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22.305 · Iniziativa cantonale · 2022-03-23

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Ausgangslage

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Wortlaut

Il Cantone del Vallese chiede al Parlamento federale di assumere il suo ruolo di legislatore e di inserire nella legislazione un termine di prescrizione per le costruzioni fuori dalle zone edificabili. Il termine di prescrizione deve essere fissato a un massimo di 30 anni; i Cantoni devono però avere la possibilità di prevedere termini più brevi.

Begründung

Nella sentenza del 28 aprile 2021 (1C_469/2019, 1C_483/2019), un esiguo numero di giudici federali ha deciso che, contrariamente a quanto avviene per le costruzioni nelle zone edificabili, l'obbligo di ripristino della situazione conforme al diritto al di fuori delle zone edificabili non si estingue più dopo 30 anni. La sentenza è in contraddizione con diverse decisioni precedenti del Tribunale federale: su questo tema, ancora recentemente (1C_99/2019 del 17.04.2020) il Tribunale federale ha ad esempio affermato quanto segue: "Bauten ausserhalb der Bauzone tangieren Bundesinteressen (Trennungsgrundsatz zwischen Bauzone und Nichtbauzone), weshalb es gerechtfertigt ist, die bundesgerichtliche Frist von 30 Jahren anzuwenden (vgl. Urteile 1C_150/2016 vom 20. September 2016 E. 10.5; 1C_249/2017 vom 14. November 2017 E. 4.1.1)." (le costruzioni situate fuori dalle zone edificabili toccano interessi federali [principio della separazione tra zone edificabili e zone non edificabili], motivo per cui il termine di prescrizione di 30 anni applicato dal Tribunale federale risulta essere giustificato [cfr. sentenze 1C_150/2016 del 20.09.2016 consid. 10.5; 1C_249/2017 del 14 novembre 2017 consid. 4.1.1]; trad.).

La motivazione alla base del termine di prescrizione di 30 anni era fino ad ora chiara: la certezza del diritto e considerazioni pratiche depongono a favore di una limitazione uniforme dell'obbligo di ripristino della situazione legale a un massimo di 30 anni in caso di misure di costruzione formalmente e materialmente illegali. In generale, secondo la dottrina lo scopo politico-giuridico della prescrizione è quello di assegnare al trascorrere del tempo una certa forza giuridica che tutela lo stato esistente, garantisce la certezza del diritto e l'uguaglianza giuridica.

Tuttavia, contrariamente a tutte le aspettative e in contrasto con questi principi, il Tribunale federale ha recentemente stabilito che "der Rechtssicherheit und -gleichheit ausserhalb der Bauzone am besten gedient" (la certezza del diritto e l'uguaglianza giuridica al di fuori della zona edificabile sono meglio tutelate, trad.) se al di fuori della zona edificabile non si applica alcun termine di prescrizione. Ciò sembra essere più una decisione politica che giuridica. In ambito civile e penale il legislatore ha fissato i termini di prescrizione specifici a questi rami del diritto. Fino ad ora invece, il termine di prescrizione al di fuori delle zone edificabili - ciò che ci interessa in questo caso - non è stato fissato in nessuna legge. Il Tribunale federale sottolinea quindi logicamente che "Mangels einer gesetzlichen Regelung hat das Gericht gemäss Art. 1 Abs. 2 ZGB nach der Regel zu entscheiden, die es als gesetzgebende Behörde aufstellen würde" (in assenza di una regolamentazione legale, il Tribunale, in virtù dell'articolo 1 capoverso 2 del Codice civile, decide secondo la regola che egli adotterebbe come legislatore; trad.). Riteniamo che il legislatore debba disciplinare questo importante aspetto. Non è accettabile che ad esempio un assassinio si prescriva in 30 anni ma che l'ampliamento di uno chalet d'alpeggio, magari costruito in buona fede (ad es. con l'autorizzazione del Comune) debba essere demolito una volta decorsi 30 anni. Anche un edificio costruito dopo il 1972, magari ereditato o acquistato dal precedente proprietario, per cui non è più possibile ottenere un permesso di costruzione, dovrebbe essere demolito. Secondo i giudici federali, un committente sarebbe obbligato a demolire il proprio edificio anche se si fosse basato in buona fede su un permesso di costruzione rilasciato oltre 30 anni prima, in seguito risultato non valido. Questa situazione sarebbe fonte di un'enorme incertezza del diritto e genererebbe una serie di denunce motivate dalla sola invidia. Inoltre, a seguito della sentenza del Tribunale federale, già ora alla vendita di un oggetto gli acquirenti richiedono informazioni su eventuali permessi di costruzione. Come constatato dalla Conferenza dei governi dei cantoni alpini, ad essere toccati da questa nuova giurisprudenza sono essenzialmente i maggesi e i rustici. Questi edifici sono associati a molte emozioni. Accanirsi con la loro demolizione anche dopo 30 anni sarebbe semplicemente sproporzionato.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.12.2023

Il Consiglio degli Stati ha respinto un'iniziativa del canton Vallese che chiede al Parlamento di inserire nella legislazione un termine di prescrizione per le costruzioni fuori dalle zone edificabili fissato a un massimo di 30 anni; i Cantoni devono però avere la possibilità di prevedere termini più brevi.

Dibattito al Consiglio nazionale, 20.12.2024

Non è dato seguito