20.4479 · Interpellanza · 2020-12-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nei giorni scorsi il Sindacato svizzero dei mass media SSM Ticino, ha reso noto che, nell'ambito dei progetti di "ridefinizione" dei programmi radiofonici RSI, per la Rete Due è prevista, a corto termine, la riduzione del parlato al 10 % del tempo di antenna, corrispondente a soli 6 minuti ogni ora. Tale percentuale attualmente è oltre il 40 %. È questa una misura che lede il mandato della Concessione alla SSR, oltre a mettere a rischio posti di lavoro.
La seconda rete della RSI è molto importante per la Svizzera italiana, proprio per le specificità del suo territorio e della sua condizione di minoranza linguistica. Il Museo Vela, la Fonoteca nazionale svizzera e la RSI sono le tre istituzioni culturali nazionali presenti nelle regioni italofone della Svizzera. La Rete Due ha assunto il fondamentale compito di diffondere e difendere l'italianità, sviluppando programmi di approfondimento sulla cultura italiana, tessendo reti di collaborazione sia con ricercatrici e ricercatori delle diverse Università svizzere, sia con gli altri istituti di cultura e seguendo da vicino tutti gli avvenimenti piu importanti a livello culturale in Svizzera e all'estero.
Il progetto avviato dalla direzione della RSI prevede una radicale ridefinizione dell'offerta culturale, lo smantellamento dei programmi d'approfondimento di Rete Due, con la chiara impossibilità di riversare tutti questi contenuti sugli altri vettori della RSI e il conseguente impoverimento qualitativo.
Alla luce di queste considerazioni, pur non negando la necessità di innovare dal punto di vista tecnologico, chiedo al lodevole Consiglio federale:
1. Se non ritiene che questo progetto di ridefinizione della Rete due RSI violi la Concessione alla SSR , in particolare gli articoli 3, 7 e 8
2. Se non ritiene che la Rete due della RSI sia importante per differenziare i programmi SSR rispetto ai programmi delle emittenti commerciali
3. Se non ritiene che il progetto di ridefinizione metta a rischio i programmi di approfondimento culturale e la comprensione e lo scambio tra le regioni linguistiche del nostro Paese e quindi anche la coesione nazionale
4. Se intende intervenire per far rispettare il mandato della Concessione alle voci cultura
5. Se condivide il fatto che il servizio pubblico radiotelevisivo debba garantire particolare attenzione alla cultura quale vettore di approfondimento, dibattito e democrazia.
Begründung
Il 29 agosto 2018 il Consiglio federale ha attribuito alla SSR una nuova concessione entrata in vigore il 1° gennaio 2019 e valida fino al 31 dicembre 2022. La concessione attua misure a breve termine volte a rafforzare il servizio pubblico nazionale, in particolare per quanto riguarda l'integrazione, la qualità e gli obblighi di rendiconto della SSR. La concessione è più esigente nei confronti della SSR in diversi settori. Per quanto riguarda l'Informazione e la cultura, la nuova concessione assicura le prestazioni informative e culturali. La concessione prevede poi delle esigenze in termini di differenziabilità dei programmi SSR, esigenze che rispetto ai programmi delle emittenti commerciali sono più elevate. I requisiti per i sistemi di garanzia della qualità sono ampliati e precisati. Pertanto, per tutti i settori redazionali la SSR deve definire standard di qualità a livello contenutistico e formale, e stabilire processi per la loro verifica. Il successo delle sue offerte deve essere assicurato dalla loro elevata qualità. La Concessione alla SSR del 29 agosto 2018, oltre a affermare all'articolo 3 capoverso 4 che "attraverso l'intera offerta editoriale promuove la comprensione, la coesione e lo scambio fra le regioni del Paese, le comunità linguistiche, le culture, le religioni e i gruppi sociali e prende in considerazione le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni. " , dedica alcuni articoli specificamente alla cultura, alla formazione e al sapere. In particolare l'articolo 7 e l'articolo 16 che definisce i programmi radiofonici:
Articolo 16
Programmi radiofonici
1La SSR trasmette i seguenti programmi radiofonici:
a. Tre programmi per ciascuna delle regioni linguistiche tedesca, francese e italiana:
1. Il primo, in quanto programma di base, si rivolge al grande pubblico e pone l'accento sull'informazione, su temi sociali e sull'intrattenimento; in questi programmi possono essere diffuse, con l'autorizzazione del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), trasmissioni informative regionali di durata limitata (radiogiornali regionali) senza sponsorizzazioni,
2. Il secondo è prevalentemente dedicato all'arte e alla cultura classiche e moderne e alle informazioni di approfondimento
3. Grazie alla qualità professionale della moderazione e alla scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d'ascolto, i programmi radiofonici della SSR si distinguono dalle offerte delle emittenti commerciali
Sia l'articolo 7 sia l'articolo 16 sono chiari circa l'importanza anche per la RSI di un programma radiofonico culturale. In particolar modo l'articolo 16 capoverso 2 si esprime chiaramente sul secondo programma, che deve essere dedicato all' "arte e alla cultura classiche e moderne e alle informazioni di approfondimento". Non si tratta di negare la necessità di innovare dirigendosi verso il transmediale, anche seguendo la logica di avvicinarsi ai giovani (come prevede l'art. 13 della Concessione alla SSR ) e adeguandosi alle pratiche del pubblico, ma l'innovazione deve basarsi su strategie che accompagnano i contenuti del lineare, non che li eliminano, mettendo così a rischio oltre che l'approfondimento culturale, anche la comprensione e lo scambio tra le regioni linguistiche del nostro paese e quindi anche la coesione nazionale.
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1: La SSR è tenuta ad adempiere integralmente il proprio mandato di servizio pubblico in conformità alla concessione. Nell'ambito dell'esercizio del suo compito di vigilanza generale nel settore dei media, l'UFCOM controlla l'osservanza della concessione (art. 86 cpv. 1 LRTV). Le disposizioni della concessione non si riferiscono per la maggior parte a un canale di diffusione specifico, bensì all'insieme della rispettiva offerta su tutti i canali (radio, TV e settore online). Il previsto riorientamento di Rete Due implica innanzitutto uno spostamento dell'offerta verso altri programmi lineari (ad es. Rete Uno) e altri vettori (ad es. come offerte online su richiesta). Ciò non viola le disposizioni della concessione. Anche l'articolo 16 capoverso 1 lettera a numero 2 della concessione SSR, che descrive a grandi linee i contenuti del secondo programma radiofonico per la regione linguistica tedesca, francese e italiana, non è in contrasto con il nuovo orientamento di Rete Due. Secondo la SSR, Rete Due continuerà a trasmettere principalmente musica classica e jazz. Inoltre, anche in futuro saranno diffuse informazioni su eventi e manifestazioni culturali (concerti, teatro, conferenze).
Domanda 2: Con la concessione della SSR entrata in vigore il 1° gennaio 2019, il Consiglio federale ha aumentato le esigenze in termini di differenziabilità dei programmi. I programmi radiofonici della SSR devono distinguersi dalle offerte delle emittenti commerciali ad esempio per la qualità professionale della moderazione e la scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d'ascolto (art. 16 cpv. 3 concessione SSR). Questa disposizione si applica a tutti i programmi radiofonici della SSR, compresa Rete Due. Secondo la SSR, Rete Due continua a puntare sulla musica di qualità, sulla musica classica e sul jazz. Altri settori prioritari sono l'arte e la cultura, le produzioni musicali svizzere, la letteratura svizzera e la presenza dell'italianità in Svizzera. Il profilo di Rete Due continuerà quindi a differenziarsi nettamente dalle offerte radiofoniche private.
Domanda 3: Nel corso del riorientamento in discussione, secondo le informazioni della SSR la RSI sta ampliando la propria offerta audio digitale nell'ambito della cultura e integrando nel programma di Rete Uno trasmissioni culturali di approfondimento, nonché contributi e programmi che trattano la cultura di altre regioni linguistiche. Ciò non risulta mettere a rischio le informazioni culturali, né il mandato di integrazione.
Domande 4 e 5: Il mandato culturale della SSR sancito dalla legge sulla radiotelevisione (art. 24 cpv. 4 lett. b; LRTV) è un elemento essenziale del servizio pubblico. La SSR è tenuta ad adempiere questo mandato conformemente alle disposizioni della concessione. Tuttavia, il mandato culturale non è vincolato a un canale di diffusione specifico. La SSR deve poter tenere conto delle mutate abitudini di fruizione dei media da parte del suo pubblico. La concessione le permette quindi di adempiere il suo mandato culturale rimanendo al passo con i tempi e utilizzando diversi canali.
Risposta del Consiglio federale.