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22.3204 · Interpellanza · 2022-03-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La guerra in Ucraina mostra all'Europa quanto la svolta energetica dipende dal gas naturale russo. Le materie prime di importanza critica e nel frattempo anche le tecnologie relative alle fonti rinnovabili provengono dalla Cina. Se si intende perseguire una strategia energetica credibile, è necessario tenere conto di queste dipendenze. Le strategie energetiche della Svizzera sembrano non tenere affatto in considerazione gli sviluppi geopolitici.

1. Quali conseguenze trae il Consiglio federale dalla guerra in Ucraina in relazione al gas quale vettore energetico? Come valuta i rischi legati all'auspicata realizzazione di centrali a gas per le situazioni di emergenza? Quali nuove dipendenze ne deriveranno?

2. Qual è la situazione in Svizzera per quanto concerne gli impianti a doppio combustibile e le riserve?

3. Se si dovesse ricorrere alle riserve estere, da quali Paesi dipenderebbe la Svizzera? Quanto tempo durerebbero tali riserve? Esistono accordi con tali Paesi?

4. A che punto sono le tecnologie power to gas in Svizzera? Vi è una loro promozione?

5. Come si presenta l'analisi dei rischi relativa a litio, cobalto e terre rare? Qual è la dipendenza della Svizzera da altri Paesi per quanto riguarda questi elementi? Di quali Paesi si tratta?

6. A che punto sono le tecnologie di urban mining in Svizzera? Vi è una loro promozione?

7. Come vengono diversificate le importazioni in Svizzera per ciascun vettore energetico?

8. Nell'ambito della politica energetica si tiene conto anche degli aspetti di sicurezza e politica estera, come ad esempio l'emergere di dipendenze o potenziali ricatti o influenze?

9. Il Consiglio federale esamina quali Paesi fanno progressi nell'ambito della ricerca e della produzione in materia di energia nucleare? Nei prossimi venti-quarant'anni, quali Paesi e regioni saranno ai primi posti nel settore della tecnologia e della produzione di energia atomica? Quali dipendenze ne deriveranno per la Svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Oggi l'approvvigionamento elettrico svizzero dipende essenzialmente dall'importazione di vettori energetici fossili. Per quanto riguarda il gas, la Svizzera importa direttamente dai vicini Paesi europei Germania, Francia e Italia. Tuttavia la Germania, ad esempio, acquista una buona parte del gas dalla Russia (Paese di provenienza di questa materia prima). Pertanto, con il 47 per cento (2020), la quota di gas russo importato è elevata anche in Svizzera. Il Consiglio federale ha quindi creato a breve termine le condizioni che consentono agli operatori del settore del gas svizzero di procurarsi insieme e rapidamente gas, capacità di stoccaggio, gas naturale liquido (GNL) e capacità nei terminali per il GNL. A medio e lungo termine, con la Strategia energetica 2050 il Governo mira al potenziamento delle energie rinnovabili indigene e all'aumento dell'efficienza energetica, perché si possa fare a meno dei vettori energetici fossili gas naturale e petrolio.

Il Consiglio federale ha altresì deciso, oltre alla costituzione di una riserva di energia idroelettrica, di avviare la creazione di una seconda riserva quale assicurazione in caso di criticità nell'approvvigionamento elettrico. Queste centrali di riserva dovranno essere alimentate possibilmente con gas neutrale sotto il profilo climatico. In caso di scarsa disponibilità di gas, è previsto il ricorso alla cosiddetta tecnologia dual fuel nella quale, oltre al gas, viene impiegato ad esempio anche olio leggero. Le emissioni di CO2 prodotte dovranno essere compensate.

2. Il passaggio al petrolio dei clienti di impianti a doppio combustibile potrebbe ridurre al massimo del 20 per cento il consumo di gas in Svizzera. Poiché il nostro Paese non dispone di grosse capacità di stoccaggio di gas naturale, vengono costituite riserve obbligatorie di olio combustibile leggero per i clienti di tali impianti. Per affrontare l'eventualità di un'interruzione simultanea dell'approvvigionamento di gas naturale e petrolio, per gli impianti a doppio combustibile sono previste scorte obbligatorie di olio da riscaldamento corrispondenti al fabbisogno normale di circa quattro mesi e mezzo. Le scorte obbligatorie di altri prodotti petroliferi (ad es. benzina per automobili o cherosene) coprono a seconda del prodotto il fabbisogno medio della popolazione svizzera per un periodo di tre-quattro mesi e mezzo. Per quanto riguarda l'energia atomica, a seconda della ricarica sono costituite riserve obbligatorie di barre d'uranio per due reattori svizzeri.

3. Conformemente alla legge federale del 17 giugno 2016 sull'approvvigionamento economico del Paese (LAP; RS 531), le scorte obbligatorie di vettori energetici devono essere tenute in Svizzera. Indipendentemente da questa legge, nel 2009 la Svizzera ha stipulato un accordo sul gas con la Francia, che consente all'azienda romanda Gaznat e al Gasverbund Mittelland di prenotare presso gli impianti di stoccaggio in Francia fino a 3 TWh per il consumo svizzero, nonché per quello dei clienti francesi riforniti attraverso la Svizzera. Nello scambio di note intercorso, si ribadisce il principio secondo il quale, in presenza di congestioni nell'approvvigionamento, le autorità francesi provvedono affinché i consumatori svizzeri e francesi, in caso di interruzione o limitazione dell'accesso agli impianti di stoccaggio di gas naturale, godano di parità di trattamento. La Svizzera non ha concluso altri accordi internazionali specifici in materia di gas.

In generale, gli operatori del settore in Svizzera possono stipulare contratti di diritto privato con partner esteri. La Confederazione non è a conoscenza di contratti di questo tipo.

4. È in corso in Svizzera un lento ampliamento degli impianti power to x. A titolo di esempio, nel 2020 è stato messo in esercizio un impianto di elettrolisi a 2 MW per la produzione di idrogeno presso la centrale idroelettrica di Gösgen. Altri impianti di elettrolisi sono in fase di costruzione o di pianificazione. Presso l'impianto di incenerimento dei rifiuti Limeco a Dietikon è in corso di realizzazione un impianto power to gas, che la Confederazione sostiene nel quadro del programma di promozione di progetti pilota e di dimostrazione (P+D) dell'Ufficio federale dell'energia (UFE).

Oltre ai progetti P+D, attualmente in Svizzera non vi è una promozione diretta degli impianti power to x. In risposta al postulato 20.4709 , l'UFE sta realizzando una roadmap dell'idrogeno comprendente anche le tecnologie derivate da quest'ultimo come il power to gas e nella quale, tra le altre cose, si esaminano le condizioni quadro relative all'idrogeno e il loro possibile miglioramento.

5. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 12.3475, il Consiglio federale ha analizzato l'approvvigionamento di terre rare della Svizzera. Attualmente la Cina figura tra i maggiori produttori, insieme ad Australia, Russia e Brasile. Il nostro Paese impiega diverse terre rare, soprattutto nell'industria metalmeccanica ed elettrica. Da alcune analisi emerge tuttavia che la Svizzera importa questi prodotti soprattutto indirettamente, sotto forma di prodotti semilavorati, come ad esempio i magneti. Nel suo rapporto, il Consiglio federale giunge alla conclusione che, in base al tipo di impiego delle terre rare da parte dell'industria svizzera e della generale bassa percentuale di costi per le materie prime che questa sostiene, non è opportuno adottare nuove misure. Lo stesso discorso vale per il cobalto e il litio.

6. Nell'"urban mining", le materie prime di un vecchio edificio vengono riutilizzate per la costruzione di uno nuovo. Le circa 17 tonnellate di materiale di risulta minerale (cemento, materiale di demolizione non separato, asfalto, fondamenta in ghiaia) prodotte ogni anno in Svizzera vengono riutilizzate per il 70 per cento circa. Se tale materiale fosse riutilizzato al 100 per cento, si potrebbe coprire solamente il 25 per cento circa dell'intero fabbisogno di materiale edile (ca. 60 mio. di tonnellate). In Svizzera vengono inoltre recuperati i metalli più svariati, di cui una parte viene riutilizzata all'interno del Paese.

7. Le importazioni nel 2020 di gas naturale, greggio, prodotti petroliferi e elementi combustibili nucleari, suddivisi a seconda dei Paesi di provenienza, sono indicate nelle seguenti tabelle. Questi prodotti, ad eccezione di pochi derivati del petrolio (produzione di raffinerie nazionali con petrolio importato) vengono interamente importati.

Tabelle

Le importazioni, e in generale lo scambio di elettricità, avvengono con i Paesi confinanti Germania, Francia, Austria e Italia. I prodotti del legno (pellet e legna da ardere) e i biocarburanti vengono importati in massima parte dai Paesi europei e dal Giappone (biocarburanti). Mentre le importazioni coprono solo il 5 per cento del fabbisogno di legno, nel caso dei biocarburanti la percentuale sale al 94 per cento.

8. Le aziende del settore energetico devono procurarsi e importare i vettori energetici. Ad eccezione del materiale combustibile nucleare, le transazioni avvengono sui mercati europei o mediante trader. Il Consiglio federale non conosce la provenienza precisa dei vettori energetici e non può nemmeno influire sulle operazioni di acquisto.

9. A livello mondiale, i Paesi più avanzati nell'ambito delle nuove tecnologie nucleari sono soprattutto gli Stati uniti, la Cina e la Russia. Altre attività nel settore sono svolte in Giappone, Canada, Francia e Gran Bretagna. La Svizzera sarebbe quindi dipendente da tali Paesi per la fornitura di queste tecnologie.

Tenuto conto della Strategia energetica 2050, la ricerca nucleare si concentra sulla tecnica dei reattori degli impianti esistenti, sulla radioprotezione e in particolare sullo smaltimento delle scorie radioattive.

Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.

Risposta del Consiglio federale.