20.439 · Iniziativa parlamentare · 2020-06-03
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio nazionale è incaricato di modificare il suo regolamento in modo tale che sia i disegni del Consiglio federale, sia gli interventi personali siano di norma discussi in un "dibattito libero". In casi giustificati è consentito optare per forme di discussione più ridotte come il "dibattito organizzato", il "dibattito breve" e la "procedura scritta".
Begründung
Il Consiglio nazionale non conosce veri dibattiti. È tutto orchestrato a puntino e i deputati hanno poche possibilità di esprimersi. Soltanto la categoria I, riservata praticamente alle iniziative, consente a tutti i deputati di prendere la parola. Tuttavia anche in questa forma di discussione occorre annunciarsi tempestivamente e non è possibile replicare sul momento come in un autentico dibattito. La maggior parte delle discussioni è svolta nella forma della categoria III, che, oltre ai relatori delle commissioni, prevede il diritto di parola soltanto per uno o al massimo due membri del gruppo parlamentare. Gli interventi dei deputati sono perfino discussi secondo la categoria IV, che consente di annunciarsi per prendere la parola al loro autore e al massimo ai relatori della commissione. Non è dunque possibile rendere note tutte le opinioni dei gruppi e men che meno le posizioni dei singoli. Avere la possibilità di porre una domanda non è sufficiente. Come fa la popolazione a conoscere le posizioni dei deputati che ha eletto?
Il Consiglio degli Stati è una Camera più piccola in cui è spesso possibile discutere liberamente. Anche in molti Legislativi a livello cantonale e comunale la libera discussione è la norma. Ad esempio, nel Gran Consiglio del Cantone di Zurigo, che conta 180 deputati, dunque grosso modo come il Consiglio nazionale, il libero dibattito è la regola. Tutti i deputati possono annunciarsi per prendere la parola. Soltanto raramente, e molto spesso con grandi mugugni tra i ranghi dei deputati, l'ufficio parlamentare decide che il dibattito si svolge in una forma organizzata o ridotta.
Ovviamente il tempo di parola nei Parlamenti con "dibattito libero" è limitato, in modo che sia possibile discutere senza dilungarsi all'infinito. Di norma i deputati hanno a disposizione cinque minuti. Se si iscrivono troppi deputati, è possibile limitare il tempo di parola a 3 o 2 minuti oppure proporre di chiudere le iscrizioni. Questa prassi potrebbe valere anche per il Consiglio nazionale.
Ad esempio, questi sono i tempi di parola per il "dibattito libero" nel Cantone di Zurigo:
1. 20 minuti a disposizione dei relatori della commissione nel dibattito di entrata in materia;
2. 10 minuti a disposizione per la prima dichiarazione dei relatori della commissione di corapporto, dei capigruppo nel dibattito di entrata in materia o nel dibattito preliminare sui principi (Grundsatzdebatte), dei primi firmatari di interventi parlamentari e per la motivazione di proposte di minoranza;
3.5 minuti per tutti gli altri oratori, i relatori delle commissioni e i capigruppo nella deliberazione di dettaglio;
4. 2 minuti per un deputato sulla proposta della commissione incaricata dell'esame preliminare di stralciare dal ruolo un postulato, se non sono presentate altre proposte.
L'esempio dimostra che anche in un Legislativo con numerosi deputati è possibile rendere il "dibattito libero" la norma, senza nel contempo pregiudicare in alcun modo la funzionalità e l'efficacia dell'attività parlamentare e concedendosi come supplemento alcuni dibattitti di alto livello. Estendere il diritto di parola non comporta affatto che tutti i deputati si esprimano su tutti gli oggetti. Soltanto su pochi importanti oggetti si iscrivono per prendere la parola una ventina di oratori. Si tratta di casi eccezionali: in genere su un oggetto, sia che si tratti di un disegno del Governo, sia di un intervento personale di un deputato, sono pochi gli oratori a prendere la parola.
E così dovrebbe essere pure nel Consiglio nazionale. Se si estendesse il diritto di prendere la parola oltre la categoria I e, soprattutto, si concedesse la facoltà di replicare, sarebbero molti meno i deputati a chiedere di intervenire in merito a iniziative per esporre i loro pareri preconfezionati e perlopiù senza entrare nel merito degli argomenti esposti dagli oratori che li hanno preceduti.
Il Paese che si vanta di essere la democrazia maggiormente sviluppata non può limitare così drasticamente la libertà d'opinione e imporre proprio al suo Parlamento in molti casi il divieto di parlare. Come consiglieri nazionali non siamo stati eletti per limitarci ad approvare acriticamente né per fare silenzio, bensì per dibattere: in Parlamento si parla!