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Riduzione della doppia imposizione dei veicoli usati. Lotta all'elevato livello dei prezzi in Svizzera

20.4221 · Mozione · 2020-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ridurre da sei a tre mesi il termine di cui all'articolo 17 capoverso 2 dell'ordinanza sul CO2 e di interrompere il relativo monitoraggio. La modifica pone fine alla doppia imposizione dei veicoli usati recenti e porta ad una armonizzazione con la legislazione dell'UE ormai da tempo necessaria. L'obiettivo di tutela dell'ambiente non è influenzato da tale modifica, in quanto la tassa sul CO2, di fatto dovuta nell'UE dal 2018, è già stata riscossa al momento della prima immatricolazione. Dall'eliminazione della doppia imposizione traggono vantaggio i consumatori svizzeri e gli obiettivi climatici non ne risentono.

Begründung

Secondo la legge sul CO2, sono tassati solo i veicoli nuovi. Nell'ordinanza, per contro, diversamente dalla volontà del Parlamento, sono inclusi anche i veicoli usati fino a sei mesi. L'articolo 17 capoverso 2 dell'ordinanza sul CO2, nella sua forma attuale, prevede che per i veicoli la cui ammissione alla circolazione all'estero risale a più di sei mesi prima della dichiarazione doganale non deve essere riscossa in Svizzera nessuna tassa sul CO2. Un sistema di monitoraggio implementato dal 2012 esamina le disparità di trattamento tra importatori paralleli (IP) e importatori generali (IG) e i possibili abusi. A seconda dei casi, questo periodo, che differisce dal periodo di 3 mesi in vigore nell'UE, può essere abbreviato o prolungato.

Il periodo di 6 mesi è obsoleto sotto ogni punto di vista:

  • Distorsione della concorrenza: la doppia imposizione dei veicoli con meno di 6 mesi di vita porta ad una massiccia disparità di trattamento tra IP e IG. Di conseguenza, gli IP hanno perso una quota di mercato pari a circa l'80 per cento. Questo perché il periodo d'imposizione protegge gli IG, controllati dall'estero, dalla concorrenza sulle importazioni.
  • Aumento dei prezzi: la concorrenza nelle importazioni, limitata dal periodo di 6 mesi, fa salire i prezzi a scapito dei consumatori svizzeri.
  • Nessun abuso: l'unico motivo possibile per il periodo di 6 mesi, ovvero una teorica possibilità di abuso, si è rivelato infondato.
  • Raggiungimento della conformità con l'UE: un periodo di 3 mesi permetterebbe di raggiungere l'armonizzazione nel campo del diritto commerciale richiesta dal Parlamento.

Il periodo di 3 mesi (come nell'UE) non mette in pericolo alcun obiettivo di riduzione del CO2, in quanto la tassa sul CO2 è già stata pagata nell'UE. Anche nel dibattito sulla legge sul CO2, il Consiglio federale ha dichiarato di voler adottare i requisiti UE. Per ridurre le distorsioni della concorrenza, adeguarsi alle direttive UE ed evitare la doppia imposizione, il periodo deve essere armonizzato a 3 mesi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo l'articolo 17 capoverso 2 dell'ordinanza del 30 novembre 2012 sul CO2 (RS 641.711), sono esclusi dal pagamento della tassa sul CO2 i veicoli la cui ammissione alla circolazione all'estero risale a più di sei mesi prima della dichiarazione doganale in Svizzera. Questo periodo più lungo rispetto a quello previsto nell'UE impedisce l'elusione delle norme sulle emissioni di CO2 e tiene conto delle condizioni del mercato automobilistico svizzero basato sulle importazioni e caratterizzato da un elevato potere d'acquisto.

Contrariamente a quanto sostenuto dall'autore della mozione, finora non è stata osservata alcuna doppia imposizione fiscale. Nell'UE solo pochi produttori del segmento delle vetture di lusso sono stati finora soggetti a sanzioni, poiché le emissioni medie di CO2 delle autovetture nuove sono notevolmente inferiori a quelle dei veicoli nuovi immatricolati in Svizzera.

Una riduzione della durata del periodo minerebbe l'efficacia delle disposizioni sulle emissioni di CO2 e penalizzerebbe la maggior parte degli importatori che importano veicoli soggetti a questa regola. Il monitoraggio delle disposizioni sulle emissioni di CO2 da parte dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha dimostrato che nell'anno in corso (2020) la percentuale di veicoli nuovi ad elevate emissioni per i quali è stata rilevata l'attesa della scadenza del termine di sei mesi è aumentata notevolmente. Il Consiglio federale continua a osservare attentamente la situazione e, se necessario, adotterà ulteriori misure per evitare l'elusione delle disposizioni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.