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20.3619 · Mozione · 2020-06-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica della legislazione sulla BNS che la vincoli a istituire un comitato di selezione etica degli investimenti composto da membri della stessa e da membri della società civile. Questo comitato non avrebbe alcuna influenza sulla politica monetaria, ma potrebbe prendere due decisioni: escludere determinate azioni in base a criteri etici e utilizzare il diritto di voto della BNS per azioni investite sui mercati. La BNS rimarrebbe completamente indipendente sulle questioni relative al numero di azioni da acquistare e da vendere nel quadro della sua politica monetaria.

Begründung

La BNS è la terza banca centrale più grande al mondo, dopo la Banca del Giappone e la Banca popolare cinese, in termini di valute investite in azioni. In termini di trasparenza per gli investimenti, sussiste invece una cultura dell'opacità confermata dalla risposta all'interpellanza 20.3114.

È indubbio che la BNS debba diversificare i suoi investimenti per evitare i rischi di mercato. Ma, ad esempio, il Fondo sovrano della Norvegia, che presenta gli stessi rischi di mercato della BNS, ha istituito un comitato etico che monitora gli investimenti effettuati per conto dei norvegesi. In passato, questo comitato ha deciso di escludere la multinazionale statunitense Walmart (per motivi sociali) e il gruppo Rio Tinto (per motivi ambientali). La BNS, invece, effettua importanti investimenti in queste due società e non ha mai considerato l'eventualità di escluderle. Inoltre, essa investe miliardi anche in BP, Shell, Exxon Mobil e Chevron, tutte società considerate tra le 25 imprese più inquinanti al mondo.

Con i suoi investimenti, la BNS potrebbe inquinare tanto quanto l'intera Svizzera. Questo inquinamento viola gli impegni presi dal Consiglio federale nel quadro dell'Accordo di Parigi sul clima. Il Consiglio federale si è impegnato a rendere i flussi finanziari compatibili con uno sviluppo finalizzato a basse emissioni di gas a effetto serra. Poiché si tratta di emissioni di CO2, l'autorevolezza del Consiglio federale deve prevalere sull'indipendenza della BNS.

Le decisioni d'investimento della BNS sono al di fuori di qualsiasi controllo democratico e vengono prese da fornitori esterni di cui non si sa nulla, ma che sono sicuramente un'istituzione a Wall Street. Il fatto che le decisioni di investimento della Svizzera siano prese, a nome dei suoi cittadini, da banchieri a Manhattan è inaccettabile. Tali decisioni dovrebbero essere prese da Svizzeri e a Berna.

La BNS è in grado di rendere pubblici i propri criteri di esclusione e i fornitori esterni? Questi fornitori prendono in considerazione il cambiamento climatico per sostenere gli sforzi del Consiglio federale nel quadro dell'Accordo di Parigi? Per affrontare queste sfide, pur conservando l'indipendenza della BNS, sarebbe opportuno istituire un comitato etico per la gestione dei fondi in valuta estera della BNS, composto da attori indipendenti e da membri della BNS.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La gestione degli attivi della BNS è subordinata alle finalità della politica monetaria. Gli attivi (investimenti in valute estere, oro ecc.) consentono alla BNS di disporre in qualsiasi momento del margine di manovra necessario per attuare la politica monetaria. Con la sua politica di investimento la BNS non persegue particolari obiettivi economici o di protezione ambientale. In linea di massima, nei suoi investimenti in azioni si astiene dall'operare una selezione dei titoli. Essa riproduce i mercati azionari nella loro totalità e detiene titoli e settori in base alla loro capitalizzazione di mercato. In casi giustificati si discosta da questo approccio e ha già definito dei criteri di esclusione. La BNS tiene conto dei criteri ambientali, sociali e di governance (criteri ESG), escludendo dal suo portafoglio azioni di determinate imprese i cui prodotti o metodi di produzione violano gli standard o i valori fondamentali svizzeri. Questa politica di esclusione è indipendente da considerazioni legate al rischio o al rendimento. I criteri si fondano sui valori sanciti nella legislazione svizzera nonché nelle convenzioni e nei trattati applicabili a livello internazionale adottati dal nostro Paese. La BNS esclude anche le imprese considerate "particolarmente irresponsabili" perché causano "gravi danni ambientali". Essa ha illustrato la sua politica di esclusione ad esempio nel suo ultimo rendiconto (pagg. 85 e 86). Nel definire i criteri di esclusione la BNS bada a non limitare l'adempimento della politica monetaria.

Il Consiglio federale è da tempo interessato alla politica d'investimento della BNS, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di sostenibilità e ambientali. Esso ritiene tuttavia che l'indipendenza della BNS e l'orientamento della sua attività alla politica monetaria siano fondamentali. Il Consiglio federale ha chiesto di accogliere il postulato 20.3012 "Obiettivi di sviluppo sostenibile per la Banca nazionale svizzera" della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, che con tutta probabilità verrà trattato in Consiglio nazionale nella sessione autunnale del 2020. Nel rapporto si potrebbero analizzare le potenziali ripercussioni dei rischi climatici e ambientali sulla stabilità dei prezzi e delle finanze come pure le possibilità e i limiti della presa in considerazione degli obiettivi di sostenibilità nella politica d'investimento della BNS.

Il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione anche la questione dell'istituzione di un comitato etico da parte della BNS nel quadro del suddetto rapporto al postulato 20.3012, nel caso in cui quest'ultimo venisse trasmesso dal Parlamento. Tuttavia, il Governo respinge la presente mozione, poiché non si dovrebbe procedere a una modifica della legislazione senza un approfondito esame preliminare. Per poter prendere una decisione consapevole sull'introduzione di un comitato etico si dovrebbero esaminare in particolare i possibili conflitti di obiettivi con l'indipendenza della BNS e con il suo mandato orientato alla politica monetaria come pure l'attuale struttura istituzionale della Banca nazionale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.