22.3635 · Mozione · 2022-06-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale un progetto affinché la Confederazione rinunci, per un periodo di due anni, alla parte dell'imposta sugli oli minerali gravante i carburanti che confluisce nella cassa generale della Confederazione.
Begründung
I prezzi della benzina e del diesel sono aumentati notevolmente in tempi molto brevi. Ciò grava non solo sul comune cittadino del ceto medio, ma anche sull'intero settore commerciale, in particolare sulle imprese di trasporto svizzere. Le spese supplementari sono così a carico di clienti e consumatori. Inoltre, a causa dei prezzi elevati alcune persone, in particolare gli anziani e coloro che dipendono imperativamente dall'automobile, non possono più permettersi la mobilità. Se la crisi energetica dovesse protrarsi a lungo, bisogna aspettarsi gravi conseguenze per il benessere sociale, così come per l'economia e il commercio. Per sgravare la classe media e il settore commerciale nell'attuale situazione straordinaria, la Confederazione deve rinunciare, per un periodo di due anni, alla parte dell'imposta sugli oli minerali gravante i carburanti che confluisce nella cassa generale della Confederazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'energia. Il gruppo di lavoro interdipartimentale istituito dal Consiglio federale con rappresentanti del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, del Dipartimento federale dell'interno e del Dipartimento federale delle finanze segue costantemente gli sviluppi. Attualmente non vede la necessità di adottare misure urgenti. L'economia è in crescita. Il tasso di disoccupazione è inferiore rispetto al periodo precedente la crisi legata alla pandemia di COVID-19. La Svizzera dispone inoltre di un'ampia rete di sicurezza sociale che consente di affrontare il rincaro. Questo va a vantaggio anche delle economie domestiche con un reddito basso.
L'intervento diretto sui prezzi (p. es. sul prezzo della benzina) deve essere chiaramente evitato. Ciò comporterebbe effetti indesiderati. Una misura di questo tipo non sarebbe mirata alle economie domestiche con un reddito basso, in quanto anche tutte le altre economie domestiche ne trarrebbero beneficio. Un prezzo artificialmente basso creerebbe inoltre falsi incentivi e potrebbe aggravare la situazione, già tesa, di approvvigionamento sui mercati energetici attraverso un aumento del consumo.
Nel quadro di una sessione straordinaria nel mese di giugno, il Parlamento ha trattato interventi che proponevano sgravi a favore della popolazione e delle imprese. Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati si sono espressi contro una serie di misure volte a sgravare (fiscalmente) i prezzi finali al consumo di benzina, petrolio o olio da riscaldamento.
Tuttavia la tendenza dei prezzi rimane volatile e l'ulteriore sviluppo è incerto. Pertanto, le attività del gruppo di lavoro interdipartimentale proseguono in modo mirato, affinché in caso di peggioramento significativo della situazione si disponga di opzioni d'intervento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.