20.3587 · Interpellanza · 2020-06-11
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il numerus clausus, in vigore in alcune Università di medicina svizzere, crea giustamente dibattito. Il desiderio di formare un maggior numero di professionisti indigeni in questo ambito è trasversalmente condiviso e le opportune risposte alle necessità future della nostra popolazione, che sta inesorabilmente invecchiando, sembrano non essere sufficientemente garantite. Per colmare queste lacune, il nostro Paese fa dunque già oggi capo a molti professionisti provenienti dall'estero, formati con altri sistemi che quelli svizzeri, e in molti si chiedono se non sia possibile diminuire questa dipendenza a beneficio del nostro Paese e dei loro Paesi di provenienza. Si pone in effetti, a questo proposito, anche il problema etico di "importare" medici che hanno conseguito il loro diploma grazie agli investimenti formativi di altre Nazioni. A seguito di quanto sopra pongo le seguenti domande:
1. Quali Università hanno introdotto il numerus clausus? L'abolizione del numerus clausus in questi atenei comporterebbe automaticamente un aumento del personale medico formato in Svizzera e risponderebbe alla penuria di medici nel nostro Paese?
2. Da quando è in vigore il numerus clausus in queste università? Quale autorità può decidere l'abolizione del numerus clausus nelle facoltà di medicina che lo applicano?
3. A quanto ammonta il fabbisogno futuro di personale medico in Svizzera nei prossimi anni e decenni e quanti professionisti saremo in grado di formare nelle nostre Università di medicina? Se si riscontrasse un deficit, quali strategie potrebbero e dovrebbero essere implementate per colmare le eventuali lacune?
4. Quali programmi di promozione per la formazione di nuovi medici sono già stati messi in atto? Quanto è stato investito, e chi ha finanziato, tali programmi? Qual è l'evoluzione dei diplomati in medicina in Svizzera e dei posti di formazione?
5. Come è garantita la qualità delle formazioni dei professionisti provenienti dall'estero? Vi è molta differenza tra i programmi di formazione in medicina in università straniere e quelli nelle università svizzere? I criteri di qualità per fregiarsi di un titolo specialistico nel nostro Paese sono i medesimi tra i medici svizzeri e i medici formati all'estero?
6. Vi sono delle specializzazioni cliniche che oggi sono più sguarnite di altre e quali sono le prospettive future in termini di personale formato delle differenti specializzazioni mediche?
7. I medici di famiglia rivestono un ruolo fondamentale nel sistema sanitario svizzero. I professionisti provenienti dall'estero hanno conseguito la stessa esperienza e formazione di quelli con diploma svizzero? Il loro numero é attualmente sufficiente e in prospettiva sarà possibile formare persone con questo profilo per rispondere alle esigenze crescenti della nostra popolazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. La scelta di limitare il numero di posti di studio in medicina è frutto di una decisione politica, legata soprattutto ai costi elevati degli studi e al numero ristretto di posti di formazione per i tirocini negli ospedali. La selezione degli studenti avviene con modalità eterogenee: nelle università di Ginevra, Losanna e Neuchâtel c'è una selezione molto dura alla fine del primo anno. Gli atenei di Basilea, Berna, Friburgo, della Svizzera italiana (USI) e di Zurigo, nonché il Politecnico federale di Zurigo (PFZ) prevedono invece il numerus clausus (NC) per l'ammissione al primo anno. A Basilea, Berna, Friburgo e Zurigo il numero chiuso è in vigore dal 1998, al PFZ e all'USI dal 2017, ovvero da quando i due atenei hanno attivato gli appositi corsi di laurea. Nelle università cantonali la competenza per decidere l'introduzione del NC spetta ai Cantoni, mentre nel caso dei politecnici federali al Consiglio dei PF.
3./4. Nel rapporto del Consiglio federale intitolato "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base", pubblicato nel 2011, si stima che per garantire l'effettivo e diminuire la dipendenza sanitaria dall'estero siano necessari da 1200 a 1300 laureati in medicina all'anno. Il progetto "Aumentare il numero di diplomati in medicina umana" (SPHM), approvato dalla Confederazione e dai Cantoni nel 2017, punta ad aumentare il numero di diplomi in medicina umana dai 900 all'anno del 2016 ad almeno 1300 all'anno entro il 2025. A questo scopo, tramite il Messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2017-2020, la Confederazione ha stanziato complessivamente 100 milioni di franchi sotto forma di sussidi vincolati a progetti. Il progetto SPHM procede come previsto: rispetto al 2016 nel 2019 le capacità sono state incrementate di 354 posti di studio bachelor e 88 master, mentre nel 2020 dovrebbero aggiungersi altri 182 posti di studio master. I diplomi bachelor e master sono passati rispettivamente da 878 e 786 nel 2013 a 1087 e 995 nel 2018. Anche dopo il 2020 la Confederazione contribuirà ai costi derivanti dall'aumento delle capacità formative tramite i sussidi di base nonché i sussidi per gli investimenti edili e le spese locative previsti dalla LPSU (RS 414.20).
5./7. Come recita l'articolo 33a della LPMed (RS 811.11) in Svizzera la professione medica può essere esercitata soltanto da chi è iscritto nel registro delle professioni mediche (MedReg). La qualità delle formazioni dei professionisti provenienti dall'UE/AELS è garantita dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681), dalla Convenzione istitutiva dell'AELS (RS 0.632.31) e dalla direttiva pertinente dell'Unione europea 2005/36/CE del 7 settembre 2005 (sezione 2, art. 24 segg.). Per quanto riguarda la formazione medica specializzata, anche in medicina generale (medici di base), la direttiva dell'UE contiene disposizioni specifiche (art. 25 in combinato disposto con l'allegato V, in particolare punto 5.1.4). Le parti riconoscono reciprocamente l'equivalenza delle rispettive formazioni. Dopo aver conseguito il diploma federale in medicina e aver superato l'esame federale, per poter lavorare sotto la propria responsabilità professionale i titolari di altri diplomi stranieri devono conseguire il titolo di medico specialista.
In linea di massima ogni medico è libero di scegliere la specializzazione che preferisce. Il settore della formazione continua viene gestito dal comitato "Coordinamento del perfezionamento in medicina" e tematizzato dalla piattaforma "Futuro della formazione medica", entrambi posti sotto la guida dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il Consiglio federale è consapevole che, oltre ad aumentare il numero di diplomati, sono necessarie altre misure di ottimizzazione delle condizioni quadro della politica sanitaria, ad esempio il prolungamento della durata di esercizio dei medici, l'aumento dell'attrattiva delle condizioni di lavoro nell'ambito delle cure di base o un ulteriore rafforzamento dell'interprofessionalità (cfr. rapporto del 2016 DEFR/DFI "Panoramica sulla formazione e sul perfezionamento in medicina nel sistema dell'assistenza sanitaria").
6. La situazione delle specializzazioni cliniche varia da Cantone a Cantone. In qualità di organo di coordinamento politico dei Cantoni per la politica sanitaria, in caso di copertura insufficiente in una determinata specializzazione la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) è chiamata a valutare e adottare misure appropriate. A tal fine collabora con le autorità federali e con altre importanti organizzazioni del sistema sanitario nazionale, come ad esempio l'Istituto svizzero per la formazione medica (ISFM).
Risposta del Consiglio federale.