Rilascio agevolato di visti per familiari di cittadini afghani e difensori dei diritti umani provenienti dall’Afghanistan
21.4058 · Mozione · 2021-09-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di emanare un'istruzione che:
1. agevoli il rilascio di visti per familiari (famiglia nucleare; parenti in linea ascendente e discendente e la loro famiglia nucleare; fratelli e sorelle e la loro famiglia nucleare) di cittadini afghani residenti in Svizzera titolari di un permesso B o C oppure naturalizzati;
2. agevoli il rilascio di visti per familiari (famiglia nucleare) di cittadini afghani ammessi provvisoriamente in Svizzera al fine di consentire il ricongiungimento familiare;
3. agevoli il rilascio di visti per familiari (famiglia nucleare) di cittadini afghani in procedura d'asilo in Svizzera al fine di consentire il ricongiungimento familiare;
4. agevoli il rilascio di visti per difensori afghani dei diritti umani e per le loro famiglie.
Begründung
Dall'abrogazione dell'articolo 20 della legge sull'asilo (LAsi) nel settembre 2012, nelle ambasciate svizzere all'estero non è più possibile presentare una domanda d'asilo, bensì soltanto domande di visto umanitario secondo l'articolo 4 capoverso 2 OEV (RS 142.204). Il rilascio è tuttavia vincolato da criteri formulati in maniera aperta, che lasciano un ampio margine di apprezzamento alla Segreteria di Stato della migrazione.
Un visto umanitario può essere rilasciato se la vita o l'integrità fisica di una persona è direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel Paese di origine o provenienza. Durante la loro permanenza in Svizzera, le persone entrate in questo modo possono depositare una domanda d'asilo o eventualmente presentare al Cantone una domanda di ammissione provvisoria.
Con le istruzioni del 4 settembre 2013 (Siria I) e di marzo 2015 (Siria II), il Consiglio federale aveva agevolato le condizioni di rilascio di visti a familiari di rifugiati siriani, permettendo l'entrata in Svizzera di oltre 5000 persone.
All'epoca aveva sostenuto che l'articolo 5 del Codice frontiere Schengen e l'articolo 4 capoverso 2 OEV permettono di derogare, in particolare per motivi umanitari, alle condizioni ordinarie d'entrata e consentono l'ingresso nel rispettivo territorio statale. La nozione giuridica di "motivi umanitari" è intesa in senso molto lato, in modo da rendere giuridicamente ammissibili agevolazioni speciali per familiari, in considerazione della situazione particolare in Siria.
Le stesse considerazioni valgono oggi anche per l'Afghanistan. Come nel caso della Siria, occorre considerare anche le domande presentate al di fuori dell'Afghanistan o alla frontiera esterna. Gli ostacoli burocratici vanno limitati il più possibile (cfr. istruzione Siria 1).
Visti umanitari vanno inoltre rilasciati senza lungaggini burocratiche a difensori dei diritti umani e alle loro famiglie, in particolare se si sono impegnati in Afghanistan in progetti in materia di diritti umani sostenuti dalla Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Al momento la Svizzera accorda la priorità all'aiuto in loco, in particolare la protezione e l'assistenza dei profughi all'interno del territorio afghano e dei cittadini afghani che cercano rifugio nei Paesi limitrofi. A tal fine, coopera strettamente con organizzazioni internazionali. Tutti gli attori coinvolti hanno l'obbligo di rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani.
Il diritto svizzero prevede che le persone la cui vita o integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata possono domandare di persona un visto umanitario presso una rappresentanza svizzera all'estero abilitata al rilascio di visti. I criteri legali per il rilascio di un visto umanitario sono tuttavia severi (cfr. art. 5 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione; RS 142.20). La semplice appartenenza a un gruppo potenzialmente a rischio non basta a motivare un pericolo di morte. Secondo la prassi consolidata, gli interessati devono inoltre avere un legame stretto e attuale con la Svizzera. Può essere il caso se è comprovato che la persona esercitava un'attività lucrativa esposta per un'organizzazione statale svizzera fino alla presa di potere dei Talebani. Se la persona era impiegata da un'organizzazione non statale svizzera, quest'ultima deve essere stata sostenuta finanziariamente dalla Confederazione. La promozione attiva dei diritti umani, in particolare, è considerata un'attività esposta.
La legislazione in materia di asilo e stranieri permette il ricongiungimento familiare per i membri del nucleo familiare, ossia il coniuge e i figli minorenni. Né la LStrI né la legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) prevedono un ricongiungimento familiare agevolato in situazioni straordinarie. Il Consiglio federale fa comunque notare che ogni caso è esaminato individualmente.
Un'azione umanitaria analoga a quella del 2013 in occasione della crisi siriana non è prevista. Come argomentato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza urgente 21.4004, la situazione in Afghanistan non è paragonabile a quella in Siria nel 2013. I due conflitti sono molto diversi: mentre durante la guerra civile siriana sono fuggiti nei Paesi limitrofi diversi milioni di persone, attualmente in Afghanistan non vi sono più grossi scontri militari né importanti movimenti migratori verso i Paesi limitrofi, dato che è molto difficile uscire dal Paese. Al momento non è ancora possibile fare previsioni definitive sull'evolversi della situazione e sulla conseguente necessità di protezione.
Nel caso dei visti agevolati per cittadini siriani, nel 2013 circa 2700 persone (naturalizzate nonché persone con un permesso di dimora o di domicilio, ma non persone ammesse provvisoriamente) in Svizzera hanno potuto richiedere agevolazioni del visto per i loro familiari. In tal modo 5000 familiari vicini e lontani sono stati autorizzati ad entrare in Svizzera.
L'aumento rapido e incontrollato delle domande ha sovraccaricato le rappresentanze e comportato lunghi tempi di attesa. Se si applicassero oggi i medesimi criteri della crisi siriana, circa 11 000 persone in Svizzera potrebbero far valere tale facilitazioni del visto per parenti afghani vicini e lontani. Nella crisi afghana sarebbe quindi prevedibile un numero di gran lunga maggiore di persone da accogliere che nella crisi siriana. Inoltre, ne approfitterebbero soprattutto persone che vivono da molti anni in Iran e in Pakistan e che dunque non sono direttamente toccate dai sovvertimenti in Afghanistan e la cui vita e integrità fisica non sono minacciate.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.