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Per un nuovo slancio nell'effettiva attuazione dei diritti politici per via elettronica

20.3908 · Mozione · 2020-06-19

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare, in collaborazione con i Cantoni, quali siano gli strumenti istituzionali da sviluppare, le collaborazioni scientifiche con le università svizzere e le indiscusse conoscenze tecnologiche acquisite e detenute dai Cantoni, che possono essere ripresi per sviluppare uno o più strumenti digitali affidabili per l'esercizio dei diritti politici.

Begründung

La pandemia da coronavirus ha visto uno straordinario sviluppo di strumenti digitali che hanno permesso a gran parte della società di continuare a svolgere le proprie attività nonostante le restrizioni sanitarie. In questo modo il telelavoro ha avuto un'enorme diffusione, le riunioni si sono svolte in videoconferenza e i documenti ufficiali sono stati trasmessa per via elettronica ecc.Inoltre negli ultimi anni grazie a Internet è cambiato l'interesse dei cittadini nei confronti della politica. La ricerca di informazioni diventa più semplice, la cultura politica si sviluppa e il cittadino partecipa maggiormente alla vita politica. La diffusione delle opinioni accelera grazie ai media sociali e le ultime elezioni hanno mostrato quanto queste piattaforme siano impiegate da partiti e politici. Le tecnologie per l'informazione sono diventate onnipresenti durante le campagne politiche.Non da ultimo nel 2015 una comunità online ha avuto un enorme successo sviluppando un sistema che permetteva di raccogliere le firme su Internet per iniziative e referendum.Se, da un lato, i cittadini e i partiti sono molto attivi, l'amministrazione è in una situazione di stallo sulla questione dell'esercizio dei diritti politici online. In questo contesto ricordo che il Cantone di Ginevra ha sviluppato un sistema di voto elettronico che per oltre quindici anni è stato impiegato con successo per votazioni ed elezioni. Il Cantone ha tuttavia posto un termine agli ulteriori sviluppi necessari alla doppia verifica per mancanza di finanziamenti da parte degli altri Cantoni.La Posta e, precedentemente, il Cantone di Zurigo hanno stretto una collaborazione con imprese private. Le contingenze imprenditoriali di queste ultime hanno obbligato i Cantoni ad affrontare spese esorbitanti, il che li ha portati a rinunciare al sistema. In seguito le lacune tecnologiche del sistema privato hanno posto un termine al suo impiego. Nonostante la Posta abbia riacquistato (ad un prezzo troppo elevato) il sistema privato che utilizzava, è ben lontana da poterlo impiegare nuovamente.Nel frattempo gli svizzeri residenti all'estero vedono i propri diritti politici violati. Assistono impotenti alla regressione delle modalità di esercizio dei diritti politici tramite voto elettronico con l'abbandono di differenti sistemi per ragioni finanziarie cantonali o all'esclusione per problemi tecnici e di sicurezza di voto.A ragione si sollevano voci affinché i sistemi legati ai diritti politici siano sottoposti a un controllo estremamente minuzioso e che sia garantita la massima protezione dei dati. Tuttavia, gran parte di queste voci si rassicurerebbero se questi sistemi digitali non fossero nelle mani dei privati, ma piuttosto di un'istituzione pubblica o para-pubblica. Alcuni Cantoni hanno addirittura adottato risoluzioni che esigono tale passaggio. Considerando che lo sviluppo della società comporta un impiego diffuso dei sistemi elettronici, che la recente crisi sanitaria ha posto un ulteriore accento la necessità di trovare soluzioni per mantenere operativi i diritti politici, che questi diritti possono essere esercitati anche tramite il digitale, ma che allo stato attuale i privati hanno fallito nello sviluppo e nella gestione di questi sistemi creando così una forte resistenza da parte dei cittadini, è necessario dare un nuovo slancio al voto elettronico ed esaminare da una nuova prospettiva la questione. L'opzione da considerare è quella di istituire un ente pubblico incaricato di sviluppare il voto elettronico in collaborazione con le università svizzere e che possa assicurare la gestione di strumenti digitali trasparenti e affidabili per esercitare i diritti politici. La Confederazione manterrebbe in ogni caso il proprio ruolo di regolatore.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale tratta regolarmente e approfonditamente le questioni legate alla digitalizzazione dei diritti politici. Nel suo rapporto "Tecnologia civica e semplificazione della procedura di consultazione: sviluppi e misure" (rapporto del Consiglio federale dell'8 maggio 2020 in adempimento dei postulati Hausammann 17.3149 e Müller Damian 17.4017) mostra come la digitalizzazione può rafforzare il sistema politico svizzero e promuovere la partecipazione dei cittadini al processo di formazione dell'opinione politica. Sulla base di quanto emerso dal rapporto, il Consiglio federale ha deciso di adottare le seguenti misure:1. sviluppare un modello di dati generale e tecnologicamente neutro per gli oggetti politici e documenti ad essi connessi;2. valutare la digitalizzazione della procedura di consultazione e le misure concrete atte a semplificare la procedura di consultazione;3. valutare la possibilità di creare una piattaforma di pubblicazione delle petizioni.Il Consiglio federale ha incaricato la Cancelleria federale di attuare tali misure. La Confederazione intende altresì collaborare con comunità scientifica in particolare per quanto concerne lo sviluppo del modello di dati previsto alla misura 1.Il 26 giugno 2019 il Consiglio federale ha incaricato la Cancelleria federale di provvedere a reimpostare la fase sperimentale del voto elettronico in collaborazione con i Cantoni. L'obiettivo è di raggiungere un'operatività stabile con i sistemi di ultima generazione interamente verificabili. La riorganizzazione della fase sperimentale si basa sui seguenti obiettivi:1. sviluppare ulteriormente i sistemi;2. garantire l'efficacia dei controlli e della vigilanza;3. rafforzare la trasparenza e la fiducia;4. rafforzare i collegamenti con la comunità scientifica.La riorganizzazione è intesa a elaborare una nuova base per l'impiego di sistemi di voto elettronico. Al riguardo Confederazione e i Cantoni hanno instaurato un dialogo con esperti dei settori dell'informatica, della crittografia e delle scienze politiche (cfr. il comunicato stampa della Cancelleria federale del 23 giugno 2020). Tale dialogo costituisce, accanto alle considerazioni espresse da Confederazione e Cantoni, un importante fondamento ai fini delle future esigenze relative al sistema di voto elettronico e la sua operatività. In questo contesto vengono ridefiniti i processi, le responsabilità e le esigenze.Il Consiglio federale ritiene che i lavori in corso corrispondano in ampia misura alle attese dell'autore della mozione e pertanto non occorre intervenire ulteriormente.