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20.3750 · Postulato · 2020-06-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità di proporre un disegno di atto legislativo dell'Assemblea federale o di prendere dei provvedimenti, nonché di presentare un rapporto in merito alla conservazione e alla promozione della biodiversità nei boschi, in accompagnamento alle misure di adattamento al riscaldamento climatico.

Begründung

L'impatto del riscaldamento climatico sui boschi è già visibile e nei prossimi decenni i suoi effetti continueranno a esseri importanti. Le previsioni sulle siccità estreme sono pessimistiche e prevedono un aumento delle temperature da 3 a 6,5 gradi entro la fine del secolo nonché un incremento degli eventi di canicola estiva. In questo contesto, è pertanto necessario accompagnare lo sviluppo del bosco e garantire al meglio la sua capacità di far fronte a questi cambiamenti sostanziali. La silvicoltura deve quindi dare la priorità alla resilienza del bosco e non al suo rendimento. Il bosco è prima di tutto un ecosistema la cui capacità di far fronte a eventi estremi è garantita proprio dalla grande diversità - strutturale, genetica e specifica - degli elementi che lo compongono.

Nella sua forma attuale, il bosco è il frutto di un'evoluzione parallela degli alberi e delle specie che in un modo o nell'altro ne dipendono. Molti organismi sono legati a un tipo di alberi ben preciso e non saranno in grado di adattarsi a eventuali specie esotiche che si potrebbe immaginare di introdurre nell'ottica di un adattamento al riscaldamento climatico.

La biodiversità di un bosco maturo è nettamente più ricca rispetto a quella di un bosco giovane. Gli alberi vecchi offrono in effetti numerosi microhabitat favorevoli alla fauna (cavità, rami in stato di deperimento o morti, buchi nei tronchi scavati da picchi ecc.). Il legno morto è di per sé un habitat molto importante per la biodiversità forestale. Secondo Lachat et al. (2019) il legno morto è fondamentale per 1700 specie di coleotteri e 2700 specie di funghi. Inoltre, le specie che abitano il legno morto variano a seconda del suo diametro. Per Müller & Bütler (2010) per ogni ettaro di bosco utilizzato a fini economici occorre preservare tra i 20 m3 e i 50 m3 di legno morto.

Uno studio tedesco (Thom et al. 2017) mostra l'impatto negativo che il taglio preventivo destinato a limitare le perdite economiche ha sulla biodiversità, soprattutto sugli insetti e sui funghi che dipendono dal legno morto.

Nella sua risposta all'interpellanza 19.4222 Flückiger-Bäni il Consiglio federale aveva indicato che per prevenire la diffusione del bostrico occorre intervenire "tempestivamente e nella misura necessaria". In risposta all'interpellanza 19.4546 von Siebenthal ha inoltre affermato che "la biodiversità in Svizzera è sotto pressione e occorre intervenire per proteggerla. Il grande potenziale offerto dalle superfici forestali non gestite in quanto elementi preziosi dell'infrastruttura ecologica svizzera e future riserve forestali è ancora oggi inutilizzato e va sfruttato".

Più concretamente, in uno studio realizzato nel 2015 dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) intitolato "Biodiversité en forêt: objectifs et mesures" (disponibile in francese e tedesco), il Consiglio federale concretizza degli obiettivi operativi destinati a colmare i deficit strutturali e operativi riscontrati a livello di boschi svizzeri. La carenza di alberi vecchi e legno morto è considerata uno dei deficit ecologici più importanti del bosco svizzero (pag. 60). Per ripristinare un equilibrio coerente, la priorità à data al completamento dei serbatoi di biodiversità della fauna saproxilica presente nelle riserve forestali naturali attraverso misure tese a promuovere l'interconnessione del popolamento boschivo svizzero e a rilanciare così una dinamica positiva di queste specie. A tale scopo, vengono definiti dei valori auspicati per le cinque principali regioni della Svizzera. Questi valori dovrebbero essere raggiunti al più tardi nel 2020 (pag.65).

L'ultimo Inventario Forestale Nazionale (IFN4) pubblicato il 10 giugno scorso indica che lo stato di salute del bosco è buono. I risultati si riferiscono tuttavia al periodo 2009-2017 e non riflettono l'accelerazione della pressione climatica (siccità, tempeste) cui è attualmente soggetto questo ecosistema.

Rispetto al periodo 2004-2006, la tendenza è quella di gestire i boschi in modo più naturale.

La scheda informativa n. 5 relativa all'IFN4 "Biodiversità e prestazioni forestali" fa riferimento alla questione del legno morto, precisando che "ad esempio, soprattutto nel Giura e ampie zone dell'Altopiano, è necessario promuovere una maggiore quota di legno vecchio e legno morto".

La stessa scheda indica che alcune specie arbustive introdotte tendono a diffondersi rapidamente (la buddleia, il lauroceraso, la palma di Fortune), mentre determinate specie locali in grado di sopportare il riscaldamento climatico (quercia, tasso, frassino) sono in declino. Vi si legge anche che gli obiettivi della Politica forestale 2020 nell'ambito delle prestazioni del bosco sono considerati "in gran parte non raggiunti", in particolare data l'esistenza di grandi differenze regionali. Inoltre, pur essendo aumentata rispetto al periodo 2004-2006, la superficie destinata alle riserve forestali è sempre al di sotto dell'obiettivo del 10 per cento.

Il presente postulato chiede che venga presentato un complemento d'informazione per il periodo 2017-2020 per quanto riguarda l'attuazione degli obiettivi della Politica forestale 2020 in materia di biodiversità, in particolar modo riguardo alla quota di legno morto e di vecchi alberi, nonché in materia di popolamenti di specie indigene in grado di sopportare il riscaldamento climatico.

Un rapporto intermedio sull'attuazione delle misure strategiche permetterà di verificare l'adeguatezza delle misure adottate alla rapida evoluzione legata al riscaldamento climatico. Lo studio dell'UFAM del 2015 indica infatti che il problema maggiore è dato dal fatto che oggi i cambiamenti climatici sono quasi dieci volte più rapidi rispetto ai periodi caldi del Pleistocene, il che compromette la sopravvivenza di molte specie. Ritiene quindi che in questo contesto occorra adoperarsi maggiormente a favore di misure che favoriscano la migrazione delle specie costrette ad abbandonare il proprio habitat e in primo luogo l'interconnessione degli spazi vitali e la conservazione della diversità strutturale (pag. 14). Un rapporto intermedio sull'attuazione delle misure strategiche permetterà di verificare l'adeguatezza di queste misure alla rapida evoluzione legata al riscaldamento climatico.

Ciò implica anche che la reintroduzione di determinate specie di alberi deve tenere conto delle nuove condizioni climatiche suscettibili di evolvere molto rapidamente. Gli scambi di pratiche tra Cantoni e Confederazione vanno ampiamente favoriti al fine di allestire una banca dati comune volta a permettere un'attuazione più rapida delle esperienze positive dal punto di vista dei molteplici ruoli del bosco.

Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a riferire sulla situazione attuale (2020) per quanto riguarda le pratiche e i loro effetti nonché a valutare il modo migliore per ottimizzare la conservazione della diversità strutturale, specifica e genetica del bosco. È chiamato anche a proporre delle misure di gestione, affinché l'adattamento del bosco al riscaldamento climatico possa avvenire nel rispetto degli obiettivi della Confederazione in materia di biodiversità forestale (studio UFAM 2015). In particolare, occorre fare in modo che le quantità di alberi senescenti e di legno morto indicate nello studio realizzato nel 2015 dall'UFAM vengano effettivamente lasciate nel bosco. È infine chiesto al Consiglio federale di esaminare il miglior modo per rinunciare alle specie esotiche e favorire i popolamenti indigeni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La Confederazione ha riconosciuto la grande sfida che i cambiamenti climatici rappresentano per il bosco svizzero. Il programma di ricerca pluriennale "Bosco e cambiamenti climatici" (2009-2018) dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha permesso di acquisire conoscenze significative sul bosco e sulla sua capacità di adattamento a diversi scenari climatici. La conservazione e la promozione della diversità è un elemento centrale per l'adattamento e la garanzia o il rafforzamento della resilienza del bosco. La Politica forestale 2020 tiene conto di questo importante aspetto, integrando le conoscenze nel piano di misure della politica forestale per il periodo successivo al 2020. All'aggiornamento delle misure nei settori del cambiamento climatico richiesto dal presente postulato è già stato dato seguito con l'allestimento del rapporto "Standortkundliche Grundlagen für die Waldbewirtschaftung im Klimawandel" (WSL 2018). I risultati attuali dell'Inventario Forestale Nazionale (IFN4) mostrano che l'orientamento della gestione forestale secondo i principi della selvicoltura naturalistica, in particolare con la rinnovazione naturale, è efficace. Infine, con la mozione Engler (Hêche) (19.4177), il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di presentare insieme ai Cantoni, in linea con il compito comune, una strategia integrale per l'adattamento del bosco ai cambiamenti climatici. La strategia deve definire gli strumenti e le risorse finanziarie necessari per consentire al bosco di adempiere le sue varie funzioni e di poter essere gestito in modo sostenibile. Ciò comprende anche la garanzia della biodiversità nel bosco.

Questa mozione, approvata dal Parlamento, persegue un approccio integrale che viene accolto favorevolmente anche dal Consiglio federale. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza della biodiversità del bosco e della necessità di agire. Per questo motivo, nell'ambito del piano d'azione della Strategia Biodiversità Svizzera (PA SBS) sono stati stanziati fondi supplementari pari a 10 milioni di franchi all'anno per il periodo 2017-2023 a favore della biodiversità del bosco. La pubblicazione sulla promozione della biodiversità nel bosco svizzero (UFAM 2015) è ancora attuale e i suoi contenuti vengono realizzati insieme ai Cantoni nell'ambito degli accordi programmatici nel settore forestale. I primi successi sono già visibili e in linea di massima la biodiversità forestale mostra un'evoluzione positiva. I deficit menzionati nel presente postulato, come il legno vecchio o morto nelle regioni del Giura e dell'Altopiano o gli alberi biotopo, vengono affrontati. Altre priorità degli accordi programmatici per l'attuale periodo 2020-2024 sono la diversità strutturale del bosco e la delimitazione di riserve genetiche per garantire la diversità genetica di specie arboree autoctone importanti e rare.

Il raggiungimento degli obiettivi delle prestazioni concordate che i Cantoni devono fornire durante il periodo programmatico viene verificato periodicamente e si definiscono le priorità per il nuovo periodo di attuazione. I risultati dell'IFN e della ricerca contribuiscono ad aggiornare l'orientamento a medio termine. Nell'ambito della valutazione d'impatto 2022 del piano d'azione Strategia Biodiversità Svizzera sarà inoltre esaminato l'effetto delle misure immediate sulla biodiversità forestale. Su questa base, il Consiglio federale deciderà l'ulteriore attuazione e, se necessario, adeguerà gli obiettivi e le misure.

Considerate le attività in corso e le valutazioni previste, il Consiglio federale ritiene che i lavori richiesti nel presente postulato siano già adempiuti.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.