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19.429 · Iniziativa parlamentare · 2019-03-22

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale del 23.02.2021

Esenzione dalla tassa militare per le guardie svizzere

Con 16 voti contro 9 la Commissione ha deciso di sottoporre al Consiglio nazionale una revisione della legge sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare. Le guardie svizzere saranno ora esentate dalla tassa militare. Secondo la maggioranza della Commissione, le guardie svizzere assolvono in una sola volta un servizio che accresce la reputazione della Svizzera all'estero e che va riconosciuto.La minoranza propone invece di non entrare in materia argomentando che vi sono anche altre cerchie che si adoperano all'estero a favore della reputazione della Svizzera. Un'eccezione per un gruppo specifico non si giustifica.

Nel corso della seduta la Commissione ha preso atto dei risultati della consultazione.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.05.2021

Il Consiglio federale non accetta la disposizione derogatoria per le guardie svizzere

Il Consiglio federale non accetta che le guardie svizzere siano esentate dall'obbligo di pagare la tassa militare per la durata del loro servizio presso la Santa Sede. Lo ha deciso nella sua seduta del 12 maggio 2021.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) ha approvato un progetto di legge che prevede di esentare le guardie svizzere dal pagamento della tassa d'esenzione dall'obbligo militare.

Il Consiglio federale riconosce che le guardie svizzere prestano un impiego particolare e prezioso per la reputazione della Svizzera all'estero. Respinge tuttavia l'introduzione di una disposizione derogatoria per le guardie svizzere perché all'estero queste ultime non prestano un servizio militare, bensì un servizio di polizia per uno Stato estero. Inoltre, le guardie svizzere non svolgono attività indispensabili a favore della popolazione svizzera, che giustificherebbero l'esenzione dalla tassa. Nelle precedenti revisioni della legge militare il Parlamento ha rinunciato a introdurre una siffatta disposizione derogatoria.

Con una deroga sancita a livello di legge per le guardie svizzere si violerebbe il divieto di discriminazione nei confronti di persone di altre confessioni, poiché possono diventare membri della Guardia Svizzera Pontificia soltanto i cittadini svizzeri di fede cattolica romana. Inoltre, tale deroga violerebbe il principio della parità di trattamento di tutti gli assoggettati alla tassa.

Wortlaut

Conformemente all'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione e all'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare che si prefigge di modificare la legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare (LTEO) in modo tale che i membri della Guardia Svizzera Pontificia siano esentati dall'obbligo di pagare la tassa militare per il periodo in cui prestano servizio a Roma.

Begründung

Per lo meno dal 1929, il Consiglio federale ritiene che la Guardia Svizzera Pontificia sia assimilabile a un corpo di polizia nel quale i cittadini possono servire senza la sua autorizzazione (verbale della seduta del Consiglio federale del 15 febbraio 1929). Da molti anni membri del Governo federale o i presidenti delle Camere assistono ufficialmente, il 6 maggio in Vaticano, al giuramento annuale delle Guardie svizzere. Nel 2006, in occasione del Cinquecentenario del Corpo, nella sua allocuzione l'ex consigliere federale Leuenberger ha affermato che la sorte della Guardia Svizzera deve esserci da esempio. L'ambasciatore emerito della Svizzera presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux, ritiene invece che la Guardia Pontificia incarni per gli Svizzeri il ricordo vivo di un passato militare glorioso, legato alla storia della Confederazione. A suo avviso, il fatto di godere della fiducia dei papi da cinque secoli è motivo di orgoglio, specialmente per i cattolici; ma la professionalità e la lealtà delle guardie fanno sì che l'attaccamento alla loro istituzione superi le frontiere confessionali.

Attualmente, le reclute della Guardia sono formate in parte sulla Piazza d'armi di Isone. L'alta considerazione che la Confederazione e la popolazione hanno delle Guardie Svizzere dovrebbe essere rimarcata in modo più concreto.

E invece i candidati che si impegnano in questo Corpo e che hanno per lo meno svolto la scuola reclute quando partono per Roma devono pagare la tassa d'esenzione dall'obbligo militare in quanto sono considerati Svizzeri all'estero.

L'imposizione a questi soldati svizzeri di una tassa riservata, in linea di principio, a coloro che non prestano servizio militare non è giustificata.

Per di più, l'importo di tale contributo è assai elevato, persino sproporzionato per ventenni che spesso non hanno ancora una situazione finanziaria ben salda.

D'altronde, varie categorie di Svizzeri all'estero beneficiano già dell'esenzione (art. 4a LTEO).

È quindi giustificato che questi soldati svizzeri, autorizzati a prestare questo servizio particolare, ma ufficiale, all'estero beneficino anch'essi di un'esenzione simile per la durata del loro servizio a Roma.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 31.05.2021

Guardia pontificia non sarà esentata da tassa militare

I membri della Guardia svizzera pontificia non saranno esentati dall'obbligo di pagare la tassa militare per il periodo in cui prestano servizio a Roma. Lo ha deciso il Consiglio nazionale bocciando una revisione legislativa in materia con 89 voti contro 86 e 5 astenuti.

Attualmente coloro che partono per Roma devono pagare la tassa d'esenzione dall'obbligo militare in quanto considerati svizzeri all'estero. Secondo il relatore commissionale Jean-Luc Addor (UDC/VS), tuttavia, l'imposizione di un balzello riservato in linea di principio a coloro che non prestano servizio militare non è giustificato.

I proventi della tassa versata dai militi della guardia svizzera sono noccioline per il budget della Confederazione, ma per questi giovani sono somme considerevoli, ha sostenuto Addor ricordando come la Guardia pontificia sia "una fierezza per la Svizzera" che contribuisce alla sua buona reputazione. Se è vero che formalmente la milizia ha un compito di polizia, i legami con l'esercito svizzero sono innegabili, ha aggiunto il vallesano.

"È giusto che la Confederazione incoraggi una attività professionale riservata esclusivamente a cittadini svizzeri uomini di religione cattolica?", si è chiesta Léonore Porchet (Verdi/VD). Anche altre persone, come i volontari in seno al CICR, contribuiscono alla reputazione della Svizzera, non si capisce bene perché i militi della guardia svizzera potrebbero beneficiare di una esenzione della tassa e loro no, ha aggiunto la vodese.

Con una deroga sancita a livello di legge, si violerebbe poi il divieto di discriminazione nei confronti di persone di altre confessioni, ha sostenuto il consigliere federale Ueli Maurer. Tale deroga violerebbe anche il principio della parità di trattamento di tutti gli assoggettati alla tassa. Le Guardie svizzere, inoltre, non svolgono attività indispensabili a favore della popolazione svizzera, che giustificherebbero l'esenzione dalla tassa.