19.3912 · Postulato · 2019-06-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare in un rapporto la situazione attuale delle misure o prassi di welfare aziendale più diffuse in Svizzera, e di indicare quali di queste sono ostacolate dalle normative in vigore. Di seguito una lista (non esaustiva) di leggi, che potrebbero essere oggetto di analisi:
1. Legge federale sul lavoro;
2. Legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti;
3. Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità;
4. Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni;
5. Legge federale sull'imposta federale.
Un capitolo dovrà essere dedicato all'approfondimento di eventuali incompatibilità/difformità/incongruenze con il modulo di certificato di salario.
Il rapporto illustrerà le distorsioni tra le misure di welfare aziendale introdotte dalle aziende elvetiche con le disposizioni legali suindicate, per quale motivo si producono e come possono essere ridotte, analizzando gli aspetti finanziari e non finanziari, nonché gli effetti diretti e indiretti. Inoltre, verranno anche incluse le aziende statali e parastatali (se beneficiano ad esempio di qualche vantaggio a livello di legge o di incentivi).
Il rapporto presenterà la situazione a livello federale, ma terrà conto anche dei rapporti eventualmente già redatti a livello cantonale.
Begründung
In assenza di una definizione giuridica di "welfare aziendale" nella legislazione elvetica, occorre fare riferimento alla descrizione attribuita nel concreto dalle aziende e operatori (ossia: "l'insieme dei benefit contrattuali consistenti nell'agevolazione all'acquisto di beni o all'accesso a servizi volti a incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia attraverso una diversa ripartizione della retribuzione"). Nella pratica questo vuoto giuridico è fonte di interpretazioni diverse delle misure di welfare aziendale, la cui messa in pratica viene a volte ostacolata dalle normative vigenti. In questi casi, le aziende trovano degli escamotage per evitare di rendere vane le proprie prassi e di comunque offrire dei vantaggi ai propri collaboratori, in un'ottica di responsabilità sociale d'impresa, e in particolare di conciliabilità lavoro e famiglia (esempi: offerta di pasti in azienda che viene poi caricata sul certificato salario del collaboratore).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche il Consiglio federale ritiene che la qualità delle condizioni di lavoro e del clima aziendale siano importanti ai fini della motivazione dei lavoratori, del successo imprenditoriale e, di conseguenza, della produttività economica. Nel 2015 la Svizzera ha partecipato alla sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro (European Working Conditions Survey EWCS). Complessivamente, l'88 per cento dei lavoratori dipendenti si è detto soddisfatto o molto soddisfatto delle proprie condizioni di lavoro. Dall'indagine è emerso che la correttezza della condotta manageriale e la conciliabilità dell'attività lavorativa con gli impegni privati e sociali figurano tra i fattori più importanti per il grado di soddisfazione dei lavoratori.
La legge sul lavoro e le relative ordinanze di applicazione sono un importante strumento di cui dispone la Confederazione per garantire buone condizioni di lavoro. Questa regolamentazione si prefigge di proteggere i lavoratori dai danni alla salute correlati alla loro occupazione. Comprende soprattutto prescrizioni concernenti la protezione della salute in generale nonché la durata del lavoro e del riposo. Secondo l'EWCS, in Svizzera l'89 per cento dei lavoratori ritiene di godere di buona o ottima salute. Si tratta di una quota che supera all'incirca del 10 per cento la media europea.
Il benessere dei lavoratori dipende anche dalla loro retribuzione. Stando all'EWCS anche sotto il profilo dell'adeguatezza del salario e del riconoscimento della qualità del lavoro svolto la Svizzera si situa ai primi posti in Europa. La retribuzione può in parte comprendere anche le prestazioni in natura, se vengono concordate contrattualmente. Di regola tutte le prestazioni del datore di lavoro sono imponibili e vanno indicate nel certificato di salario. Ciò vale anche per le prestazioni in natura come, ad esempio, il vitto gratuito o l'uso di veicoli aziendali per scopi privati. Per quanto concerne la dichiarazione delle prestazioni nel certificato di salario, si possono consultare le "Istruzioni per la compilazione del certificato di salario rispettivamente dell'attestazione delle rendite (Modulo 11)", pubblicate congiuntamente dalla Conferenza svizzera delle imposte (CSI) e dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Le istruzioni menzionano anche diverse prestazioni che, per ragioni di praticità, non vanno dichiarate.
Le imprese beneficiano di un'ampia libertà d'azione e, sul piano dell'immagine, hanno ogni interesse a essere considerate un buon datore di lavoro, perché in questo modo riescono a reclutare e fidelizzare collaboratori motivati. Peraltro, come emerge dall'EWCS, le imprese svizzere sfruttano già al meglio queste possibilità. Il Consiglio federale non rileva indizi di ostacoli normativi alla creazione di un buon clima lavorativo nelle aziende. Lo Stato si avvale della legge sul lavoro per favorire, mediante standard di riferimento minimi, la creazione di condizioni lavorative ottimali nell'importante settore della salute.
L'assoggettamento delle prestazioni in natura ai contributi sociali e all'imposizione fiscale non determina distorsioni, bensì è conforme ai principi di pari trattamento dei lavoratori e di non ingerenza dello Stato in materia di scelte retributive.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.