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Imprese parastatali. Per un'equa rappresentanza delle quattro lingue nazionali in seno alla direzione e ai quadri superiori

20.4384 · Postulato · 2020-12-02

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto quantitativo sulla rappresentanza delle quattro comunità linguistiche svizzere nella direzione e nei quadri superiori di Swisscom, delle FFS e della Posta. Verrà quindi messo in evidenza il fatto che le tre minoranze linguistiche (francofona, italofona e romancia) sono sottorappresentate in questi organi. A seguito di questo rapporto, il Consiglio federale dovrà definire delle direttive per correggere questa sottorappresentanza. In quanto imprese parastatali e garanti del servizio pubblico, Swisscom, le FFS e la Posta sono tenute a rispettare, in seno alla direzione e ai quadri superiori, le aliquote fissate dall'articolo 7 capoverso 1 dell'ordinanza sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (ordinanza sulle lingue, OLing). Queste aziende dovrebbero poi, nell'ambito della promozione della diversità linguistica, incoraggiare, attraverso misure concrete, l'assunzione, negli organi sopra citati, di personale proveniente dalle minoranze linguistiche.

Begründung

Attualmente, sebbene Swisscom, le FFS e la Posta Svizzera promuovano la diversità e l'inclusione come fattore di successo, la realtà dimostra che le minoranze di lingua francese, italiana e romancia sono sottorappresentate in seno agli organi direttivi. Nel caso di Swisscom, oltre al fatto che la direzione è composta esclusivamente da persone di madrelingua tedesca, le cifre mostrano un notevole aumento del numero di collaboratori provenienti dalla Germania fra i quadri superiori. Degli 86 quadri superiori di Swisscom, più di 10 provengono dalla Germania, un numero che oltrepassa quello dei quadri superiori francofoni. Sebbene Swisscom sia quotata in borsa, la maggioranza delle azioni è detenuta dalla Confederazione. Presso le FFS e la Posta, di proprietà della Confederazione al 100%, la direzione, a parte il direttore, è composta esclusivamente da persone di madrelingua tedesca. La difesa e la promozione del plurilinguismo e l'equa rappresentanza delle regioni svizzere sono essenziali negli organi strategici delle imprese che garantiscono il servizio pubblico. La diversità linguistica non dovrebbe essere vista come un impedimento o un ostacolo, ma piuttosto come un'opportunità e un potenziale di sviluppo. Dal punto di vista di un servizio pubblico di qualità e del rispetto delle minoranze, questa diversità deve riflettersi proporzionalmente nelle alte sfere di queste aziende.

L'attuale situazione in seno agli organi direttivi e ai quadri superiori di queste tre imprese riflette invece una discriminazione delle minoranze linguistiche nazionali. Eppure la diversità culturale e il plurilinguismo fanno parte delle radici della Svizzera. Il rispetto di questo plurilinguismo è sinonimo di coesione nazionale e costituisce un esempio a livello internazionale. In questo contesto, il Parlamento ha emanato una legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (legge sulle lingue, LLing) e un'ordinanza che porta lo stesso nome (ordinanza sulle lingue, OLing). In quanto imprese parastatali e garanti del servizio universale nei settori delle telecomunicazioni, dei trasporti pubblici e della posta, Swisscom, le FFS e la Posta hanno il dovere di dare l'esempio e d'incarnare questa diversità linguistica.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale attribuisce molta importanza alla diversità linguistica, anche all'interno delle imprese e degli istituti parastatali. Per questo, il 6 novembre 2013 ha definito valori di riferimento per la rappresentanza delle lingue nazionali in seno agli organi di direzione superiori delle imprese e degli istituti parastatali. (Tedesco: 65,5 %; francese: 22,8 %; italiano: 8,4 %; romancio: 0,6 %) Questi valori sono stati esaminati durante l'anno 2020 e adattati il 25 novembre 2020 dal Consiglio federale come segue: tedesco 62,2 %; francese 22,9 %; italiano 8,0 % e romancio 0,5 %. Queste modifiche sono entrate in vigore il 1° gennaio 2021.

Le imprese e gli istituti parastatali devono intraprendere tutto quanto occorre per raggiungere questi valori prestando particolare attenzione a un'eventuale sottorappresentanza delle lingue latine. Anche i dipartimenti sono tenuti a promuovere il plurilinguismo. Devono giustificare la composizione linguistica e, se necessario, le differenze rispetto ai valori di riferimento nell'ambito del rapporto annuale sul salario dei quadri nonché in occasione delle proposte di nomina negli organi di direzione superiori.

La selezione di candidati qualificati non dipende solamente dal criterio di rappresentanza delle diverse regioni linguistiche, ma anche da altri criteri quali le competenze settoriali, tecniche e sociali. In passato il criterio linguistico in pratica era a volte sottovalutato rispetto agli altri e bastava fornire una giustificazione per spiegarne il mancato rispetto. Ora il Consiglio federale è più severo su questo punto: i criteri applicabili sono presi in considerazione in maniera cumulativa e non sono ponderabili.

Il Consiglio federale fissa i valori di riferimento per gli organi di direzione superiori (consiglio d'amministrazione, consiglio d'istituto), ma non per la direzione delle imprese e degli istituti parastatali. Il consiglio d'amministrazione è incaricato di nominare i membri della direzione. Secondo gli statuti di Swisscom SA, FFS SA e La Posta Svizzera SA si tratta di compiti "intrasmissibili e inalienabili" del consiglio d'amministrazione. Anche a queste tre imprese parastatali sta a cuore la diversità linguistica. Nel mese di ottobre del 2020 la direzione del gruppo FFS, ad esempio, ha accettato che tutti i gruppi direttivi siano plurilingui a partire dal livello dei settori di attività e ha approvato l'introduzione di nuove misure. Nei prossimi anni dovrebbero quindi essere realizzati importanti progressi nella composizione linguistica dei gruppi direttivi e nella cultura aziendale.

Infine, l'articolo 7 capoverso 1 dell'ordinanza sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (RS 441.11) menzionato nel postulato è applicabile solamente alle unità amministrative indicate nell'articolo 1 capoverso 1 lettere a e b dell'ordinanza sul personale federale (RS 172.220.111.3). Le tre imprese menzionate non sono tuttavia unità amministrative dell'Amministrazione federale.

Il Consiglio federale ritiene che i suddetti valori di riferimento permettano di sostenere sufficientemente e coerentemente la rappresentanza delle lingue nazionali negli organi di direzione superiori delle imprese e degli istituti parastatali.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.