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20.4039 · Interpellanza · 2020-09-21

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Come valuta il Consiglio federale la frequenza del presunto bracconaggio in Svizzera, in particolare a danno di specie animali protette come la lince o il lupo?

2. Quali sono le misure adottate dal Consiglio federale negli ultimi anni per limitare il bracconaggio, la cui diffusione è evidentemente comprovata?

3. Il Consiglio federale è a conoscenza di casi di bracconaggio presumibilmente tollerato dai servizi cantonali della caccia, in particolare del Canton Vallese? Se sì, da quando ne è a conoscenza?

4. In caso di risposta affermativa alla domanda 3, il Consiglio federale ha esaminato le possibilità di procedere penalmente contro i colpevoli o è a conoscenza del fatto che i servizi competenti hanno vagliato detta possibilità?

5. Quali misure di vigilanza ha adottato o intende adottare il Consiglio federale per garantire l'applicazione del diritto federale nei Cantoni nel caso in cui le accuse si rivelassero fondate?

6. La revisione della legge sulla caccia prevede di trasferire dalla Confederazione ai Cantoni la competenza in materia di regolazione delle specie protette. Come si vuole garantire in futuro che nei servizi cantonali della caccia non vengano più tollerati simili casi di presunto bracconaggio?

7. Diverse notizie diffuse dai media lasciano presumere l'esistenza in seno alle autorità cantonali di una cultura dell'omertà e dell'intimidazione, secondo la quale i misfatti non vengono denunciati e le persone che ne sono a conoscenza vengono intimidite. Che misure intende adottare il Consiglio federale per migliorare la trasparenza e combattere questa cultura del reato e di omissione delle denunce?

Begründung

Nel corso della campagna sulla modifica della legge sulla caccia sono diventati di pubblico dominio abusi apparentemente frequenti compiuti nell'ambito dell'esecuzione della legge sulla caccia in vigore. Secondo diverse notizie diffuse dai mass media, almeno tre guardiacaccia del Canton Vallese avrebbero ucciso illegalmente linci e lupi. Secondo studi del KORA e dell'Università di Berna, la densità di presenza della lince nel Basso Vallese è alquanto esigua, un dato che potrebbe far pensare ad attività di bracconaggio.

Secondo dichiarazioni del Zentrum für Fisch- und Wildtiermedizin dell'Università di Berna, mandate in onda il 24 agosto 2020 nel corso della trasmissione "Mise au Point" della RTS, il 22 per cento delle linci adulte trovate morte o indebolite in Svizzera tra il 2000 e il 2005 era stato colpito da pallini, una costatazione che potrebbe lasciar supporre attività di bracconaggio. Secondo gli autori dello studio, il numero reale potrebbe essere più elevato. In autunno, durante il periodo della caccia, il ritrovamento di giovani linci orfane sembra essere stato particolarmente frequente ed è possibile che i loro genitori siano stati vittime di bracconaggio.

Stellungnahme des Bundesrates

1) La Confederazione non rileva dati per controllare il rispetto della legislazione in materia di protezione della fauna selvatica. È un compito che spetta ai Cantoni. Indicazioni sulla frequenza e sullo sviluppo del bracconaggio possono essere ottenute esaminando gli animali ritrovati morti e monitorando l'evoluzione delle popolazioni. Dal 1973, i Cantoni hanno notificato all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) il ritrovamento di 426 linci morte. Per 54 (pari al 12,7 %) di esse è stato possibile provare l'abbattimento da parte di bracconieri. Negli ultimi 25 anni, ovvero dal ritorno del lupo in Svizzera, i Cantoni hanno notificato all'UFAM il ritrovamento di 43 lupi morti. Per 7 di essi è stato possibile confermare l'abbattimento da parte di bracconieri.

Da 2) a 5) Le carcasse di linci e lupi morti sono esaminate dal Centro veterinario di Studi ittici e della fauna selvatica dell'Università di Berna (Zentrum für Fisch- und Wildtiermedizin, FIWI) e i risultati sono inviati direttamente alle autorità esecutive dei Cantoni e all'UFAM. Se necessario, le autorità cantonali aprono un procedimento penale, per lo più contro ignoti. In caso di condanna, con sentenza passata in giudicato, per violazione del diritto federale in materia di caccia e di protezione della fauna selvatica viene informato l'UFAM. Il Consiglio federale non è a conoscenza dell'esistenza di diffuse attività di bracconaggio tollerate dalle autorità cantonali. La momentanea esigua densità di popolazione di linci non costituisce da sola una prova del bracconaggio. Uno studio pubblicato recentemente dall'Università di Berna giunge tuttavia alla conclusione, corroborata dal ritrovamento di cappi, che l'esigua densità di popolazione di linci nel Canton Vallese sia in primo luogo da ricondurre alle attività di bracconaggio. Il Consiglio federale accoglie con favore l'inchiesta avviata dalle autorità vallesane in seguito a dichiarazioni rilasciate in merito a casi di bracconaggio penalmente rilevanti.

6) La revisione della legge sulla caccia è stata respinta in votazione popolare il 27 settembre 2020.

7) Le informazioni sulle attività di bracconaggio di cui l'Amministrazione federale viene a conoscenza sono immediatamente inoltrate alle autorità esecutive cantonali per ulteriori accertamenti. Se le segnalazioni di bracconaggio si moltiplicano o se in una regione si riscontra in autunno un aumento del numero di giovani linci rimaste orfane durante la stagione venatoria, l'UFAM inserisce la questione all'ordine del giorno delle riunioni annuali delle commissioni intercantonali per la gestione dei grandi predatori. La direzione dell'UFAM incontra ogni anno i Consiglieri di Stato dei Cantoni. Se necessario, durante questi incontri si discute anche delle accuse di bracconaggio.

Risposta del Consiglio federale.