21.3505 · Mozione · 2021-05-04
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di stabilire che i costi (spesa potenziale: 20,7 milioni di Fr al mese) dei test "fai da te" ritirati dai frontalieri in Svizzera vanno recuperati presso i paesi di provenienza.
Begründung
Dal 7 aprile è possibile ritirare nelle farmacie i test "fai da te" per il rilevamento del coronavirus.
Già prima di Natale la Lega dei Ticinesi ha sollecitato - sia a livello federale che cantonale - una strategia di test di massa, al fine di contenere i contagi. La Lega è quindi indubbiamente favorevole ai tamponi a tappeto, ed è la prima a riconoscerne l'importanza.
Se testare è importante, è tuttavia altrettanto importante che i costi dei test ricadano sui soggetti giusti. Non è sostenibile che il contribuente elvetico sia sempre tenuto a pagare per tutti.
Il Consiglio federale prevede che i tamponi "fai da te" (5 al mese) siano gratuiti - ovvero: a carico della collettività - non solo per i residenti in Svizzera, ma anche per i frontalieri (oltre che per i cittadini di Campione d'Italia).
I conti sono presto fatti: un test costa 12 franchi. Per cinque test al mese, fanno 60 franchi al mese. Moltiplicando per 70 115 frontalieri, si arriva ad un totale di 4 206 900 franchi al mese. Questo solo in Ticino.
Il problema riguarda però tutte le zone di confine.
In Svizzera i frontalieri sono circa 345mila. 60 franchi al mese (costo di cinque test) per 345mila permessi G equivale ad una spesa mensile di 20,7 milioni di franchi.
E' palese che questo importante costo non può semplicemente essere accollato ai cittadini svizzeri. A maggior ragione in tempi di crisi finanziaria.
Con la seguente mozione chiedo al Consiglio federale:
- Di stabilire che i costi dei test "fai da te" ritirati dai frontalieri in Svizzera vanno messi a carico dei rispettivi paesi di provenienza;
- Di autorizzare/incaricare i Cantoni di recuperare la totalità della spesa sostenuta dall'ente pubblico per i test "fai da te" dei frontalieri deducendola dai ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri che vengono versati nell'ambito delle rispettive Convenzioni con i paesi di provenienza (per il Ticino, quella del 1974).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'esecuzione di test rappresenta un provvedimento fondamentale nella lotta alla pandemia. Un aspetto importante della strategia nazionale di test consiste nel testare i frontalieri, così da scongiurare potenziali contagi in Svizzera. Chiunque soggiorni periodicamente nel nostro Paese deve poter accedere alle strutture di test presenti sul territorio svizzero.
Per questo motivo, attualmente le persone che non sono coperte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ai sensi della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) e che non dispongono di una tessera di assicurazione malattie valida possono comunque ritirare cinque test autodiagnostici ogni 30 giorni. Tra queste persone rientrano per esempio i diplomatici, i dipendenti delle organizzazioni internazionali, i turisti, gli studenti stranieri domiciliati in Svizzera, ma anche i frontalieri. È quasi impossibile distinguere questi ultimi dalle altre persone sprovviste della tessera di assicurazione malattie o verificare il domicilio ogni volta che vengono ritirati i test autodiagnostici.
I costi sono fatturati tramite l'istituzione comune della LAMal (art. 8). In questi casi la Confederazione assume il rimborso dei costi. Il Consiglio federale è consapevole che con questo sistema sussiste un certo potenziale di abusi, tuttavia considera prioritario l'accesso facilitato ai test.
In virtù della decisione del Consiglio federale del 25 agosto 2021, la Confederazione si assume i costi per il ritiro di un massimo di cinque test autodiagnostici ogni 30 giorni per le persone non vaccinate e non guarite ancora fino al 30 settembre 2021. I test autodiagnostici continueranno tuttavia a essere ritirabili a pagamento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.