e altri investitori istituzionali integrino esplicitamente i rischi climatici nel loro obbligo fiduciario? Vi sono eventualmente regolamentazioni e condizioni quadro che lo impediscono?

Begründung

Disparati sviluppi indicano che, nel quadro del dovere fiduciario, gli istituti di previdenza svizzeri sarebbero tenuti a integrare la sostenibilità, e in particolare i rischi climatici, nei loro processi e nelle loro decisioni d'investimento. Questo deriva dal fatto che dal punto di vista finanziario i rischi climatici sono sempre più riconosciuti quali rischi materiali. La conferma giunge non solo dalle banche centrali del Network for Greening Financial System e da diversi studi scientifici, ma anche dai fornitori di servizi finanziari che attuano le direttive della Task Force on Climate Related Financial Disclosure (p. es. Swiss Re e UBS).

Su questa base, lo studio legale Niederer Kraft Frey è giunto alla conclusione che i rischi climatici fanno parte del dovere fiduciario. La legislazione svizzera, invece, non è illuminante al riguardo e rimane poco chiara. L'interpretazione del dovere fiduciario in materia di sostenibilità è lasciata alle casse pensioni, il che ne aumenta in fin dei conti i rischi di opportunità.

Inoltre, l'UE sta facendo tutto il possibile per creare le condizioni quadro necessarie. Ad esempio, un sistema di classificazione dovrà garantire la distinzione tra prodotti finanziari "sostenibili" e "non sostenibili", i doveri fiduciari degli investitori saranno chiariti e gli investitori istituzionali dovranno dimostrare come li rispettano.

Stellungnahme des Bundesrates

Come già illustrato nelle risposte a interventi precedenti (tra cui l'interpellanza Flach 18.4343, Rischi climatici uguale rischi finanziari. Occorre adeguare la prassi dell'UFAS), i rischi climatici e la sostenibilità non sono di per sé rischi d'investimento e non fanno dunque parte del dovere fiduciario degli istituti di previdenza. Nella loro valutazione dei rischi, tuttavia, questi ultimi dovrebbero prendere in considerazione le possibili ripercussioni sugli investimenti di modifiche della regolamentazione statale, ad esempio finalizzate ad attenuare i cambiamenti climatici ("rischi di transizione"). Inoltre, essendo il loro orizzonte d'investimento a lungo termine, gli istituti di previdenza dovrebbero anche disporre, nell'ambito dell'analisi finanziaria o aziendale, delle informazioni dei fornitori di servizi finanziari necessarie affinché, tra i vari fattori d'influenza, possano considerare anche le opportunità e i rischi d'investimento che potrebbero derivare dai cambiamenti climatici. Il vigente quadro giuridico della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40) è pertanto adeguato e chiaro. Non occorre dunque né modificare la legge né precisare le condizioni quadro.

Gli istituti di previdenza effettuano gli investimenti sotto la responsabilità dell'organo supremo, che deve amministrarne il patrimonio in modo da garantire la sicurezza degli investimenti, un rendimento ragionevole, un'adeguata ripartizione dei rischi (diversificazione) e la copertura del prevedibile fabbisogno di liquidità. Come menzionato in precedenza, gli istituti di previdenza non hanno il dovere fiduciario di considerare i criteri di sostenibilità e i rischi climatici nei loro processi d'investimento, ma sono liberi di farlo. Non vi sono disposizioni legali o condizioni quadro che lo impediscono. In questo contesto, dall'aprile al luglio del 2017, sotto la direzione dell'Ufficio federale dell'ambiente, sono stati svolti test pilota di compatibilità climatica per tutti gli istituti di previdenza e le assicurazioni svizzeri. Varie decine di istituti di previdenza hanno così potuto far analizzare gratuitamente e di loro volontà la compatibilità dei loro portafogli azionari e obbligazionari con gli obiettivi climatici.

Risposta del Consiglio federale.