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19.3832 · Postulato · 2019-06-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Per il rinnovo o la costruzione di immobili sono state fissate delle norme in materia di isolamento termico. Esistono già incentivi o prescrizioni per migliorare l'efficienza energetica del parco immobiliare, un elemento importante per la riduzione delle emissioni di CO2. Se, tuttavia, un proprietario non effettua il risanamento energetico, è il locatario a dover in definitiva sostenere costi maggiori, senza avere la possibilità di cambiare la situazione. Il Consiglio federale è incaricato di studiare un meccanismo in base al quale, dopo un periodo di 15 anni, i proprietari che non hanno risanato i loro edifici debbano farsi carico dei costi energetici supplementari.

Begründung

Al fine di limitare le emissioni di CO2 nel settore delle costruzioni, per il rinnovo o la costruzione di edifici vigono oggi delle norme riguardanti gli scambi termici ammessi. Finché non vi effettuano dei lavori, i proprietari sono comunque liberi di non risanare i loro edifici. Sono poco incentivati a migliorare l'efficienza energetica perché i costi supplementari, per esempio di riscaldamento, devono essere sostenuti dai locatari.

Naturalmente i lavori di questo tipo vanno pianificati. Si potrebbe per esempio fissare una data limite, il 2035, che lascia ai proprietari il tempo sufficiente per risanare i propri immobili. Il Consiglio federale potrebbe stabilire che dopo questa data i costi supplementari in un edificio causati dal fatto che non è stato risanato devono essere coperti dal proprietario e non dal locatario. I proprietari sarebbero così stimolati a effettuare gli interventi di risanamento energetico, visto che a lungo termine questi interventi avrebbero per loro un impatto economico positivo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La riduzione del consumo di energia negli edifici rappresenta un elemento importante della Strategia energetica 2050 e viene sostenuta dal Consiglio federale. Si tratta, tuttavia, di un obiettivo pubblico e, pertanto, andrebbe raggiunto tramite norme e incentivi sanciti dal diritto pubblico. Il diritto in materia di locazione che, in quanto diritto civile, disciplina i rapporti tra privati non è la sede giusta per farlo.

A ciò si aggiunge che la disposizione proposta contrasterebbe con il principio della pigione commisurata ai costi contenuto nel Codice delle obbligazioni (CO) poiché i proprietari dovrebbero farsi carico di una parte dei costi di riscaldamento senza poterli addossare ai locatari. Di conseguenza non potrebbero realizzare un rendimento adeguato o avrebbero perfino delle perdite.

La disposizione proposta causerebbe inoltre elevati oneri dal punto di vista dell'esecuzione. Ogni locatore dovrebbe rilevare tutti gli anni i consumi energetici dell'immobile, confrontarli con i dati ipotetici di riferimento di un edificio risanato per calcolare la differenza e, tenendo conto dei prezzi energetici, inserirli nel conteggio delle spese accessorie.

Sorgerebbero molte domande sui dettagli tecnici che andrebbero gestite correttamente; è evidente che ciò metterebbe in difficoltà molti locatori privati e causerebbe un onere sproporzionato per effettuare il conteggio. Una simile disposizione potrebbe pertanto comportare delle incertezze giuridiche.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.