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20.3214 · Postulato · 2020-05-04

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sulle conseguenze positive e negative che una riduzione almeno della metà dell'IVA per 12 mesi avrebbe sui consumatori, sullo Stato e sull'economia. In particolare è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali sono gli effetti statici e dinamici di una riduzione dell'IVA del 50 per cento o più limitata a 12 mesi?

2. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi

- per i consumatori,

- per lo Stato e

- per l'economia?

3. Qual è la conseguenza sull'attrattiva fiscale della piazza elvetica per le imprese, tenuto conto della "tassa occulta"?

4. Come può essere attuata una tale riduzione temporanea nel rispetto del principio del freno all'indebitamento? A quali condizioni e con quali conseguenze?

5. Supponendo che l'AVS non debba essere penalizzata dalla misura, come si potrebbero compensare le perdite che ne risulterebbero per l'AVS?

Begründung

Per far risalire l'economia dopo il confinamento, non è sufficiente allentare progressivamente le misure adottate, tanto più che secondo le ultime previsioni della Segreteria di Stato per l'economia SECO, quest'anno dobbiamo aspettarci un calo del PIL del 6,7 per cento e un incremento della disoccupazione del 3,9 per cento. Pertanto è necessario verificare in che misura una riduzione della metà dell'IVA, limitata a un periodo di 12 mesi, potrebbe avere conseguenze positive sui consumi, al fine di garantire una ripresa economica sostenibile.

Nel 2018 le entrate totali tramite l'IVA ammontavano a 22,9 miliardi di franchi. Una temporanea riduzione pari o superiore alla metà costerebbe alla Confederazione circa 12 miliardi di franchi. Ciò contribuirebbe a sgravare le imprese, facilitandone il ritorno sul mercato. Si amplierebbe il margine di manovra per i datori di lavoro e per i lavoratori, il che avrebbe conseguenze positive sulla disoccupazione, che oggi è stimata fino al 10 per cento e riguarda 400 000 persone. La misura ridurrebbe la soglia di inibizione riguardante la propensione al consumo e rappresenterebbe un contributo rilevante all'incremento del prodotto interno lordo. Infine, una riduzione temporanea dell'imposta sul valore aggiunto andrebbe a vantaggio di tutti gli abitanti in Svizzera, indipendentemente dall'età o dalla situazione finanziaria e nel rispetto della neutralità concorrenziale.

Poiché la situazione è molto complessa e l'accesso pubblico ai dati limitato, l'Amministrazione dovrebbe effettuare senza indugio un'analisi approfondita dell'adeguatezza e dell'efficacia di una temporanea riduzione dell'IVA. Su questa base, il Consiglio federale sarebbe in grado di adottare, entro un periodo di tempo utile, una misura mirata e tangibilmente efficace per attenuare le conseguenze riconducibili al nuovo coronavirus.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha reagito in modo rapido e completo all'epidemia coronavirus. Tra gli strumenti di stabilizzazione principali messi in atto a tale scopo: le indennità per lavoro ridotto e gli aiuti alla liquidità. L'Esecutivo confida inoltre negli effetti degli stabilizzatori automatici. La maggior parte delle imposte agisce come stabilizzatori automatici, livellando l'andamento congiunturale anche se non vengono adottati provvedimenti supplementari. Ad esempio, quando la cifra d'affari registra un calo, le entrate dell'IVA diminuiscono in misura ampiamente proporzionale al calo della cifra d'affari. Affinché la stabilizzazione automatica avvenga in tempi brevi, il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha posto in vigore un'ordinanza concernente la rinuncia temporanea agli interessi di mora in caso di pagamento tardivo di imposte e altri tributi. Inoltre, il termine di rendiconto e di pagamento dell'VA può essere prorogato di tre mesi gratuitamente e senza motivazione (su richiesta, anche fino a sei mesi). Un differimento del pagamento delle imposte permette di evitare problemi di liquidità.

In base alle stime attuali delle entrate dell'IVA per gli anni 2020 e 2021, una riduzione temporanea della metà delle aliquote IVA durante un anno comporterebbe, in un'ottica statica, minori entrate pari a circa 11 miliardi di franchi. A tal proposito è necessario considerare che, per l'aliquota ridotta IVA, la Costituzione federale prevede un'aliquota minima del 2 per cento. Una riduzione della metà di tutte le aliquote IVA dovrebbe pertanto essere accompagnata da una modifica costituzionale.

La riduzione temporanea delle aliquote IVA causerebbe un onere amministrativo per le imprese. Tali costi verrebbero sostenuti due volte, poiché la riduzione dovrebbe anche essere revocata. Nella risposta all'interpellanza Frick 09.3218, i costi per le imprese a seguito di una modifica generale delle aliquote (aumento o riduzione di tutte le aliquote) sono stati stimati a 150-200 milioni di franchi (ricalcolo ed eventuale adeguamento dei prezzi, riprogrammazione delle casse, adeguamento dei listini prezzi, adeguamento dei sistemi informatici ecc.). Questo ordine di grandezza sembra tuttora realistico, sicché occorrerebbe prevedere costi pari a 300-400 milioni di franchi.

Il Consiglio federale sta monitorando attentamente gli sviluppi sia epidemiologici sia economici per essere in grado di rispondere tempestivamente a un eventuale mutamento del quadro generale. Tra le misure potenzialmente più idonee sotto il profilo fiscale, normativo e delle uscite, la riduzione dell'IVA non è sicuramente quella più adatta. L'Esecutivo non ritiene quindi opportuno redigere al riguardo il rapporto richiesto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.