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21.4068 · Mozione · 2021-09-22

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di:

1. rendere obbligatorio l'accertamento dell'avente economicamente diritto delle criptomonete situate in Svizzera;

2. in Svizzera, vietare l'uso delle criptomonete che non garantiscono l'accertamento dell'avente economicamente diritto;

3. vietare alle banche e agli istituti finanziari di effettuare transazioni con criptomonete che non garantiscono l'accertamento dell'avente economicamente diritto. Questo divieto vale anche per le filiali all'estero degli istituti che hanno la propria sede in Svizzera e per le criptomonete situate all'estero o la cui sede non è conosciuta o determinabile;

4. lanciare un'offensiva diplomatica al fine di stabilire questi standard a livello internazionale.

Begründung

Da 2 o 3 anni, i casi di pirateria informatica a danno di imprese e di enti pubblici si moltiplicano e causano danni considerevoli: PMI, ospedali o università paralizzate, furto dei numeri delle carte di credito, pubblicazione di dati personali eccetera. Siamo ormai di fronte a una vera e propria industria specializzata, con subappaltatori specializzati e un'enorme "cifra d'affari". L'obiettivo dei pirati è quello di incassare i riscatti, da pagare in criptomonete.

Occorre ovviamente rafforzare la sicurezza informatica, ma l'efficacia delle misure difensive dipende dall'energia criminale e dalle competenze tecniche della pirateria. Infatti, più le organizzazioni criminali incassano riscatti, più esse possono permettersi di dedicare risorse importanti per aggirare gli sforzi volti a garantire maggior sicurezza.

Per questo motivo è assolutamente necessario interrompere i circuiti finanziari di queste organizzazioni. Per raggiungere tale obiettivo, bisogna risanare il settore delle criptomonete. Non deve più essere possibile nascondere l'identità dei beneficiari dei riscatti. Se si facilita l'operato delle autorità di perseguimento penale, queste misure renderanno molto più rischioso e complesso il pagamento dei riscatti. L'attrattiva e la redditività di questo settore della criminalità economica diminuiranno. Queste misure consentiranno di ridurre il rischio che le criptomonete vengano utilizzate per finanziare altre attività criminali, per commettere frodi fiscali e riciclare denaro. In tale contesto, siccome le criptomonete non sono tenute al rispetto degli standard legali di sicurezza, esse rappresentano una concorrenza sleale sulla piazza finanziaria svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha già adottato delle misure per ridurre i rischi individuati dal 2018 nel settore delle criptomonete. In Svizzera, in linea di massima, vengono applicate le disposizioni della legislazione sui mercati finanziari, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate. All'attività di intermediazione finanziaria in relazione con le criptomonete è applicabile la legge sul riciclaggio di denaro (LRD). Un intermediario finanziario svizzero che conserva per terzi criptomonete o che aiuta a trasferire tali monete soggiace quindi agli stessi obblighi, compreso l'obbligo di accertamento dell'avente economicamente diritto, di quelli imposti per la cosiddetta "fiat money" come il franco svizzero. Parallelamente all'entrata in vigore della legge federale sull'adeguamento del diritto federale agli sviluppi della tecnologia di registro distribuito (TRD, RU 2021 33) nel febbraio del 2021, l'Esecutivo ha riveduto l'ordinanza sul riciclaggio di denaro (ORD) per garantire che i nuovi attori a rischio nel settore delle criptomonete in Svizzera siano assoggettati alla LRD. Il Consiglio federale ha anche riveduto l'ordinanza sull'infrastruttura finanziaria (OlnFi) al fine di vietare l'ammissione di valori basati sulla TRD, che rendono più difficile l'attuazione della LRD nei sistemi di negoziazione fondati sulla TRD.

La FINMA e gli organismi di autodisciplina vigilano sull'attuazione della LRD tramite gli intermediari finanziari. L'ordinanza FINMA sul riciclaggio di denaro prescrive in particolare agli intermediari finanziari di fornire indicazioni sull'ordinante e sul beneficiario nel caso di trasferimenti di denaro transfrontalieri. In tal modo è stata ripresa la "travel rule" del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI). Nel 2019 la FINMA ha comunicato che tale norma si applica anche a tutti i trasferimenti di criptomonete effettuati dagli intermediari finanziari. Di conseguenza, gli intermediari finanziari svizzeri possono inviare e accettare le criptomonete soltanto a favore di e da portafogli ("wallet") che appartengono a clienti di cui è stata accertata l'identità.

Per garantire l'integrità della piazza finanziaria, la regolamentazione vigente obbliga già gli intermediari finanziari svizzeri ad accertare l'avente economicamente diritto dei valori patrimoniali dei loro clienti. Ciò riduce sensibilmente il rischio che i riscatti vengano versati su "wallet" gestiti da intermediari finanziari svizzeri. Inoltre, dato che le criptomonete sono codici digitali contenuti in un registro decentralizzato, non sarebbe opportuno far dipendere l'obbligo di accertamento dell'avente economicamente diritto dalla localizzazione geografica di queste monete. Alla luce di quanto precede, l'Esecutivo non ritiene necessario vietare l'uso delle criptomonete né opportuno introdurre le altre misure proposte nella mozione, che imporrebbero una vigilanza extraterritoriale e costituirebbero quindi un'ingerenza nella sovranità di altri Paesi. Le vulnerabilità esistenti in relazione con le transazioni effettuate senza un intermediario finanziario o ricorrendo a intermediari finanziari aventi sede in giurisdizioni che non hanno una legislazione paragonabile a quella svizzera possono essere ridotte soltanto grazie alla cooperazione internazionale.

Gli standard internazionali per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo sono negoziati in seno al GAFI. La Svizzera si impegna intensamente nell'ambito dei lavori relativi alle criptomonete. Nel mese di luglio del 2021 il GAFI è giunto alla conclusione che, nel caso delle criptomonete, la principale sfida non consisteva nella revisione dello standard, ma nella sua attuazione a livello internazionale volta ad evitare vuoti legislativi e scappatoie per i criminali. Il Consiglio federale si impegna affinché lo standard sia applicato globalmente e segue attentamente gli sviluppi in questo settore.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.