19.3301 · Mozione · 2019-03-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare le disposizioni necessarie per far applicare sistematicamente l'articolo 42 della legge sulla cittadinanza ai "viaggiatori della jihad" svizzeri con la doppia cittadinanza.
Begründung
Sul sito della SEM https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/themen/buergerrecht/schweizer_buergerrecht.html si legge che la revoca della cittadinanza in applicazione dell'articolo 42 LCit è concepibile solo in casi estremamente gravi, come quelli di criminali di guerra o terroristi. Nella sua risposta alla mia domanda 19.5162, il Consiglio federale ha precisato che una tale misura è possibile se la condotta della persona in questione è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera. Si esige inoltre una condanna penale passata in giudicato, a meno che il perseguimento penale non possa essere portato a termine (p. es. in caso di malfunzionamento dell'apparato giudiziario).
In questo contesto, il Governo ha evocato... una - sì, una sola! - procedura di revoca che, il 18 marzo 2019, era ancora soltanto avviata. Ha aggiunto che era al vaglio l'avvio di altre procedure, senza precisare quante né fornire alcuna cifra che permetta di valutare la proporzione di queste situazioni rispetto al numero di casi noti di "viaggiatori della jihad" svizzeri con la doppia cittadinanza.
Non si può fare a meno di ravvisare in questa prassi un lassismo intollerabile, se si considera che questi jihadisti hanno scelto di partecipare a una vera e propria guerra contro la nostra civiltà e contro il nostro Paese in particolare.
Porre fine a questo lassismo è una questione di volontà politica. Le basi legali esistono, basta applicarle.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente agli articoli 42 della legge sulla cittadinanza svizzera (LCit; RS 141.0) e 30 dell'ordinanza sulla cittadinanza (OCit; RS 141.01), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina sistematicamente la possibilità di revocare la cittadinanza svizzera in presenza di indizi di crimini gravi nel quadro di attività terroristiche. A tal fine, è in stretto contatto con l'Ufficio federale di polizia (fedpol) e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Attualmente è stata identificata una dozzina di doppia cittadinanza sospettati di aver partecipato all'estero a crimini nel quadro di attività terroristiche. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha già avviato un procedimento penale nei confronti della maggioranza di queste persone. Le altre sono al momento detenute all'estero, dove sono oggetto di un procedimento penale. Se dovesse risultare che le autorità di perseguimento penale estere competenti non fossero disposte o non riuscissero a portare a termine il procedimento penale per i motivi di cui all'articolo 30 capoverso 2 secondo periodo OCit, la SEM avvierebbe, anche in assenza in una condanna passata in giudicato, una procedura di revoca - se le informazioni di cui dispongono le autorità partner sono sufficienti. In tutti gli altri casi l'esistenza di una condanna penale passata in giudicato è tuttavia una condizione vincolante per l'avvio di una procedura di revoca.
Il Consiglio federale sfrutta in maniera sistematica il quadro legislativo esistente al fine di garantire la sicurezza della Svizzera. Ritiene pertanto che le preoccupazioni espresse dall'autore della mozione siano già prese in considerazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.