20.413 · Iniziativa parlamentare · 2020-05-04
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Occorre introdurre nella Costituzione federale due nuove disposizioni: l'articolo 62a e l'articolo 66 capoverso 3.
Nuovo articolo 62a:
Custodia di bambini complementare alla famiglia e parascolastica
1 La custodia di bambini complementare alla famiglia e parascolastica compete ai Cantoni.
2 I Cantoni garantiscono un'offerta adeguata e di qualità elevata, che assicuri il benessere dei bambini, sia consona alla loro età e sia aperta a tutti. La custodia è offerta per il periodo che va dalla fine del congedo di maternità legale sino alla fine dell'obbligo scolastico. Sottostà alla direzione o vigilanza dello Stato.
Nuovo articolo 66 capoverso 3:
3 La Confederazione sussidia i Cantoni per le loro spese nell'ambito della custodia complementare alla famiglia e parascolastica. I sussidi sono destinati a istituzioni pubbliche o di pubblica utilità che impiegano personale qualificato, offrono condizioni di lavoro moderne e applicano una chiave di ripartizione che tiene conto del benessere del bambino.
Begründung
La crisi provocata dal coronavirus ha dimostrato quanto la custodia di bambini complementare alla famiglia sia di importanza sistemica e con quale rapidità l'esistenza delle strutture che la offrono possa essere minacciata. Anche se si lavora da casa, non è sempre possibile occuparsi anche dei bambini. È dunque indispensabile garantire una valida offerta di servizi di custodia.
In futuro, la custodia complementare alla famiglia e parascolastica dovrebbe costituire un servizio pubblico fornito gratuitamente per tutti i bambini dal momento in cui termina il congedo di maternità legale sino alla fine dell'obbligo scolastico. Poiché i genitori, e in particolare le donne, potranno lavorare di più, pagheranno più imposte e queste ripagheranno l'investimento.
Soltanto garantendo un'offerta di servizi di custodia sufficiente e di buona qualità sarà possibile migliorare notevolmente la conciliabilità tra famiglia e lavoro, la parità tra uomo e donna e le pari opportunità.
Le offerte educative, di custodia e di sostegno rivolte alla prima infanzia sono di grande importanza. Diversi studi ne hanno dimostrato la validità e l'utilità in termini di investimento nel futuro. Esse promuovono il benessere del bambino in un'età in cui il potenziale delle sue risorse sociali, cognitive ed emotive è particolarmente elevato, a condizione ovviamente che sia adeguatamente sollecitato.
Dell'offerta di servizi di custodia complementare alla famiglia e parascolastica beneficerebbero in particolare i bambini di famiglie disagiate. Di recente, lo studio "Selettività sociale" del Consiglio svizzero della scienza (CSS) ha illustrato come il sistema educativo svizzero discrimini questi bambini e trascuri il "capitale umano" che rappresentano. Il CSS ritiene sia necessario intervenire in primis nel campo delle offerte educative e di custodia della prima infanzia.
L'offerta di servizi di custodia complementare alla famiglia e parascolastica permetterebbe ai genitori - e in particolare alle donne - di aumentare il proprio tasso di occupazione. In questo modo sarebbe possibile mitigare la carenza di personale qualificato e contribuire a migliorare la previdenza per la vecchiaia, a ridurre la dipendenza dall'assistenza sociale e a combattere la povertà.
Gli incentivi finanziari della Confederazione hanno consentito di ampliare l'offerta di servizi di custodia per un totale di 60 000 nuovi posti, ma ciononostante il fabbisogno è lungi dall'essere soddisfatto. Le risorse finanziarie di molte strutture sono al limite; gli stipendi sono bassi e spesso insufficienti; troppi sono gli impiegati privi di formazione; il personale è oberato e il rapporto bambini accuditi/personale (chiave di ripartizione) è inadeguato. A farne le spese è proprio il sostegno alla prima infanzia. Per le famiglie le tariffe sono troppo elevate, eppure insufficienti a coprire i costi dell'offerta. Senza finanziamenti sostanziali da parte dello Stato, è impossibile garantire asili e doposcuola di buona qualità oltre che condizioni di lavoro adeguate.
In analogia a quanto previsto per il settore della scuola, Confederazione, Cantoni e Comuni dovrebbero essere corresponsabili del finanziamento e suddividersi i costi. Ogni anno, la Confederazione dovrebbe investire circa l'1 % del PIL, ovvero, allo stato attuale, circa 6,9 miliardi di franchi. Si tratta di un importo in linea con le direttive dell'OCSE, che raccomanda ai suoi Stati membri di investire almeno tale importo nel sostegno alla prima infanzia. Altrettanto andrebbe speso anche per la custodia parascolastica. In Svizzera, la spesa pubblica per il settore prescolastico ammonta allo 0,2 %, un importo di gran lunga inferiore a quanto spendono i Paesi scandinavi (più dell'1%). Per un Paese ricco come la Svizzera, la cui risorsa principale sono persone con un buon livello di formazione, questo investimento è assolutamente necessario per il bene dei bambini, ma anche dell'economia e della pace sociale.