22.311 · Iniziativa cantonale · 2022-06-07
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Ausgangslage
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Wortlaut
Il Cantone di Basilea Città chiede al Parlamento federale e alle autorità federali
- di vietare le "terapie di conversione" che mirano a modificare l'orientamento sessuale di bambini, giovani e adulti;
- di valutare la possibilità di vietare l'esercizio della professione agli psicologici, ai terapeuti, agli assistenti spirituali e simili che effettuano tali terapie;
- di indicare le possibili conseguenze in caso di violazione di un simile divieto.
Le terapie di conversione sono terapie psicologiche che mirano a "ripolarizzare" l'orientamento omosessuale di una persona in un'inclinazione eterosessuale oppure a cambiare l'identità di genere delle persone. Questa pratica segue l'idea di base errata che l'omosessualità sia una "malattia" o un "sintomo" e che possa essere curata con un trattamento adeguato.
Solo in rari casi noti le terapie di conversione sono svolte da psichiatri e rimborsate dalle casse malati. Tuttavia non sono solamente i medici a essere responsabili delle terapie di conversione. Questi trattamenti apparentemente "riparatori" sono eseguiti da varie persone, provenienti da diversi contesti professionali. Oltre ai medici, in tale categoria rientrano anche i coach, i consulenti sessuali e gli assistenti spirituali. Mentre i medici che praticano una terapia di conversione violano i loro doveri professionali e sono soggetti a delle misure disciplinari, non esiste alcuno strumento per contrastare le terapie di conversione praticate da coach, consulenti sessuali e assistenti spirituali.
Come confermato da numerosi studi, per le persone coinvolte le terapie di conversione sono altamente traumatizzanti. Queste "terapie" mirano ad addossare sensi di colpa sulle persone coinvolte e ciò spinge molti alla disperazione. In tale contesto i giovani sono particolarmente vulnerabili e, a causa di "guaritori" autoproclamati, possono ritrovarsi in crisi psicologiche che potrebbero sfociare nella depressione e nel suicidio.
L'obiettivo è quello di impedire tali pratiche in Svizzera. L'omosessualità non è una malattia e di conseguenza non richiede alcuna terapia. È quindi necessario stabilire un confine chiaro e vietare la terapia di conversione, anche prevedendo conseguenze penali. Una legge in tal senso dovrebbe essere possibilmente ampia e valere in particolare anche nei casi in cui sono coinvolti dei minorenni.
Begründung
Le cosiddette "terapie di conversione" sono trattamenti che mirano a cambiare o reprimere l'orientamento sessuale o l'identità di genere auto-percepita di una persona. Le persone che offrono tali terapie di conversione partono dal presupposto che gli orientamenti non eterosessuali (ad esempio l'omosessualità o la bisessualità) o le identità di genere divergenti (ad esempio la transessualità) necessitino di un trattamento.
È comprovato che queste misure possono provocare sofferenza, danni psichici e suicidalità ai diretti interessati. Per questo motivo l'Associazione svizzera degli psicoterapeuti (ASP) definisce non etiche le terapie di conversione e considera i tentativi di riconversione sessuale un "errore di trattamento". A tale riguardo l'ASP spiega che non si conoscono le ragioni per cui una persona è omosessuale, bisessuale, eterosessuale ecc. È un dato di fatto che esistono diverse forme di sessualità che vanno considerate su un piano di parità. La terapia di conversione non deve quindi essere considerata in alcun modo una psicoterapia. Le norme deontologiche delle associazioni di psicoterapia vietano qualsiasi forma di indottrinamento ideologico o religioso e qualsiasi forma di discriminazione.
I sintomi spesso citati per legittimare le cosiddette terapie di conversione, per esempio la depressione, il disagio nei confronti della propria identità o i pensieri suicidi, spesso non sono legati all'orientamento sessuale o al genere della persona interessata. Tali sintomi sono piuttosto l'espressione di ciò che queste persone subiscono a livello sociale a seguito del fatto che, nell'ambito della sessualità, non rispecchiano la norma. Una "terapia di conversione" non rappresenta quindi mai la soluzione; si tratta piuttosto di rafforzare queste persone nel loro orientamento sessuale e nella loro identità di genere.
Le forme di "terapie" che mirano a modificare l'orientamento sessuale, e quindi a stigmatizzare gli omosessuali, devono pertanto essere fermamente respinte. Sottoporre una persona, soprattutto se minorenne, a un trattamento del genere non solo costituisce una discriminazione, ma può comportare per l'interessato danni psichici gravi.
Il Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città è convinto che un divieto esplicito di queste terapie debba essere disciplinato non a livello cantonale, bensì a livello nazionale. Si tratta infatti di un problema socio-politico che supera i confini cantonali e riguarda tutta la Svizzera. Con una regolamentazione a livello federale sarebbe quindi possibile lanciare in tutta la Svizzera un importante segnale positivo a livello socio-politico.
Verhandlungen
12.09.2023 Consiglio degli Stati
Non è dato seguito
05.03.2024 Consiglio nazionale
Non è dato seguito