21.3411 · Interpellanza · 2021-03-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Non sono solo le sfide ecologiche ad aver mostrato l'importanza dell'imprenditoria sociale, ma anche la crisi del COVID-19. L'ultimo intervento parlamentare su questo tema (20.4302) dimostra che i concetti di Social Entrepreneurship, imprenditoria sociale e imprese sociali non coprono realtà implicite. Inoltre, nell'opinione pubblica c'è spesso confusione tra l'imprenditoria sociale e le imprese sociali, che creano valore aggiunto per la società con fondi pubblici senza adottare un approccio imprenditoriale. Tuttavia, l'imprenditoria sociale si prefigge non soltanto un impatto positivo sulla società, sull'ambiente o sulla cultura, ma anche uno scopo economico senza gravare sul bilancio dei contribuenti. Da questo punto di vista, la Svizzera deve recuperare terreno.
Altri paesi europei hanno già preso provvedimenti in tan senso. In Europa numerose istituzioni statali o che godono del sostegno dello Stato sostengono l'imprenditoria sociale nei rispettivi Paesi, sotto il profilo finanziaro e organizzativo. Gli esempi fioriscono in tutti gli Stati europei moderni: la "Social Innovation Factory" in Belgio, la "Social Impact Factory" nei Paesi Bassi, il "Big Social Capital" nel Regno Unito, la "Kopenhagen Project House" in Danimarca, "l'Alter'Incub" in Francia, il "Clann Credo" in Irlanda o il "Finanzierungsagentur für Social Entrepreneurship" in Germania, ecc.
Considerato il grande interesse ecologico, sociale e politico, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Ritiene opportuno definire e proteggere il marchio "imprenditoria sociale"?
2. Come intende il Consiglio federale allinearsi con gli altri paesi europei che hanno già preso provvedimenti? Sarebbe opportuno adottare misure simili in Svizzera per promuovere l'imprenditoria sociale?
3. In che misura il Consiglio federale prevede di promuovere e agevolare l'imprenditoria sociale, in particolare nel contesto della crisi di COVID-19? Quali incentivi servirebbero per sviluppare l'imprenditoria sociale?
4. Il Consiglio federale ritiene che la promozione dell'imprenditoria sociale sia un metodo utile per aumentare la resilienza dell'economia svizzera alle crisi future? Se no, perché no?
Begründung
Un imprenditore sociale è qualcuno che, nella sua azienda, cerca di implementare applicazioni innovative che possano risolvere i problemi della comunità. Sono persone disposte ad assumersi i rischi e i costi di queste operazioni non solo per ottenere un profitto, ma anche per portare un cambiamento positivo nella società attraverso la loro imprenditorialità. Un impegno di questo tipo è particolarmente richiesto in situazione di crisi. I nostri vicini europei lo hanno capito da tempo e stanno promuovendo l'imprenditoria sociale, mentre la Svizzera è in ritardo. Nel nostro Paese, dove l'imprenditoria sociale è associata allo svantaggio sul mercato, senza vantaggi significativi, non esistono incentivi efficaci. Soprattutto da quando è scoppiata la crisi di COVID-19, che ha progressivamente messo sotto pressione le PMI e i lavoratori indipendenti e che minaccia di aggravare la situazione della classe media, l'imprenditoria sociale è più che mai necessaria. In questa crisi i grandi gruppi, il cui unico obiettivo è il profitto, hanno poco da temere. Lo stesso non si può dire delle PMI che, secondo l'Ufficio federale di statistica, costituiscono il 99,7% delle imprese elvetiche ovvero la spina dorsale della prosperità in Svizzera. Ciò vale anche per le aziende che applicano le regole dell'imprenditoria sociale e, nonostante le circostanze avverse, si adoperano per salvaguardare il benessere sociale, ecologico e culturale della società. Tutte queste aziende - e quindi l'economia svizzera - sono attualmente sotto enorme pressione.
È pertanto importante agevolare e promuovere l'imprenditoria sociale, per rendere la Svizzera più forte e resistente alle crisi.
Stellungnahme des Bundesrates
Sul tema dell'imprenditoria sociale il Consiglio federale si è già espresso in risposta all'interpellanza 18.3455 Molina "La Svizzera sta perdendo il treno dell'imprenditoria sociale?", al postulato 18.4073 Molina "Panoramica dell'imprenditoria sociale in Svizzera" e, più recentemente, ai postulati 20.3499 Nussbaumer "Elaborare un piano d'azione per un'economia sociale", 20.3559 Molina "Imprenditoria sociale, partecipazione dei lavoratori, servizio pubblico. Cosa può imparare la Svizzera" e 20.4302 Molina "Panoramica dell'imprenditoria sociale in Svizzera".
1. Il Consiglio federale ritiene che una definizione a livello statale si ripercuoterebbe negativamente su questi recenti sviluppi promossi dalla società civile e preferisce pertanto rinunciarvi.
2. L'Esecutivo continua a ritenere che le attuali condizioni quadro per promuovere l'imprenditoria sociale in Svizzera sono favorevoli e che spetta tuttora al settore privato puntare in questa direzione. Le iniziative private lanciate recentemente per promuoverla sono assai incoraggianti. Dalle dichiarazioni del Consiglio federale del 2018, il numero di organizzazioni svizzere che hanno chiesto di essere certificate secondo il marchio internazionale "B Corp" è più che raddoppiato.
3. Alla luce delle conseguenze economiche della crisi, la Confederazione ha adottato numerosi provvedimenti per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e garantire la liquidità delle imprese. Tutti ne beneficiano - anche l'imprenditoria sociale - in funzione dell'impatto che la crisi ha su ciascuno. Le misure adottate hanno contribuito molto ad attenuare le conseguenze negative della crisi.
Pertanto, non sono necessarie misure di promozione statali specifiche per favorire l'imprenditoria sociale.
4. Indipendentemente dalla tipologia di azienda, una situazione finanziaria sana è un prerequisito per rafforzare la resilienza alle crisi. In un contesto competitivo, tutte le aziende hanno interesse a prepararsi per far fronte a situazioni di crisi. A livello istituzionale gli stabilizzatori automatici che caratterizzano il sistema fiscale e il sistema di trasferimento svizzeri contribuiscono ad aumentare la resilienza dell'economia svizzera. In tempi di crisi questi stabilizzatori danno automaticamente un forte impulso alla domanda economica complessiva e contribuiscono così ad ammortizzare i crolli congiunturali. Tra gli stabilizzatori in questione figurano in particolare l'indennità per lavoro ridotto e l'assicurazione contro la disoccupazione, ma anche l'impostazione del sistema fiscale e il freno all'indebitamento.
Risposta del Consiglio federale.