20.4670 · Mozione · 2020-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire, nell'ambito dell'articolo 6 dell'Accordo di Parigi (riconoscimento internazionale degli obiettivi climatici nazionali), che la Svizzera possa, a proprie spese, catturare e stoccare CO2 anche all'estero e che possa stoccare all'estero il CO2 catturato all'interno del Paese. Lo stoccaggio dovrà avvenire conformemente allo stato della scienza e secondo modalità garantite da controlli indipendenti. Le emissioni negative che ne risultano vanno computate come riduzioni conseguite in Svizzera.
Begründung
Il Consiglio federale ha deciso di azzerare entro il 2050 il saldo netto delle emissioni di gas serra della Svizzera. Per conseguire questo obiettivo sono necessarie emissioni negative, cioè l'estrazione attiva di CO2 dall'atmosfera e il suo stoccaggio duraturo.
Con queste tecnologie è possibile compensare le emissioni difficili o impossibili da evitare e che quindi continueranno a essere prodotte anche in futuro. Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul clima (IPCC) le capacità mondiali per la cattura geologica di CO2 sono considerevoli: almeno 2000 miliardi di tonnellate di CO2 possono essere stoccate in modo sicuro e permanente (IPCC SR 1.5 capitolo 2.4.2.3).
Il principale potenziale di stoccaggio di CO2 a medio termine si trova all'estero. Il CO2 può essere catturato in Svizzera a partire dai gas di combustione di fonti puntuali (ad es. inceneritori di rifiuti) e trasportato all'estero (ad es. in Norvegia). In alternativa, può essere prelevato direttamente dall'atmosfera all'estero e stoccato sul posto (ad es. in Islanda); questa soluzione permette di sfruttare le energie rinnovabili a basso prezzo disponibili localmente e di evitare il trasporto. Per lo stoccaggio sono particolarmente adatti i giacimenti di energie fossili esauriti o le rocce vulcaniche. La Norvegia, ad esempio, offre possibilità di stoccaggio del CO2 di provata efficacia. L'estrazione diretta di CO2 dall'aria richiede un apporto di energia, soprattutto sotto forma di calore, ancora più elevato rispetto alla già onerosa cattura di CO2 da fonti puntuali. Essa va quindi effettuata prioritariamente in luoghi che hanno sufficiente disponibilità di energie (termiche) rinnovabili, in particolare energia geotermica o solare, e idonei allo stoccaggio, come il sottosuolo vulcanico islandese in cui il CO2 si trasforma in roccia mediante il processo di carbonatazione.
In quanto Paese all'avanguardia nel settore tecnologico globale, la Svizzera trarrebbe un profitto dalla possibilità di computare le riduzioni di emissioni conseguite grazie a un impiego su larga scala di questi processi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
A seguito dell'approvazione il 25 settembre 2020 della revisione totale della legge sul CO2 (17.071), il Consiglio federale ha ottenuto la competenza per la stipula di accordi internazionali per il riconoscimento degli attestati internazionali. L'Amministrazione federale, sotto l'egida dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), ha già avviato contatti bilaterali con l'Islanda e la Norvegia in vista di una possibile estrazione del CO2 dall'atmosfera e del suo sequestro per conto della Svizzera o dell'esportazione di CO2 dalla Svizzera e il suo sequestro all'estero. A tale scopo vengono analizzate le necessarie basi legali internazionali.
Nel suo rapporto in adempimento al postulato 18.4211 ("Che rilevanza potrebbero avere le emissioni negative di CO2 per le future politiche climatiche della Svizzera?") il Consiglio federale riconosce l'urgenza di definire oggi le condizioni quadro per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie a emissioni negative (NET). In merito, si è già espresso nella strategia climatica a lungo termine approvata il 27 gennaio 2021. Riprenderà il tema nel messaggio sull'iniziativa per i ghiacciai e sul controprogetto diretto, che prevede l'emanazione della legislazione esecutiva entro cinque anni dalla sua approvazione. Sulla base del rapporto, l'Amministrazione federale sotto l'egida dell'UFAM elaborerà una "Roadmap NET" che, conformemente agli obiettivi climatici a lungo termine, illustrerà in modo più concreto come creare le necessarie emissioni negative fino al 2050.
Considerato che il Consiglio federale tiene già conto delle richieste degli autori delle mozioni nei lavori legislativi e strategici in corso non ritiene al momento opportuno avviare un ulteriore mandato legislativo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.