20.3036 · Interpellanza · 2020-03-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Per recuperare i ritardi, le FFS non rispettano le fermate previste nell'orario ufficiale, giustificando tale prassi con la necessità di "evitare un effetto domino" e definendola quindi "una misura a beneficio della maggioranza dei viaggiatori". Conformemente alle direttive e alle decisioni riservate nel traffico viaggiatori (RIVEP), tale prassi riguarda le seguenti linee:
- Zurigo-San Gallo, treni 1507-1533 senza fermate a Wil, Flawil, Uzwil e Gossau;
- Berna-Olten-Zurigo, treni 21xx senza fermate a Brugg e Baden.
Sorprendentemente l'autorità di vigilanza, ovvero l'Ufficio federale dei trasporti (UFT), difende questa pratica che va a scapito degli utenti delle suddette stazioni, come emerge dalla lettera inviata all'interpellante il 16 agosto 2019. Eppure l'articolo 14 della legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) obbliga le imprese a "eseguire tutti i trasporti previsti dall'orario eccetto che ne siano impedite da circostanze che non possono evitare e alle cui conseguenze non possono ovviare".
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale ritiene che la non effettuazione di fermate a causa di ritardi rappresenti una circostanza che non si può evitare e alle cui conseguenze non si può ovviare, nonostante spetti alle stesse FFS garantire la piena funzionalità tecnica del materiale rotabile, una sufficiente disponibilità di materiale rotabile (di riserva) e una pianificazione adeguata del personale?
2. Il Consiglio federale accetta che gli interessi degli utenti delle stazioni nei centri di piccole e medie dimensioni abbiano un peso minore rispetto a quelli delle stazioni dei grandi centri e che quindi si dia meno importanza agli agglomerati e alle regioni rurali?
3. Il Consiglio federale non condivide l'opinione che i trasporti pubblici perdano molta della loro attrattiva se gli utenti ferroviari non hanno la certezza che le fermate previste nell'orario ufficiale siano effettuate?
4. Il Consiglio federale non è anch'esso dell'opinione che gli investimenti miliardari e l'ampliamento dell'offerta diventano una farsa se i collegamenti non possono essere garantiti nella pratica quotidiana o se i treni non effettuano le fermate nelle stazioni previste (con il risultato che, ad esempio, il tempo di percorrenza da Baden a Berna sarà di nuovo più lungo di quanto non fosse prima della messa in servizio della nuova linea Olten-Berna)?
5. Il Consiglio federale è disposto a intervenire in modo opportuno presso le FFS per mettere fine a questa prassi inaccettabile?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Ritardi e guasti ai treni sono possibili anche se non vi è carenza di personale e di materiale rotabile pienamente funzionante. Quando questi si verificano, le FFS adottano misure a breve termine per stabilizzare il resto del traffico ed evitare ritardi a catena. La loro adozione deve tuttavia limitarsi allo stretto necessario, in modo da assicurare l'affidabilità dell'offerta prevista dall'orario. Il Consiglio federale ritiene che, in combinazione con una corretta informazione della clientela, tale procedura sia adeguata per assolvere l'obbligo di garantire l'esercizio.
2. Nel decidere le misure le FFS guardano alla clientela nel suo complesso. Non si tratta di favorire determinate regioni o di considerare poco quelle rurali. L'obiettivo è ridurre al minimo il numero di viaggiatori penalizzati da un ritardo.
3. Il Consiglio federale ritiene che l'attrattiva dei trasporti pubblici resti considerevole nonostante i ritardi e le mancate coincidenze che talvolta si registrano.
4. Secondo le informazioni fornite dalle FFS, la misura di sopprimere le fermate di Baden e Brugg AG viene applicata in media 1,5 volte al mese. Seppur fastidioso, non si può per questo dire che il collegamento "non può essere garantito nella pratica quotidiana".
5. La gestione operativa del traffico a lunga distanza rientra nell'ambito di competenza delle FFS. Il Consiglio federale non ritiene vi sia motivo di interferire nella loro prassi.
Risposta del Consiglio federale.