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21.4439 · Mozione · 2021-12-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha respinto numerosi tentativi parlamentari volti a introdurre una pianificazione ospedaliera sovraregionale (cfr. tra cui la mozione 20.4093). Tuttavia, proprio la pandemia mostra la necessità di una pianificazione intercantonale vincolante.

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), tra cui l'articolo 39, affinché i Cantoni siano tenuti a stabilire una pianificazione intercantonale comune nel settore stazionario.

Begründung

Da tempo l'assistenza sanitaria ha superato i confini cantonali. Il numero di ospedalizzazioni extracantonali ha continuato ad aumentare e prosegue la sua corsa. Ad esempio, il 40 per cento degli abitanti dell'Unterbaselbiet (area ovest) del Cantone di Basilea Campagna si reca nel Cantone di Basilea Città per i propri trattamenti, il 10 per cento nel resto della Svizzera o ancora il 15 per cento delle persone trattate nel Cantone di Zurigo proviene da un altro Cantone, perlopiù confinante.

Siccome la pianificazione delle cure mediche di base in ambito stazionario adeguata alle esigenze (diversamente dalla medicina altamente specializzata di cui all'art. 39 cpv. 2bis) è ancora in gran parte disciplinata a livello cantonale, nonostante l'evidente migrazione dei pazienti, i Cantoni consentono il trattamento extracantonale iscrivendo gli ospedali extracantonali nell'elenco delle strutture ospedaliere. Ciò è logico dal punto di vista delle cure e può anche rappresentare un grande valore aggiunto per la libera scelta dei pazienti. Tuttavia, questa possibilità di trattamento extracantonale, in linea di principio accolta con favore, richiede una pianificazione comune dei Cantoni coinvolti. Attualmente la LAMal la permette anche in aggiunta alla medicina altamente specializzata, ma solo su base volontaria e coordinativa, con la conseguenza che la maggior parte dei Cantoni, fatte alcune eccezioni, non ne fa uso.

Nel pianificare gli elenchi degli ospedali, i Cantoni devono pensare a livello extracantonale e considerare anche i pazienti provenienti da altri Cantoni. La pianificazione avviene tuttavia nella maggior parte dei casi ancora all'interno dei confini cantonali. Ciò può portare a un potenziamento degli ospedali, che spesso sfocia in un'offerta eccedentaria. Ne subiscono le conseguenze i pazienti, poiché vengono sottoposti a trattamenti inutili che peggiorano la loro qualità di vita, e i costi della sanità aumentano. Questa situazione nasconde anche il rischio di un'offerta insufficiente, in quanto le cure di base nei Cantoni più piccoli potrebbero risentirne.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha già avuto più volte l'occasione di esprimersi in merito a questioni relative alla pianificazione interregionale. Per esempio ha sempre sottolineato l'importanza di coordinare la pianificazione tra i Cantoni, pur respingendo le mozioni 18.3294 del Gruppo verde liberale "Promuovere il coordinamento e ridurre le sovracapacità con al massimo sei regioni di assistenza sanitaria" e Mäder 20.4093 "Promuovere il coordinamento e ridurre le sovraccapacità definendo al massimo sei regioni di assistenza sanitaria". Nelle sue risposte il Consiglio federale ha ricordato che la garanzia dell'assistenza sanitaria compete ai Cantoni, che la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) obbliga già i Cantoni a coordinare le proprie pianificazioni e che il potenziale per creare un sistema ospedaliero più economico e qualitativamente migliore tramite un maggiore coordinamento delle pianificazioni cantonali non è ancora esaurito.

Inoltre, nel suo parere in risposta alla mozione Mäder 20.4093 il Consiglio federale ha fatto presente che il 12 febbraio 2020 è stata posta in consultazione una modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102) concernente l'adeguamento dei criteri di pianificazione, che prevedeva proprio un completamento del vigente obbligo di coordinamento intercantonale delle pianificazioni. Nel frattempo, con la modifica del 23 giugno 2021 della OAMal il Consiglio federale ha ulteriormente uniformato i criteri per la pianificazione degli ospedali, delle case per partorienti e delle case di cura da parte dei Cantoni (art. 58a fino a 58e). I criteri di pianificazione riveduti definiscono tra l'altro con quali Cantoni dovrà avvenire il coordinamento delle misure di pianificazione. I Cantoni devono segnatamente coordinare le proprie pianificazioni con quei Cantoni con i quali il coordinamento delle misure di pianificazione può portare al rafforzamento dell'economicità e della qualità delle prestazioni erogate in ospedale. Dal 1° gennaio 2022, nella scelta degli ospedali da indicare sulla lista, i Cantoni sono pertanto obbligati a tenere conto del potenziale rappresentato dalla concentrazione delle prestazioni non solo a livello cantonale, ma anche oltre i confini cantonali. Per esempio, concentrando le prestazioni in determinati gruppi di prestazioni in un Cantone anziché erogare tali prestazioni parallelamente in due Cantoni. Si tratta di un'importante sfida per i Cantoni, che ora sono espressamente obbligati esplicitamente e in modo vincolante a realizzare il potenziale del coordinamento con altri Cantoni.

Il Consiglio federale condivide la richiesta dell'autrice della mozione, secondo cui la pianificazione intercantonale nel settore stazionario è ragionevole, ma per i motivi precedentemente menzionati ritiene che i disciplinamenti per un maggiore coordinamento siano, nella misura permessa dalla legge, già in vigore, e respinge la mozione per i motivi precedentemente menzionati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.