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21.482 · Iniziativa parlamentare · 2021-09-15

Cancelleria federale

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 21.09.2021

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha elaborato le basi legali in virtù delle quali, a partire dal 2 ottobre 2021, per accedere al Palazzo del Parlamento si dovrà presentare un certificato COVID-19 valido.

Dopo che la settimana scorsa la Commissione omologa del Consiglio nazionale le ha dato il via libera, la CIP-S ha elaborato un progetto di modifica della legge sul Parlamento e lo ha approvato con 9 voti contro 2 e 2 astensioni. In virtù di tale progetto, le persone a partire dai 16 anni potranno accedere al Palazzo del Parlamento soltanto con un certificato COVID-19 valido. L'Assemblea federale deve potersi riunire senza misure di protezione quali l'obbligo di indossare la mascherina o l'installazione di pareti divisorie in plexiglas che rendono assai difficile la comunicazione tra i parlamentari. Inoltre, l'Assemblea federale fornisce un ulteriore contributo alla lotta contro la pandemia e, applicando questo strumento, assume in un certo senso un ruolo esemplare.In tale contesto la Commissione ritiene proporzionato, in virtù di una base giuridica, esigere anche dai parlamentari che presentino un certificato COVID-19 per accedere al Palazzo del Parlamento. Anche le persone non vaccinate e quelle non guarite possono ottenere il certificato effettuando un test salivare due volte a settimana, dunque senza notevoli sforzi e soprattutto senza un'ingerenza nella loro integrità fisica. Alle persone che devono necessariamente essere presenti nel Palazzo sono rimborsati i costi di eventuali test.Il progetto è ora pubblicato e sottoposto al Consiglio federale per parere, in modo che le Camere possano deliberare in merito la prossima settimana.

Parere del Consiglio federale del 24 settembre 2021

(...) Il Consiglio federale è favorevole all'introduzione dell'obbligo del certificato COVID-19 nell'ambito di una modifica della LParl di durata limitata. In tal modo il Parlamento contribuisce a lottare contro la pandemia. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione dell'obbligo del certificato COVID-19 anche per i membri dell'Esecutivo e i collaboratori dell'Amministrazione federale, che accompagnano i consiglieri federali o partecipano alle sedute degli organi parlamentari, sia una misura proporzionata. Secondo l'articolo 25 capoverso 2bis dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare2, le unità amministrative dell'Amministrazione federale, in veste di datori di lavoro, sono autorizzate a verificare che i propri dipendenti siano in possesso di un certificato COVID-19. Esse possono pertanto organizzarsi in modo che soltanto collaboratori dell'Amministrazione federale vaccinati, guariti o testati e risultati negativi siano impiegati nel Palazzo del Parlamento. Per quanto riguarda l'attuazione, soprattutto per la partecipazione dei suoi membri e dei rispettivi accompagnatori alle sedute degli organi parlamentari, il Consiglio federale ritiene importante che l'accesso al Palazzo del Parlamento attraverso le bussole di sicurezza rimanga possibile e che, nel caso di un'eventuale introduzione di controlli sistematici dei certificati, tali controlli siano assicurati con adeguata tempestività prima dell'inizio delle sedute degli organi parlamentari nonché per tutta la durata delle sedute (anche al di fuori degli orari di lavoro abituali). (...)

Proposta del Consiglio federale

Il Consiglio federale propone di approvare la modifica della LParl.

Wortlaut

Occorre elaborare le basi legali necessarie per introdurre l'obbligo di presentare il certificato COVID nel Palazzo del Parlamento. La regolamentazione deve comprendere i seguenti punti:

1. ogni persona a partire dai 16 anni ha accesso al Palazzo del Parlamento unicamente su presentazione del certificato COVID valido secondo l'articolo 6a della legge COVID-19;

2. alle persone che devono accedere al Palazzo del Parlamento sono rimborsati i costi dei test eventualmente necessari per disporre del certificato COVID;

3. le regole in vigore nel Palazzo del Parlamento si applicano anche alle sedute degli organi parlamentari effettuate al di fuori di esso;

4. previo consenso dei possessori di tessere elettroniche d'accesso al Palazzo del Parlamento, la durata di validità del certificato COVID può essere registrata sulla tessera d'accesso di modo che le persone vaccinate o guarite non debbano più essere controllate all'entrata;

5. l'obbligo di presentare il certificato COVID sostituisce le restrittive misure di protezione, quali l'obbligo di indossare la mascherina e l'installazione di pareti di plexiglas;

6. la Delegazione amministrativa disciplina in particolare il controllo dei certificati COVID e definisce i gruppi di persone che hanno diritto al rimborso dei test di cui al numero 2;

7. i parlamentari che non presentano il certificato COVID possono votare a distanza durante le sedute dei Consigli. Informano il segretariato il giorno prima della seduta. La votazione non è ripetuta se un parlamentare non ha potuto esprimere il suo suffragio per ragioni tecniche;

8. la legge è dichiarata urgente in virtù dell'articolo 165 capoverso 1 della Costituzione. Entra in vigore il giorno dopo il voto finale e decade il 1° dicembre 2022 al più tardi. La Delegazione amministrativa può deciderne l'abrogazione anticipata.

Begründung

In Svizzera dal 13 settembre 2021 è stato esteso l'obbligo di presentare il certificato COVID. Le assemblee parlamentari e comunali sono esentate da tale obbligo per poter garantire i diritti dei parlamentari e dunque i diritti politici di tutti. Esigere il certificato COVID per accedere al Palazzo del Parlamento è una misura proporzionata poiché per ottenerlo è sufficiente soltanto un test; è tuttavia necessario disporre della necessaria base legale. Se tutte le persone presenti nel Palazzo del Parlamento dispongono del certificato COVID, sarà possibile levare le misure di protezione, come ad esempio l'obbligo di indossare la mascherina o l'installazione di pareti di plexiglas che possono ostacolare la comunicazione tra parlamentari. Si tratta inoltre di garantire a lungo termine la capacità del Parlamento di agire in un contesto epidemiologico che rimane incerto e di contribuire a evitare un sovraccarico del sistema sanitario.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.09.2021

Palazzo federale, obbligo del certificato Covid per accedervi

Anche per entrare a Palazzo federale dovrebbe essere obbligatorio presentare un certificato Covid valido, così come previsto anche per ristoranti, palestre o cinema. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 36 voti a 6 (un astenuto), adottando una modifica della Legge sull'Assemblea parlamentare. Il dossier va al Nazionale.

Se anche la Camera del popolo dovesse accogliere questo progetto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S), l'obbligo del certificato Covid per i deputati entrerebbe in vigore dal 2 di ottobre, a patto che i due rami del Parlamento approvino l'entrata in vigore urgente di tale modifica (che rimarrebbe in vigore fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di revoca se la situazione dovesse migliorare).

Il certificato sarebbe obbligatorio a partire dai 16 anni. Anche le persone non vaccinate e quelle non guarite potranno ottenere il certificato eseguendo un test salivare due volte a settimana. Alle persone che devono necessariamente essere presenti nel palazzo del Parlamento saranno rimborsati i costi di eventuali test.

Rispetto al progetto della commissione, il plenum ha accettato per 21 voti a 14 una proposta di Stefan Engler (Centro/GR) secondo cui i membri delle Camere federali senza certificato potranno accedere a Palazzo se portano una mascherina di protezione.

Prima del voto finale, il plenum ha respinto per 35 voti a 7 una proposta di non entrata nel merito di Beat Rieder (Centro/VS), lanciatosi in una lunga invettiva contro le decisioni del Consiglio federale che, con l'introduzione di un obbligo del certificato, avrebbe eroso le libertà fondamentali, creando malumore in seno alla popolazione e una società a due velocità tra chi è vaccinato e chi non lo è.

Per il vallesano, il limite è stato superato: l'obbligo del certificato rappresenterebbe un segnale sbagliato verso l'esterno, la prova che il Consiglio federale non è stato in grado di portarci fuori dalla crisi. In particolare, il "senatore" del Centro ha criticato l'obbligo del certificato, per di più a pagamento, per chi non è vaccinato oppure preferisce attendere che un altro preparato arrivi sul mercato. A suo parere, sono soprattutto i giovani, studenti e apprendisti, le categorie più maltrattate, dal momento che non hanno i mezzi per pagarsi un test. Insomma, queste persone sono obbligate a riacquistare quelle libertà garantite dalla Costituzione federale. L'obbligo del certificato, dal vago sapore totalitario, è diventato un mezzo di pressione per obbligare le persone a vaccinarsi, a parere di Rieder, ciò che cozza contro il diritto all'integrità fisica sancito dalla Costituzione federale.

Alle dichiarazioni di Rieder hanno risposto diversi "senatori", secondo i quali il problema del test, e della gratuità, non è oggetto del dossier in discussione. Qui si tratta, secondo la maggioranza del plenum, di lanciare un segnale verso l'esterno come richiesto dai presidenti dei partiti e, come spiegato da Daniel Jositsch (PS/ZH), di spronare la popolazione a farsi immunizzare.

Per il "senatore" zurighese, vaccinarsi è addirittura un obbligo verso la società, paragonabile all'obbligo del servizio militare. Anche in questo caso la libertà del singolo viene limitata, ma a favore dell'intera società. Chi non intende farlo deve assumersi le conseguenze, ha sottolineato, precisando tuttavia che questo ostacolo è aggirabile facendosi testare regolarmente e indossando una mascherina.

Stando a Jakob Stark (UDC/TG), non si tratta nemmeno di lanciare un segnale all'esterno, bensì di approfittare di un mezzo efficace, ossia il vaccino, per ritornare a lavorare normalmente a Palazzo federale senza mascherina e senza separazioni in plexiglas.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 28.09.2021

Palazzo federale, obbligo del certificato Covid per accedervi

Dopo gli Stati ieri, anche il Consiglio nazionale è dell'opinione che per entrare a Palazzo federale dovrà essere obbligatorio presentare un certificato Covid valido, così come previsto anche per ristoranti, palestre o cinema.

Al termine di un breve dibattito, la Camera del popolo ha adottato una modifica della Legge sull'Assemblea parlamentare per 146 voti a 27 e 17 astensioni. Affinché quest'obbligo possa entrare in vigore al più presto, ossia il 2 di ottobre, i due rami del Parlamento dovranno approvare il carattere urgente di tale modifica.

Il presidente del Consiglio nazionale, Andreas Aebi (UDC/BE), ha tenuto ad informare il plenum che, dall'entrata in vigore del provvedimento, le carte d'accesso dei parlamentari saranno disattivate e che i deputati potranno accedere a palazzo dall'entrata riservata ai visitatori. Tuttavia, il tesserino d'entrata verrà riattivato non appena avranno fatto controllare il loro certificato Covid dai servizi del Parlamento. L'obbligo rimarrebbe in vigore fino al 31 dicembre 2022, con la possibilità di revoca se la situazione dovesse migliorare.

Per quanto attiene alla discussione in aula, diversi oratori hanno sostenuto l'introduzione di quest'obbligo, per qualcuno giunto addirittura troppo tardi, essenzialmente per due motivi: non dare l'impressione che i deputati godano di privilegi rispetto alla popolazione e dare il buon esempio.

Ma c'è anche un aspetto pragmatico evocato da numerosi deputati: il certificato Covid, ottenibile dopo essersi vaccinati, guariti o in caso di test negativo, dovrebbe facilitare il lavoro della camera, sbarazzandosi finalmente di mascherine e protezioni in plexiglas, come ricordato a nome della commissione anche da Greta Gysin (Verdi/TI), la quale ha anche sottolineato un aspetto non secondario della faccenda: proteggere la propria salute e quella degli altri da un'infezione di coronavirus.

Ciò non significa che anche col certificato non ci si possa infettare o ammalare, ha ammesso a una domanda di Lorenzo Quadri (Lega/TI), ima l decorso della malattia risulta assai meno grave.

Uniche voci fuori dal coro, diversi esponenti dell'UDC hanno approfittato dell'occasione per criticare l'obbligo del certificato e, in generale, le restrizioni mantenute dal Consiglio federale nonostante una situazione pandemica in miglioramento.

Rispetto al progetto iniziale, anche il Nazionale, come gli Stati ieri, ha accettato l'idea secondo cui i membri delle Camere federali senza certificato potranno accedere a Palazzo se portano una mascherina di protezione, e ciò per consentire loro di poter partecipare ugualmente ai dibattiti e alle sedute di commissione o ad altre attività. Tale aggiunta è la risposta alle critiche, specie dei democentristi, che l'obbligo del certificato avrebbe impedito ai parlamentari eletti dal popolo di esercitare il proprio mandato.

Il certificato è obbligatorio a partire dai 16 anni. Anche le persone non vaccinate e quelle non guarite potranno ottenere il lasciapassare eseguendo un test salivare due volte a settimana. Alle persone che devono necessariamente essere presenti nel palazzo del Parlamento saranno rimborsati i costi di eventuali test.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2021

Certificato Covid per parlamentari dal 2 ottobre

Se anche il Consiglio nazionale dovesse dire "si", dal 2 ottobre, per entrare a Palazzo federale, i deputati dovranno presentare un certificato Covid valido, così come previsto anche per ristoranti, palestre o cinema.

Oggi, per 35 voti a 4, il Consiglio degli stati ha approvato la clausola d'urgenza che consente a una modifica legislativa in tal senso di entrare in vigore immediatamente. L'obbligo del certificato è valido fino al 31 dicembre 2022, ma potrà essere revocato qualora la situazione pandemica lo dovesse consentire.

La modifica della Legge sull'Assemblea parlamentare, approvata dai due rami del parlamento, si applica a partire dai 16 anni. Anche i soggetti non vaccinati e quelli non guariti potranno ottenere il lasciapassare eseguendo un test salivare due volte a settimana. Alle persone che devono necessariamente essere presenti nel palazzo del Parlamento saranno rimborsati i costi di eventuali test.

Rispetto al progetto iniziale, anche il Nazionale, come gli Stati ieri, ha accettato l'idea secondo cui i membri delle Camere federali senza certificato potranno accedere a Palazzo se portano una mascherina di protezione, e ciò per consentire loro di poter partecipare ugualmente ai dibattiti e alle sedute di commissione o ad altre attività. Tale aggiunta è la risposta alle critiche, specie dei democentristi, che l'obbligo del certificato avrebbe impedito ai parlamentari eletti dal popolo di esercitare il proprio mandato.

Dall'entrata in vigore del provvedimento, le carte d'accesso dei parlamentari saranno disattivate e i deputati potranno accedere a palazzo dall'entrata riservata ai visitatori. Tuttavia, il tesserino d'entrata verrà riattivato non appena avranno fatto controllare il loro certificato Covid dai servizi del Parlamento.