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20.1090 · Interrogazione · 2020-12-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Facendo seguito alla votazione del 2009 e alle prime decisioni del 2012, dal 2017 il DFI ha reso definitivo il rimborso delle medicine alternative attraverso l'assicurazione obbligatoria, iscrivendo segnatamente il principio della fiducia nel medico (e scartando l'idea di controllare l'efficacia di queste medicine). Da allora, Santésuisse s'ingegna di stigmatizzare le medicine complementari e a stabilire nuovi criteri di screening dei costi per screditare, cifre alla mano, le medicine naturali, in particolare l'omeopatia. Così, se fino a qualche anno fa gli assicuratori rilevavano che i costi delle medicine naturali erano inferiori, i nuovi criteri permettono di dimostrare, artificiosamente, che le stesse medicine naturali sono diventate più costose della medicina tradizionale. Nello screening dei costi sono ora inclusi il consumo di medicamenti o la frequenza delle ospedalizzazioni, il che va a scapito dei medici che prescrivono pochi medicamenti prodotti dall'industria farmaceutica. I casi limite vanno esaminati confrontando i costi con medici della stessa specializzazione, una prassi mai applicata agli omeopati, ai quali viene poi intimato di restituire somme ingenti.

Questi metodi malevoli servono solo a danneggiare le medicine complementari.

Numerosi omeopati si rassegnano così a uscire dall'assicurazione di base per poter continuare a esercitare, a tutto vantaggio delle assicurazioni complementari. Ciò va a scapito degli assicurati più fragili, che dispongono unicamente dell'assicurazione di base. Questo incentivo da parte degli assicuratori a uscire dall'assicurazione di base è in palese contraddizione con la LAMal e le ultime decisioni sulle medicine complementari prese dal Consiglio federale.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il DFI è al corrente delle nuove modalità applicate dalle casse malati, dell'adozione di nuovi criteri di screening dei costi, dei cambiamenti che il nuovo sistema di screening dei costi implica e delle sanzioni applicate?

2. Come si posiziona rispetto a queste tattiche di Santésuisse?

3. Questo mancato rispetto dello spirito della legge è una prassi accettabile in uno Stato di diritto come il nostro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dal 1° agosto 2017 le prestazioni di quattro specialità di medicina complementare sono assimilate alle prestazioni della medicina convenzionale e quindi soggette alle stesse condizioni. Secondo l'articolo 56 capoverso 6 della Iegge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), i fornitori di prestazioni e gli assicuratori stabiliscono mediante contratto un metodo di controllo dell'economicità delle prestazioni. La scelta del metodo è di competenza dei partner tariffali. Il Dipartimento federale dell'interno verifica che questi ultimi abbiano scelto un metodo e lo applichino.

Per controllare l'economicità delle prestazioni mediche, dal 2013 i fornitori di prestazioni e gli assicuratori hanno concordato un'analisi della varianza. All'inizio del 2017 le due organizzazioni mantello degli assicuratori (Curafutura e Santésuisse) e la FMH hanno definito come metodo statistico di selezione (screening) per controllare l'economicità delle prestazioni mediche la cosiddetta "analisi di regressione". Su sollecitazione dei fornitori di prestazioni, oltre alla regione geografica nella quale il medico svolge la sua attività, al sesso e all'età dei pazienti, questo metodo considera nuovi indicatori di morbilità, tra cui la franchigia dei pazienti, le degenze nel corso dell'anno precedente e le prescrizioni di alcuni medicamenti che rientrano nei gruppi di costo farmaceutico (Pharmaceutical Cost Groups, PCG) contenuti in un elenco stilato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il 23 agosto 2018 Curafutura, Santésuisse e la FMH hanno firmato la convenzione concernente l'utilizzo dell'analisi di regressione per misurare l'economicità delle prestazioni secondo l'articolo 56 capoverso 6 LAMal (fonte: www.tarifsuisse.ch > Management des prestations > Evaluation d'économicité > Documents). Questo metodo di controllo serve a identificare i medici statisticamente "fuori norma", ossia quelli i cui costi sono superiori alla soglia di tolleranza rispetto all'insieme dei pazienti dei medici che esercitano nello stesso ambito. L'analisi di regressione ha ridotto il numero di fornitori di prestazioni statisticamente "fuori norma" (fonte: reporting di Santésuisse consultabile all'indirizzo www.tarifsuisse.ch > Management des prestations > Evaluation d'économicité > Documents > Reporting).

Il fatto che un medico presenti costi superiori a quelli dei medici ai quali può essere paragonato non significa di per sé che non lavori in modo economico. Questo medico deve essere oggetto di un esame approfondito nel quadro di una valutazione individuale nel corso della quale ha la possibilità di giustificare i suoi costi. Le liti tra assicuratori e fornitori di prestazioni possono essere oggetto di un procedimento davanti a un tribunale arbitrale (art. 89 LAMal).

2/3. Il metodo esposto nella risposta alla prima domanda è stato convenuto tra i fornitori di prestazioni e gli assicuratori, conformemente a quanto previsto dalla legge. Si fonda sul rapporto sullo sviluppo del metodo statistico di controllo dell'economicità elaborato dall'istituto Polynomics nel mese di settembre del 2017 su incarico della FMH, di Santésuisse e Curatufura (www.tarifsuisse.ch > Management des prestations > Evaluation d'économicité > Documents). Il Consiglio federale non ha dunque motivo di criticarlo. Va anche detto che l'UFSP non ha ricevuto alcun reclamo da parte di assicurati che sarebbero stati dissuasi dal proprio assicuratore dal ricorrere a prestazioni di medicina complementare o se ne sarebbero visti contestare il rimborso da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Risposta del Consiglio federale.

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