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FMI. Domanda di credito della Bolivia che viola le regole democratiche approvata dalla delegazione svizzera. Chiarire i fatti, garantire la trasparenza e rispettare le direttive interne della Svizzera

20.4174 · Interpellanza · 2020-09-24

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il 17 aprile 2020 il consiglio di amministrazione del FMI ha approvato una domanda di credito di 327 milioni di dollari presentata dal Governo transitorio della Bolivia, non democraticamente eletto. La presidente del Parlamento boliviano Eva Copa ha ricordato al Governo del suo Paese e al FMI che tutto questo è avvenuto senza la necessaria approvazione parlamentare. Questo credito è uno strumento di finanziamento rapido che deve essere utilizzato nella lotta contro la pandemia da coronavirus. Nel suo sito ufficiale, il 30 aprile 2020 la banca centrale boliviana ha registrato il credito come prestito. Tuttavia, quest'ultimo non figura nei rapporti mensili ufficiali pubblicati dopo tale data. Né il Parlamento né i cittadini del Paese andino sanno se le misure per contrastare la pandemia siano state effettivamente finanziate con il prestito in questione e quali siano. L'8 settembre 2020, la presidente del Parlamento ha appreso che il Governo transitorio presieduto da Jeanine Añez ha pagato 1,6 milioni di dollari di interessi sul prestito. Questo è illegale ai sensi dell'articolo 322 della costituzione boliviana. Infatti, in Bolivia un prestito internazionale non può essere chiesto senza l'accordo del Legislativo, poiché il pagamento degli interessi sul prestito è anticostituzionale. Oltretutto il Legislativo non può adempiere all'obbligo di diligenza riguardo all'utilizzo del credito, dal momento che il Governo della Bolivia non ha fornito alcuna informazione su dove si trovino i fondi, su chi li gestisca e a quale scopo vengano utilizzati.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Perché in seno al FMI la Svizzera ha appoggiato la concessione di questo credito, giuridicamente e politicamente alquanto discutibile, che presenta un rischio di corruzione palese ed elevato, data l'assenza di un controllo democratico e considerando che le condizioni per la sua concessione si allontanano molto dai principi della politica svizzera in seno al FMI, peraltro vincolanti nelle questioni importanti per la rappresentanza svizzera nel FMI?

2. Perché la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) non è trasparente e si rifiuta di fornire informazioni ai cittadini svizzeri che sono preoccupati per la situazione in Bolivia e che vogliono sapere a quali condizioni sarà utilizzato il prestito?

3. Il Consiglio federale intende impegnarsi per avviare a breve una verifica al fine di analizzare la conformità ai principi democratici della domanda di prestito, le modalità di gestione, l'utilizzo effettivo dei fondi e per adottare le necessarie misure correttive in caso di sospetti fondati di corruzione?

4. Il Consiglio federale intende informare subito i cittadini, il Governo e il Parlamento boliviani sui risultati della sua verifica e contribuire in tal modo a far sì che il Governo della Bolivia adempia ai propri obblighi di responsabilità e trasparenza nei confronti del creditore, della propria costituzione e del proprio Parlamento e, se necessario, a correggerli successivamente?

5. In futuro, in che modo il Consiglio federale intende garantire che i principi della politica svizzera in seno al FMI siano rispettati in tutti i dossier ed evitare così di approvare domande e concessioni di prestiti non conformi alle norme costituzionali, senza un controllo interno e con un rischio molto elevato di corruzione?

Stellungnahme des Bundesrates

Ad domanda 1: nella primavera del 2020 il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha reagito rapidamente ed efficacemente allo scoppio della pandemia di coronavirus. Fino a metà ottobre 2020 il FMI aveva concesso prestiti d'emergenza a oltre 70 Paesi per un importo di circa 30 miliardi di dollari statunitensi. Il FMI ha stabilito condizioni uniformi per l'accesso ai prestiti di emergenza. In particolare, occorre dimostrare che esiste un'urgente necessità nella bilancia dei pagamenti e uno scopo di utilizzo specifico. I prestiti di emergenza richiedono chiari impegni di trasparenza nell'utilizzo dei fondi, ma per il resto la loro condizionalità è molto limitata. In seno al Consiglio di amministrazione del FMI, la Svizzera si è impegnata affinché il FMI esiga dai Paesi debitori una piena collaborazione e una più dettagliata rendicontazione riguardo all'utilizzo dei fondi. Il nostro Paese ritiene che le carenze di governance e la corruzione possano essere affrontate in modo più efficace nell'ambito di programmi regolari e pluriennali del FMI e che i prestiti d'emergenza dovrebbero quindi essere sostituiti da tali programmi regolari se la necessità persiste.

A favore della Bolivia, il 17 aprile 2020 il Consiglio di amministrazione dell'FMI ha approvato un prestito d'emergenza per coprire l'acuto fabbisogno di finanziamento nella gestione della crisi causata dal COVID-19. L'accordo è stato convenuto con il governo provvisorio della Bolivia dopo il consueto e attento esame delle condizioni giuridiche da parte del FMI. In esso le autorità forniscono garanzie ("safeguard") in merito alla trasparenza delle uscite in materia di sanità e alla loro verifica da parte di organi indipendenti. La richiesta della Bolivia, compresa la lettera di intenti con le garanzie menzionate, è disponibile pubblicamente sul sito web del FMI. Sul sito si evidenzia inoltre che, sebbene i fondi siano stati trasferiti, il Parlamento non ha approvato il prestito. Pertanto i fondi sono bloccati presso la Banca centrale fino a nuovo avviso.

Ad domande 2-4: in base all'accordo sul prestito, le autorità boliviane si impegnano a fornire al FMI informazioni sull'utilizzo dei fondi. In termini di divulgazione, il FMI stabilisce standard elevati e uniformi in materia di governance e di lotta alla corruzione. Il FMI deve riferire regolarmente al Consiglio esecutivo sull'attuazione di questa politica. Il Consiglio federale non ritiene che sia suo compito avviare un ulteriore controllo sull'utilizzo dei fondi del FMI nel quadro di una verifica bilaterale. Indipendentemente dal caso della Bolivia, la Svizzera sosterrà la necessità di una verifica speciale in seno al FMI sull'utilizzo e sull'impatto dei prestiti d'emergenza COVID-19 da parte dell'Ufficio di Valutazione Indipendente (Independent Evaluation Office, IEO) del FMI.

Ad domanda 5: con il suo impegno coerente e credibile in seno agli organi direttivi del FMI, la Svizzera contribuisce affinché il sistema finanziario e monetario a livello globale sia stabile ed efficiente. La concessione di prestiti d'emergenza da parte del FMI nell'ambito della crisi straordinaria causata dal COVID-19 è in linea con i principi formulati nel 1999 e aggiornati nel 2017.

Risposta del Consiglio federale.

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