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Dare voce ai giovani. Diritto di voto e di elezione attivo per i sedicenni come primo passo nella vita politica attiva

19.415 · Iniziativa parlamentare · 2019-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Ausgangslage

La Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 è modificata come segue:

Art 136

...

Cpv. 3

Hanno diritto di voto e di elezione attivo tutte le persone di cittadinanza svizzera che hanno compiuto il sedicesimo anno d'età, purché non siano interdette.

Wortlaut

La Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 è modificata come segue:

Art 136

...

Cpv. 3

Hanno diritto di voto e di elezione attivo tutte le persone di cittadinanza svizzera che hanno compiuto il sedicesimo anno d'età, purché non siano interdette.

Begründung

L'impegno politico dei giovani è aumentato sensibilmente, anche prima del raggiungimento della maggiore età. È quanto si constata osservando i dibattiti su questioni specifiche e l'aumento delle attività dei parlamenti dei giovani. La volontà di partecipare alle decisioni e di svolgere un ruolo attivo è innegabile. Al centro di questo interesse vi sono le tematiche che si ripercuotono direttamente e in modo durevole sul futuro dei giovani. L'evoluzione demografica determina un aumento costante del numero di aventi diritto di voto con più di 50 anni, con il rischio di distorsione delle decisioni politiche. Vista la loro lunga aspettativa di vita, i giovani dovrebbero poter partecipare alle decisioni che si ripercuotono sul loro futuro, ad esempio per quanto concerne la previdenza professionale, l'ambiente e il clima, la politica energetica, ma anche gli orientamenti in materia di politica estera. Un diritto di voto e di elezione attivo a partire da 16 anni consentirebbe ai giovani di essere coinvolti più precocemente nei processi decisionali politici. Potrebbero partecipare sia alle elezioni del Consiglio nazionale, senza avere diritto di eleggibilità, sia alle votazioni federali, nonché lanciare e firmare iniziative popolari e referendum in materia federale.

La decisione di istituire un diritto di voto e di elezione attivo a partire dai 16 anni è espressione di una democrazia moderna e all'avanguardia. Non si tratterebbe tuttavia di un'innovazione pionieristica: l'Austria ha introdotto il diritto di elezione per i sedicenni già una decina di anni or sono, raccogliendo buoni risultati ed esperienze positive. Apparentemente la quota di partecipazione alle votazioni è più elevata fra i sedici- diciassettenni rispetto alle fasce più anziane che votano per la prima volta. Il Cantone di Glarona ha introdotto il diritto di voto e di elezione per sedici- diciassettenni già nel 2007, con un conseguente abbassamento dell'età media dei membri della Landsgemeinde.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 10.09.2020

Il Consiglio nazionale concedere diritto di voto ai 16enni

Il diritto di voto a livello federale va abbassato da 18 a 16 anni. È quanto chiede il Consiglio nazionale che ha approvato oggi, con 98 voti contro 85 e 2 astenuti, l'iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/BS). Il diritto di eleggibilità rimarrebbe invece invariato a 18 anni.

Per la maggioranza, la possibilità di partecipare a votazioni ed elezioni è un buon modo per iniziare i giovani alla vita politica. La Confederazione dovrebbe dare l'esempio e concedere ai giovani il diritto di voto attivo a 16 anni, anche perché saranno proprio loro a doversi fare carico delle decisioni politiche prese oggi, ha sottolineato Arslan.

L'evoluzione demografica, ha proseguito la basilese, determina un aumento costante del numero di aventi diritto di voto con più di 50 anni. Vi è quindi il rischio, ha sostenuto, di distorsione delle decisioni politiche. Concedere il diritto di voto ai 16enni permetterebbe di controbilanciare questa evoluzione.

Arslan ha poi invitato il Nazionale a cogliere l'occasione per "scrivere la storia svizzera". Il risultato della votazione è stato accolto con un applauso.

La commissione preparatoria - di strettissima misura - raccomandava la bocciatura dell'atto parlamentare: "prima di agire a livello federale occorre seguire l'evoluzione nei Cantoni", ha detto il suo relatore Piero Marchesi (UDC/TI). Problematico è anche il fatto di poter esercitare i propri diritti politici prima di aver raggiunto la maggiore età civile, ha aggiunto il ticinese.

Marchesi ha inoltre ritenuto poco opportuno separare diritto di voto e di eleggibilità. Oggi sono inoltre molte le opportunità di cui dispongono i giovani per partecipare al processo politico, ha spiegato, invano, il relatore commissionale.

L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati. Se dovesse anch'esso approvarlo, l'ultima parola spetterebbe in ogni caso al popolo essendo necessaria una modifica della Costituzione.

Se la riforma andrà in porto, i sedicenni - e i diciassettenni - potranno partecipare sia alle elezioni del Consiglio nazionale - senza avere diritto di eleggibilità - sia alle votazioni federali, nonché lanciare e firmare iniziative popolari e referendum in materia federale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 16.03.2022

CN conferma volontà abbassare diritto di voto a 16 anni

Il Consiglio nazionale non demorde: per la seconda volta ha sconfessato la sua Commissione delle istituzioni politiche (CIP-N) e ribadito, con 99 voti contro 90 e 3 astenuti, che il diritto di voto va abbassato a 16 anni. La CIP-N dovrà ora preparare un progetto di modifica della Costituzione per attuare l'iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/BS) che chiede appunto di ridurre di due anni il diritto di voto.

I giovani rappresentano la categoria più interessata dalle decisioni politiche, per questo motivo occorre che il loro coinvolgimento politico inizi precocemente. La proposta permetterebbe anche di abbassare l'età media dei votanti che si attesta attualmente a quasi 60 anni. Insomma, come riassunto da Greta Gysin (Verdi/TI), "le rughe non sono una garanzia di qualità".

Jean-Luc Addor (UDC/VS), a nome della CIP-N, ha chiesto - invano - di bocciare la proposta anche perché i Cantoni sono prevalentemente contrari alla proposta di abbassare l'età di voto a 16 anni. Altro motivo invocato: non si dovrebbe applicare una distinzione fra maggiore età politica e civile. Si creerebbe infatti conflitto tra diritti e doveri: "risulterebbe difficile spiegare perché un sedicenne non possa prendere autonomamente decisioni che lo riguardano personalmente, ma possa esprimersi su questioni che riguardano l'intera collettività", ha sostenuto il vallesano.

L'atto parlamentare Arslan, che chiede una modifica della Costituzione federale, era stato approvato dal Nazionale nel settembre 2020 con 98 voti contro 85 e 2 astenuti. La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati aveva dato il suo benestare nel febbraio dell'anno seguente con 7 voti a 6.

Il passo successivo avrebbe dovuto essere l'elaborazione di un disegno di legge da parte della CIP-N, che però ha chiesto l'abbandono della riforma. Abbandono respinto oggi del Consiglio nazionale. La commissione dovrà quindi rimettersi al lavoro.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 12.06.2023

CN conferma volontà abbassare diritto di voto a 16 anni

Il Consiglio nazionale non demorde: per la terza volta ha sconfessato la sua Commissione delle istituzioni politiche (CIP-N) e ribadito, con 98 voti contro 93, che il diritto di voto va portato a 16 anni. La CIP-N dovrà ora preparare un progetto di legge al plenum per attuare l'iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/BS) che chiede appunto di abbassare di due anni tale diritto.

L'idea di concedere il diritto di voto ai cittadini svizzeri già a partire dal sedicesimo anno di età occupa il Parlamento già da diversi anni. Dopo vari tira e molla tra le due Camere un progetto di legge era stato stato posto in consultazione. I risultati avevano però mostrato che quindici cantoni erano contrari al voto ai 16enni. A livello di partiti UDC, PLR e l'Alleanza del Centro si erano espressi negativamente, ha ricordato in aula Piero Marchesi (UDC/TI) a nome della commissione.

Di fronte a queste risposte, la CIP-N riteneva che la conseguenza logica fosse di abbandonare il progetto. L'idea di abbassare il diritto di voto da 18 anni a 16 anni era giudicata "impraticabile" dalla commissione preparatoria. Gli oppositori non volevano dissociare la maggiore età civica e civile, né il diritto di voto e di eleggibilità.

Commissione sconfessata

Ma oggi in aula, la sinistra e i Verdi liberali (assieme ad alcuni deputati del Centro e del PLR) sono riusciti a convincere la maggioranza del plenum e a sconfessare la propria commissione.

Stando a Nadine Masshardt (PS/BE), i giovani devono poter partecipare alla vita politica, dal momento che le decisioni prese li concernono direttamente. Si tratta di rafforzare la democrazia, le ha fatto eco Irène Kälin (Verdi/AG). Secondo l'ecologista argoviese, ciò renderebbe i corsi di educazione civica alla scuola dell'obbligo più interessanti, poiché la teoria potrebbe essere messa in pratica. "Non c'è nulla da perdere, ma tutto da guadagnare", ha aggiunto.

Stando ai sette cantoni (AR, BS, BE, GL, GR, JU e SO) e ai sindacati favorevoli al progetto di legge, visto che negli ultimi tempi l'impegno dei giovani è aumentato sensibilmente, si dovrebbe consentire ai 16enni di prendere parte il prima possibile alla vita politica. A livello numerico, l'abbassamento dell'età di voto interesserebbe poco meno di 130'000 giovani. La percentuale degli aventi diritto domiciliati in Svizzera aumenterebbe di circa il 2,4%.

Eccezione glaronese

A livello cantonale, per il momento solo Glarona, in seguito ad una decisione della Landsgemeinde del 2007, ha concesso il diritto di voto ai 16enni. Vittima dell'esodo dei suoi giovani, l'istituzione per eccellenza della democrazia diretta glaronese aveva scelto di inviare un segnale per incitarli a restare nel cantone.

Oggi in aula i relatori commissionali e taluni deputati borghesi hanno tentato invano di convincere il plenum ad archiviare il progetto che non è appoggiato dai cittadini, a giudicare dai risultati delle votazioni sullo stesso tema nei Cantoni. Nel solo 2022, Berna e Zurigo hanno detto "no" all'abbassamento del diritto di voto a livello cantonale e comunale a partire dai 16 anni.

Dal canto loro, alcuni deputati della sinistra hanno portato l'esempio dell'Austria che da una decina d'anni ammette il diritto di voto a partire dai 16 anni. L'esperienza è considerata positiva, visto che apparentemente i giovani di 16 anni e i 17 anni votano più di frequente rispetto ai nuovi elettori più "anziani".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2024

CN: accantonato diritto voto ai sedicenni
Il diritto di voto e di elezione a livello nazionale non va abbassato a 16 anni. Al quarto passaggio sui suoi banchi, il Consiglio nazionale ha infine deciso di stralciare dal ruolo un'iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/BS) che conteneva questa richiesta.

L'idea di concedere il diritto di voto ai cittadini svizzeri già a partire dal sedicesimo anno di età occupa il Parlamento da diversi anni. Lo scorso giugno, il Nazionale aveva sconfessato per la terza volta la sua Commissione delle istituzioni politiche (CIP-N) e ribadito l'appoggio all'iniziativa.

La commissione non ha però fatto una piega e lo scorso mese ha nuovamente confermato la sua opposizione. "Concedere il voto ai sedicenni creerebbe un contrasto ingiustificato con i diritti e gli obblighi previsti dal diritto civile e penale per gli svizzeri a partire dai 18 anni", ha sottolineato il relatore Piero Marchesi (UDC/TI).

Malgrado le argomentazioni della sinistra, questa volta la Camera del popolo, nella sua nuova composizione, ha seguito il parere della CIP-N. Al voto, la maggioranza si è imposta per 106 a 84.

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