19.4281 · Interpellanza · 2019-09-27
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quante sono le emissioni annuali di gas serra (in tonnellate di CO2 equivalente) che generano i circa 60 milioni di passeggeri annualmente in transito negli aeroporti svizzeri (voli di andata e di ritorno) stimati dall'UST nella statistica sull'aviazione?
2. Quante sono le emissioni di gas serra (in tonnellate di CO2 equivalente) che derivano dai 9000 chilometri percorsi in aereo annualmente in media pro persona, secondo il microcensimento sul comportamento della popolazione in materia di trasporti (UST 2015) e secondo gli attuali dati medi concernenti il traffico aereo?
3. Come valuta il Consiglio federale l'attuale impatto del traffico aereo sul clima provocato dai voli in e dalla Svizzera? Come prevede di valutarlo in futuro?
4. Se si considerano i dati sul traffico aereo e le conseguenti emissioni di gas serra, dove si trova la Svizzera nel confronto internazionale (in tonnellate di CO2 equivalente, all'anno, per persona)?
5. In futuro, quale moltiplicatore RFI per l'impatto climatico supplementare del traffico aereo sarà utilizzato per i calcoli ufficiali e le statistiche concernenti l'impatto del traffico aereo sul clima in Svizzera?
Begründung
Nell'opinione pubblica circolano cifre molto differenti relative agli impatti del traffico aereo sul clima. Secondo quanto riferito dalle compagnie aeree, il traffico aereo è responsabile del 2-3 per cento delle emissioni di gas serra complessive. Le organizzazioni di protezione dell'ambiente ritengono invece che in Svizzera la quota corrisponda al 18-20 per cento (considerando anche il moltiplicatore RFI). In risposta alla mia domanda (19.5552), il Consiglio federale afferma che i valori concernenti le emissioni di CO2 del traffico aereo pubblicati dall'Ufficio federale dell'ambiente si basano sulle vendite di cherosene, conformemente alla Statistica globale dell'energia dell'UFE. Questo modo di procedere corrisponde alle direttive elencate nel rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC); si tratta di una "stima ragionevole".
L'opinione pubblica ha diritto ad avere chiarezza sull'effettiva entità degli impatti del traffico aereo sul clima, in altre parole occorre considerare tutti i passeggeri che volano in e dalla Svizzera.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), ciascun Paese rileva i voli nazionali e internazionali in funzione del quantitativo di carburante per l'aviazione fornito nel Paese in questione. Tale quantitativo corrisponde al carburante necessario per tutti i voli in partenza dal Paese in questione fino a destinazione. Questo principio garantisce un rilevamento globale e completo delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dal traffico aereo. La quantità di carburante utilizzato in un anno in Svizzera per questi voli si basa sulle statistiche doganali. Le emissioni di CO2 possono essere quindi calcolate direttamente in base alla quantità di carbonio presente nel combustibile bruciato. Nel 2017 la combustione del carburante per l'aviazione utilizzato in Svizzera ha prodotto complessivamente 5,42 milioni di tonnellate di CO2, nel 2018 5,74 milioni di tonnellate. Le emissioni di CO2 prodotte dai voli di ritorno in Svizzera non sono incluse, in quanto il carburante per il volo di ritorno viene preso in considerazione all'aeroporto di partenza.
Indipendentemente dal luogo e dalla quota di emissione, un chilogrammo di CO2 ha lo stesso effetto sul clima, sia che provenga da un veicolo a motore, da un impianto di riscaldamento o dal motore di un aereo. Per questo motivo, in relazione all'impatto climatico, le quote di CO2 provenienti da fonti diverse possono essere confrontate direttamente tra loro. 5 milioni di tonnellate di CO2 prodotte dal traffico aereo rappresentano circa il 12 per cento delle emissioni di CO2 prodotte in Svizzera. 5 milioni di tonnellate di CO2 corrispondono al 25 per cento delle emissioni di CO2 prodotte dalla combustione di carburanti in Svizzera. L'aviazione mondiale è responsabile del 2-2,5 per cento delle emissioni di CO2 di origine antropica.
L'unità di misura "CO2 equivalente" è stata introdotta per confrontare l'effetto di gas serra di diversa intensità e durata con l'effetto del CO2. Oltre al CO2, i motori degli aerei non emettono nessuno dei cosiddetti gas serra di Kyoto quando si trovano alla quota di crociera, tuttavia essi producono altri effetti, in primo luogo ossidi di azoto e formazione di nuvole. Una particolarità di questi ulteriori effetti climatici è che non si comportano come le emissioni di gas a effetto serra. Essi possono avere un effetto riscaldante e raffreddante (fatto che non avviene per un gas serra) e non si accumulano nell'atmosfera nel corso di centinaia di anni come avviene per il CO2. Una semplice conversione in CO2 equivalenti non è quindi possibile. Nel mondo scientifico vengono discussi vari approcci su come valutare i diversi effetti climatici del traffico aereo. ProClim, il forum per il clima e i cambiamenti globali dell'Accademia svizzera di scienze naturali, è stato incaricato di esaminare le basi scientifiche relative all'impatto climatico delle emissioni del traffico aereo. In tale contesto, esperti del mondo scientifico e dell'amministrazione valuteranno le emissioni dei voli.
2. In media, i voli dalla Svizzera emettono circa 90 grammi di CO2 per passeggero e per chilometro. 9000 chilometri di volo corrispondono quindi all'emissione di circa 810 chilogrammi di CO2 per passeggero.
3. Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dal traffico aereo sarà effettuato, come già avviene attualmente, in base alle norme riconosciute a livello internazionale per la compilazione di inventari nazionali dei gas serra conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Per il traffico aereo internazionale il calcolo contempla le emissioni di CO2 che coprono le intere rotte aeree fino a destinazione. Le emissioni dell'aviazione internazionale non sono incluse nell'obiettivo di riduzione previsto dal Protocollo di Kyoto e dalla legge sul CO2.
4. Le emissioni per abitante all'anno causate esclusivamente dal traffico aereo non sono rilevate separatamente. Considerati i valori su cui si basa la risposta alla domanda 2, si può presumere che ogni abitante produca circa 0,8 tonnellate di CO2 all'anno. A questo valore si contrappongono le 4,5 tonnellate di CO2 per abitante all'anno (cifra indicata nell'inventario dei gas serra 2017, escluso il traffico aereo internazionale). A livello internazionale non sono disponibili dati comparabili con il microcensimento sui trasporti.
5. Il Radiative Forcing Index (indice relativo al forzante radiativo RFI) non è adatto a valutare correttamente l'impatto climatico di vari effetti aventi diverse durate di azione sull'atmosfera. La raccolta delle attuali conoscenze scientifiche relative agli "effetti non riconducibili al CO2" dell'aviazione sul clima è oggetto dei lavori in corso presso Proclim. Ad oggi si può affermare che l'impatto a lungo termine degli effetti climatici del traffico aereo è da ricondurre prevalentemente alle emissioni di CO2.
Risposta del Consiglio federale.