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20.3684 · Postulato · 2020-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto le misure da adottare per promuovere la prevenzione della povertà in tutta la Svizzera, i settori in cui la Confederazione può assumere la guida e come si possono obbligare i Cantoni ad agire.

I 26 Cantoni affrontano la realtà della povertà in modi molto diversi. Tuttavia, si constata chiaramente quanto segue: più un Cantone attua misure di prevenzione della povertà, minore è il numero di persone povere che devono ricorrere all'aiuto sociale. La prevenzione della povertà comprende, per esempio, prestazioni complementari per le famiglie, assegni per i figli generosi, offerte di formazione e sostegno alla prima infanzia accessibili, strutture per la custodia di bambini, una riduzione individuale dei premi ampliata, alloggi a prezzi moderati o borse di studio accessibili a un gran numero di persone.

Begründung

In Svizzera, circa 280 000 persone ricevono prestazioni dell'aiuto sociale, ossia il 3,3 per cento della popolazione residente permanente. Se dal 2005 la quota è stabile, in cifre assolute il numero di beneficiari è però aumentato. Chi sono le persone che hanno bisogno dell'aiuto sociale e per quali motivi? Un terzo sono bambini e giovani provenienti da famiglie povere. Quasi un quarto delle famiglie che ricorrono all'aiuto sociale sono monoparentali. Spesso sono madri che assumono la maggior parte dei compiti di accudimento non retribuiti e che devono ricorrere all'aiuto sociale perché non percepiscono alimenti, o non in misura sufficiente, e non dispongono di soluzioni per la custodia. La crisi del coronavirus ha reso la situazione ancora più precaria per molte persone e numerose sono quelle che per la prima volta nella vita hanno bisogno del sostegno dello Stato per sopravvivere.

Quasi la metà dei beneficiari ha una formazione che non va al di là dell'obbligo scolastico generale. Una formazione insufficiente può portare direttamente alla povertà. Un quarto dei beneficiari dell'aiuto sociale ha un impiego che non permette loro di coprire il fabbisogno vitale.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento particolarmente marcato fra gli ultracinquantenni. Rispetto alle persone di altre fasce d'età, quelle tra i 50 e i 64 anni dispongono generalmente di una formazione migliore. Il 57 per cento ha concluso una formazione professionale o possiede un diploma universitario. Che anche loro facciano sempre più fatica a ritrovare un posto di lavoro è un dato che preoccupa non poco. Le aziende non adempiono in misura sufficiente l'importante compito sociale di provvedere regolarmente alla formazione continua dei dipendenti per permettere loro di restare al passo con gli ultimi sviluppi.

La Svizzera ha quindi un serio problema di povertà strutturale. Il disimpegno della Confederazione è in contrasto anche con l'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta dalla Svizzera nel 2015, che chiede di fare della lotta alla povertà il primo dei suoi 17 obiettivi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Le assicurazioni sociali federali e le prestazioni cantonali in funzione del bisogno, che hanno un effetto diretto sul reddito delle economie domestiche, costituiscono la base per la lotta alla povertà. L'Ufficio federale di statistica pubblica online un inventario delle prestazioni sociali cantonali in funzione del bisogno che rientrano nell'aiuto sociale in senso lato (www.bfs.admin.ch > Trovare statistiche > Sicurezza sociale > Aiuto sociale > Inventario dell'aiuto sociale in senso lato).

Inoltre, molti settori politici contribuiscono alla prevenzione della povertà. Nel rapporto del 2018 concernente i risultati del Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014-2018 (www.ufas.admin.ch > Pubblicazioni & Servizi > Rapporti del Consiglio federale / 2018, d/f), il Consiglio federale presenta una panoramica delle attività di Confederazione, Cantoni, Comuni e organizzazioni della società civile nei settori chiave della formazione dalla prima infanzia all'età adulta, dell'integrazione sociale e professionale e delle condizioni di vita, incluso l'aspetto dell'alloggio.

Nel novembre del 2018, Confederazione, Cantoni, Città e Comuni hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si impegnano reciprocamente ad attuare le raccomandazioni del Programma 2014-2018. La prosecuzione delle misure di prevenzione della Confederazione soddisfa anche quanto richiesto dal postulato della CSEC-S 19.3954 "Mantenimento del ruolo strategico della Confederazione in materia di prevenzione della povertà". La Confederazione e i suoi partner portano così avanti il loro impegno nella Piattaforma nazionale contro la povertà 2019-2024, concentrandosi su determinati temi prioritari, ossia le opportunità educative per i bambini, i giovani e gli adulti socialmente svantaggiati, la partecipazione e l'integrazione sociale e professionale, nonché le condizioni di vita delle famiglie svantaggiate. Le attività e i risultati sono pubblicati progressivamente sul sito www.contro-la-poverta.ch. L'attività della Piattaforma si concluderà nel 2024 con un rapporto sui risultati ottenuti durante il periodo in questione.

In adempimento della mozione della CSEC-S 19.3953 "Povertà in Svizzera. Monitoraggio regolare della situazione" verrà istituito anche un sistema di monitoraggio della povertà. Sull'arco di cinque anni, fornirà periodicamente informazioni sull'evoluzione della povertà e analizzerà gli effetti di diverse misure, in funzione dei temi scelti.

Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario redigere un ulteriore rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.